Mentre l’Europa abbraccia la flessibilità, con un leggero dietrofront del Green Deal che apre a un 10% di vendite termiche dopo il 2035, il Regno Unito al momento segue la propria rotta. Londra ribadisce l’obiettivo di dire addio alle auto a benzina e diesel entro il 2035, non lasciando trasparire ripensamenti, almeno nel breve periodo.
Possibile revisione nel 2026
Una possibile revisione non è però completamente da escludere, ma viene sicuramente rimandata alla seconda metà di quest’anno, come programmato da tempo. Fino a quel momento lo Zero Emission Vehicle Mandate, introdotto dal governo Sunak, rimane operativo. Proprio come quello europeo, il mandato sancisce una quota minima di vendite a zero emissioni, che aumentano progressivamente ogni anno fino a raggiungere la quota del 100% nel 2035, passando dal 23% nel 2024 e al 26% nel 2025. Un dettaglio fondamentale è che le ibride non rientrano nel conteggio: per Londra, la transizione passa esclusivamente dalle auto a zero emissioni.
Mercato EV in ritardo
Il mercato, proprio come in Europa, non sembra rispondere al meglio. I numeri del 2024 parlano di una quota di elettriche ferma al 19,6%, ben al di sotto dell’obiettivo fissato nonostante sia maggiore di molti paesi europei.
Nel 2025 appena concluso i numeri complessivi non sono ancora stati pubblicati, eppure fino a novembre i dati riportavano una quota di elettriche pari al 22,7%, anch’essa distante dal 26%. Un divario che mette in difficoltà i costruttori, costretti a rivedere strategie commerciali, a fare distinzioni a seconda degli stati e a perdere vantaggio competitivo nei confronti dei costruttori cinesi.
Multe e incentivi
Per colmare questo gap, il Regno Unito ha finora fatto leva su un sistema di multe per i marchi che non rispettano le quote previste. Tuttavia, nemmeno nel secondo anno di applicazione le sanzioni si sono dimostrate sufficienti a cambiare davvero il ritmo della transizione.
Da qui la scelta di affiancare alle penalità anche nuovi strumenti di incentivo. Il primo è l’Electric Car Grant, presentato a luglio 2025, che prevede contributi per l’acquisto di auto elettriche di categoria M1 con prezzo inferiore alle 37.000 sterline. Un tentativo di rendere più accessibili i modelli a batteria, soprattutto per le famiglie e i clienti privati.
Aumento colonnine
Il secondo fronte riguarda le infrastrutture. Il governo ha stanziato un pacchetto da 63 milioni di sterline destinato al potenziamento della rete di ricarica, che oggi conta circa 82.000 colonnine pubbliche. Gli interventi non si limitano però alle stazioni su strada: sono previsti incentivi anche per le colonnine private, il rinnovo dei mezzi sanitari con veicoli elettrici e il miglioramento della segnaletica dedicata.
L’obiettivo è quello di ridurre uno dei principali ostacoli all’adozione dell’elettrico, ovvero la paura di restare senza energia. Resta però da capire se questi interventi saranno sufficienti a colmare il divario tra obiettivi politici e realtà del mercato.
In definitiva, mentre l’Europa mette mano al calendario del 2035, aprendo alla diversificazione e alla flessibilità, il Regno Unito conferma la rotta. Una scelta coerente con la strategia ambientale britannica, ma che espone il Paese a una sfida complessa: trasformare un traguardo ambizioso in un percorso davvero sostenibile per industria e consumatori