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Scontro nel mondo auto, Seat accusa BYD: i motivi della disputa legale

Un gioco di vocali e consonanti infiamma il mercato automobilistico. In Spagna – e precisamente a Martorell, quartiere generale di Seat – hanno deciso che certi nomi scelti da BYD, colosso cinese in rapida ascesa, assomigliano un po’ troppo ai loro. Talmente tanto da spingere la Casa spagnola, facente parte del gruppo Volkswagen, a bussare alla porta dell’Euipo, l’ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale, riferisce l’Ara. La richiesta? Bloccare la registrazione dei marchi di alcuni modelli BYD, perché secondo loro rischiano di confondere i consumatori e di “giocare” con la reputazione dei brand di casa.

Somiglianze sospette

Il dito è puntato soprattutto contro quattro nomi: Seal, Sealion, Seal S e Seal U. A un primo sguardo può sembrare una questione da poco, ma Seal si differenzia da Seat per una sola lettera e quando si parla di marchi, bastano piccole sfumature per scatenare una battaglia legale. Il caso più gustoso, però, riguarda Sealion: in inglese, il suono è talmente simile a Seat Leon da aver fatto sgranare gli occhi al brand iberico, soprattutto ora, data la rapida scalata di BYD nel Vecchio Continente.

La partita legale è appena iniziata

La pratica è finita sul tavolo dell’Euipo, già pronta ad avvisare BYD. Adesso i cinesi hanno tempo fino a ottobre per difendersi e spiegare perché quei nomi, secondo loro, non creano confusione. Poi toccherà all’ufficio europeo decidere il da farsi. Qui però entra in gioco la solita lentezza della burocrazia, infatti le dispute possono durare anni, con avvocati impegnati tra faldoni di documenti e aziende intente a bruciare milioni in consulenze legali. Di solito, alla fine, si arriva a un compromesso: magari il marchio incriminato cambia nome in un singolo Paese, o solo per un certo modello, o si trova un accordo economico, per adesso, però, siamo appena all’inizio, e la tensione è alle stelle.

Diversi analisti sostengono Seat stia “marcando il territorio”. Perché? Perché BYD sta correndo come un treno nel mercato spagnolo – e in quello continentale in generale. Tra gennaio e luglio 2025, Seat e Cupra hanno venduto quasi 60.000 auto nel Paese madre, mentre BYD è passata da zero a 12.000 immatricolazioni nello stesso periodo, con una crescita del 700% rispetto all’anno scorso. La spina nel fianco più grossa si chiama Seal U, il SUV elettrico cinese venduto in 27.000 unità nel primo semestre 2025, contro le 15.000 della Cupra Formentor, il modello su cui Volkswagen puntava per dominare la categoria. Capite bene perché a Martorell e a Wolfsburg non stiano dormendo sonni tranquilli.

Cosa aspettarsi adesso

Da qui a ottobre, BYD dovrà presentare le sue ragioni. Potrebbe provare a dimostrare che i suoi nomi non creano confusione, magari portando sondaggi o dati di mercato oppure, per evitare lunghe battaglie legali, potrebbe proporre un accordo e cambiare qualche nome. A ogni modo, la storia contiene due insegnamenti: la competizione nel mondo delle quattro ruote non si combatte più solo a colpi di cavalli e batterie, bensì anche con le parole, e BYD ha smesso i panni di outsider. E quando cominci a fare paura, una lettera conta.

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