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Audi SQ5, il V6 dà spettacolo nei luoghi nascosti del Circuito di Monza

Audi ha deciso di riscrivere le traiettorie dell’Autodromo Nazionale di Monza, per raccontare in modo diverso il carattere del nuovo Audi SQ5. Il teatro è quello più iconico del motorsport italiano, il copione però cambia: l’azione non si svolge solo tra cordoli e asfalto perfetto, ma si allarga agli sterrati, ai vialetti nascosti del parco e persino alla storica Sopraelevata. Nasce così “The Other Monza”, un esercizio di performance che mette in scena il SUV sportivo tedesco fuori dal suo contesto abituale, ma proprio per questo ancora più interessante.

The Other Monza

Il video realizzato da Audi è tutto fuorché convenzionale. Monza non viene raccontata come un semplice circuito di Formula 1, ma come un luogo complesso, fatto di storia, natura e spazi normalmente invisibili al pubblico. Ed è lì che l’Audi SQ5 da 367 cavalli si muove con disinvoltura, alternando passaggi ad alta velocità nei punti simbolo della pista a improvvise deviazioni su sterrato.

Dalle immagini si riconoscono senza difficoltà la Variante della Roggia, la Prima e Seconda di Lesmo e la Parabolica, affrontate con un’andatura che non tradisce le dimensioni da SUV. Ma il momento più suggestivo resta il passaggio sulla Sopraelevata, un reperto storico della Formula 1 degli Anni Cinquanta e Sessanta, con un’inclinazione che arriva fino all’80% nel punto di massima pendenza. Una scelta non casuale: Audi ha voluto sottolineare come la SQ5 sia capace di muoversi con sicurezza anche in contesti estremi, lontani dall’idea classica di “SUV da famiglia”.

Al massimo su strada e fuori

Dietro lo spettacolo c’è una base tecnica solida, pensata per garantire efficacia in ogni situazione. La scocca ad alta rigidità torsionale rappresenta il punto di partenza, a cui si aggiunge uno sterzo progressivo con servoassistenza e demoltiplicazione variabili, più diretto rispetto alla generazione precedente. Il risultato è una risposta immediata, particolarmente apprezzabile nei cambi di direzione rapidi che Monza impone.

Un ruolo chiave lo giocano le sospensioni pneumatiche adattive, tarate in modo specifico per la SQ5. Ogni ammortizzatore elettroidraulico viene gestito individualmente e consente di variare l’altezza da terra fino a 60 millimetri, adattando l’assetto al tipo di percorso: più basso e rigido tra i cordoli, più alto e permissivo quando l’asfalto lascia spazio allo sterrato.

A completare il quadro c’è la trazione integrale quattro ultra, che distribuisce la coppia in modo variabile e predittivo, garantendo motricità anche quando il fondo diventa irregolare. È grazie a questo insieme di soluzioni che la SQ5 riesce a sfruttare appieno i 367 CV del suo motore, mantenendo sempre una sensazione di controllo.

Il V6 protagonista

Sotto il cofano della Audi SQ5 pulsa il V6 3.0 TFSI a iniezione diretta, sovralimentato da un singolo turbocompressore a geometria variabile. Un motore che punta più sulla progressione e sulla prontezza che sull’effetto scenico puro, ma che a Monza trova comunque il modo di farsi sentire. L’erogazione è piena, lineare, ideale tanto per le accelerazioni in uscita dalle curve quanto per i tratti più guidati, dove la precisione conta più dei numeri sulla carta.

Dal SUV alla Formula 1

La presenza della SQ5 a Monza non è solo un’operazione di comunicazione legata al SUV. L’evento anticipa simbolicamente la discesa in pista della nuova monoposto Audi di Formula 1, attesa al debutto nella stagione 2026. Un collegamento diretto tra presente e futuro del marchio, tra produzione di serie e massima espressione del motorsport.

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