Airbus ha ordinato il richiamo di circa 6.000 A320 dopo aver individuato una vulnerabilità nel software che gestisce gli elevatori. La questione si trascina da un’anomalia riscontrata nel velivolo di JetBlue lo scorso ottobre, in rotta da Cancún verso Newark, di tale portata da costringere l’equipaggio a puntare su Tampa per chiudere il viaggio in sicurezza. Nel corso della crociera, sopra il Golfo del Messico, l’aereo aveva dato dei segnali sospetti, fino a convincere il pilota a interrompere la rotta prevista e cercare un atterraggio immediato.
La scelta del produttore
In un comunicato il produttore europeo ha stabilito lo stop immediato degli aeromobili con la versione software interessata fino al completamento dell’upgrade. E così, dai terminal delle Filippine fino agli scali colombiani, le compagnie hanno iniziato a fermare i velivoli coinvolti, generando una lunga serie di ritardi e cancellazioni.
Il caso ha toccato anche l’aereo che accompagna Papa Leone nei viaggi ufficiali. Trattandosi sempre di un A320, si è reso necessario lo stesso tipo di intervento, come spiegato dai rappresentanti del Vaticano, che hanno confermato la partenza verso Istanbul di un componente sostitutivo insieme al tecnico responsabile dell’installazione.
Sulla base di quanto evidenziato nelle indagini preliminari, le radiazioni solari intense corrompono alcuni dati legati al controllo dell’elevatore. Nonostante il sistema coinvolto sia l’ELAC, fornito da Thales, Airbus ha attribuito la parte critica a un software sviluppato altrove senza rendere pubblico il nome dell’azienda responsabile della progettazione o dell’aggiornamento.
Il lavoro richiesto varia da aereo ad aereo. Per una parte consistente della flotta bastano poche ore di manutenzione e l’installazione di una versione precedente del software, ritenuta stabile, ma per circa mille A320 la procedura impone di agire sull’hardware nel computer di controllo, con tempistiche molto più lunghe, nell’ordine di alcune settimane.
I provvedimenti delle compagnie aeree
Air France, una delle compagnie coinvolte, ha tolto 35 voli dal programma e aggiorna man mano i dati. Entro il fine settimana American Airlines conta di completare l’intervento sulla maggior parte dei suoi 340 A320 interessati, mentre altri aeromobili richiedono tempi più dilatati. United Airlines, dopo un primo monitoraggio interno, ha individuato sei aerei con lo stesso problema, Air India segnala ritardi dovuti al fermo tecnico e Delta è vicina alla chiusura dei lavori su parte delle sue flotte A320 e A321neo.
Alcuni operatori subiscono un impatto molto più pesante: in Colombia, Avianca ha sospeso la vendita dei biglietti fino all’8 dicembre, dopo aver stimato un coinvolgimento vicino al 70% della propria flotta nelle criticità emerse dal richiamo delle scorse ore, mentre Philippine Airlines e Cebu Pacific, entrambe nelle Filippine, hanno superato le quaranta cancellazioni, offrendo rimborsi e nuove date ai passeggeri.
I portavoce dell’EASA (Agenzia dell’Unione Europea per la Sicurezza Aerea) confermano che le compagnie sono state messe al corrente dei fatti direttamente da Airbus e che monitorano da vicino l’evoluzione dei lavori. A settembre il conteggio delle consegne A320 era salito a 12.257 pezzi, tre in più del 737, e il richiamo appena diffuso obbliga ora le realtà del settore a rimettere mano a turni, interventi e comunicazioni ai passeggeri.