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Dazi su pneumatici provenienti dalla Cina, tasse fino al 45%

L’Unione europea si sta interrogando su azioni concrete al fine di arrestare la crescita esponenziale delle aziende cinesi. Il Vecchio Continente è stato preso d’assalto da produttori di auto, moto, componenti e pneumatici cinesi che, a cifre alla portata, stanno mettendo all’angolo tutti gli altri competitor. Alzare dei muri risulterà sempre più difficile, ma quanto meno l’obiettivo di Bruxelles è arginare l’ondata di offerte low cost che arrivano dalla Cina.

Non saranno contenti i consumatori, ma si sta cercando di preservare la forza lavoro in una fase dove l’economia è sempre più spostata a Est. Il boom delle aziende cinesi ha determinato già dei dazi nel settore delle quattro ruote, in primis alle EV, ma le stangate potrebbero essere estese, in base a recenti rumor, anche alle ibride plug-in. Va considerato anche un settore essenziale direttamente legato all’industria dell’Automotive: le gomme.

Tariffe doganali da record

L’Ue ha fissato dei dazi sulle importazioni dalla Cina fino al 45,3%. Sono in vigore dall’8 luglio e, pur non risultando retroattivi, rappresentano una svolta in una fase molto delicata per le aziende nostrane. La decisione è stata presa al termine di un’indagine anti-dumping iniziata il 20 maggio 2025 in seguito a una denuncia presentata il 7 aprile dell’anno scorso dalla Coalition Against Unfair Tyre Imports (Coalizione contro le importazioni sleali di pneumatici).

L’inchiesta, circoscritta al periodo compreso tra l’1° gennaio e il 31 dicembre 2024, ha palesato che le importazioni cinesi nell’Ue sono cresciute di oltre 35 milioni di pezzi, portando la quota di mercato degli esportatori del Gigante asiatico dal 18% al 28%. Il successo commerciale deriverebbe, secondo gli esponenti della Commissione europea, da prezzi slealmente bassi che hanno causato una significativa pressione al ribasso e ridotto la redditività. Il mercato si è completamente squilibrato in favore delle realtà a Est che stanno approfittando anche di una crisi economica senza precedenti in Europa.

Limitare il flusso dalla Cina

A causa del boom dei produttori di pneumatici del Paese del Dragone Rosso la quota di mercato dei produttori europei è calata dal 60% al 53%. Le realtà coinvolte nell’esportazione dovranno ora pagare dazi che vanno da un minimo del 4,3% a un massimo del 45,3%. Le mescole asiatiche sono tra le migliori al mondo e propongono sul mercato dei prodotti di estrema qualità.

Il World Brand Lab ha stilato i “Primi dieci marchi di pneumatici cinesi più influenti” del 2024, classificati nel seguente ordine: Doublestar, Sailun, Linglong, Chaoyang (appartenente a ZC Rubber), Double Coin, Celmo (appartenente a Jiangsu General), Advance Tyre (appartenente a Guizhou Tyre), Triangle, Cheng Shin e Prinx Chengshan.

Il Gruppo Hankook, azienda sudcoreana specializzata nella produzione di pneumatici anche nel Motorsport con sede a Seongnam, sarà sottoposto al dazio minimo, mentre i produttori che hanno collaborato all’indagine saranno oggetto di una tariffa del 24,4%. L’aliquota massima sarà applicata a tutti gli altri operatori. Il nuovo regime riguarda pneumatici per automobili, veicoli commerciali leggeri e autobus. Attualmente i Paesi si scontrano con politiche protezionistiche, incluse tariffe doganali che l’Unione Europea sta applicando nel tentativo di ripristinare una concorrenza leale. I costruttori europei potranno competere in condizioni di parità, almeno sino al prossimo pit stop burocratico.

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