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Stangata sui carburanti: il diesel schizza in autostrada a 2,50 euro

Dopo la pandemia e l’invasione russa in Ucraina, non vi sarebbe potuto essere momento peggiore per lo scoppio di una guerra che ha avuto immediate ricadute sulle tasche degli europei, in particolar modo degli italiani. Il conflitto in Medio Oriente ha fatto salire i prezzi alla pompa e sulle bollette: il diesel è tornato ai massimi da un anno e gli effetti del blocco dello Stretto di Hormuz si iniziano a vedere anche sulle autostrade.

Le guerre hanno un costo salato e sono sempre gli innocenti a pagare il conto. Gli automobilisti italiani si sono svegliati per andare al lavoro e hanno riscontrato dei prezzi ai distributori elevatissimi. La benzina self service è aumentata a 1,693 euro al litro, il gasolio a 1,753 auro. Il Codacons ha lanciato l’allarme sulle autostrade, dove il diesel ha toccato i 2,50 euro. Assotir ha annunciato rialzi del gasolio che vanno dai 10 centesimi della Lombardia sino ai 24 della Sicilia, con conseguenti problemi di approvvigionamento di carburante in Campania e in Lombardia.

Non filtra ottimismo

In una fase già critica per gli italiani, con una inflazione alle stelle, preoccupano le speculazioni da parte dei colossi petroliferi. Vi avevamo anticipato anche dello stop di produzione da parte dell’impianto di Ras Laffan di QatarEnergy, causato da un attacco di un drone che ha colpito la struttura. QatarEnergy non ha specificato per quanto tempo durerà la sospensione e ha chiuso i rubinetti per cause di forza maggiore. I bombardamenti in Medio Oriente, con l’offensiva di Stati Uniti e Israele all’Iran, hanno innescato una reazione a catena sui mercati energetici mondiali.

Il sindacato degli autostrasportatori Cna Fita ha previsto un aggravio dei costi di 2.400 euro all’anno per tir, che potrebbero salire di altri 13.000 euro se non ci sarà un “cessate il fuoco”. Fita ha chiesto un credito d’imposta straordinario, finanziato con l’extragettito Iva. Tutto il mondo dei trasporti sta subendo gli effetti negativi di un conflitto evitabile. Persino il Centro di formazione e ricerca sui consumi Crc si è sbilanciato, parlando di speculazione, chiedendo la riduzione immediata dell’Iva sui carburanti. La Spagna ha preso una posizione decisa contro le politiche di Trump e si è mossa prontamente per contenere i prezzi.

Il gasolio servito supera i 2,50 euro

Il prezzo servito del gasolio sulle autostrade, in alcuni distributori, ha oltrepassato la soglia dei 2,50 euro al litro. Il Codacons ha proceduto a un monitoraggio sulla base dei dati pubblicati oggi dal Mimit sull’apposito Osservatorio carburanti. Sulla A21 Torino-Piacenza il gasolio, in modalità servito, è offerto a 2,519 euro al litro, 2,389 euro/litro la benzina. Sulla A4 Milano-Brescia un litro di diesel, sempre al servito, viene venduto a 2,464 euro, 2,329 euro la verde. In ben 8 impianti locati sulla A1 Milano-Napoli, A11-A12 Viareggio-Lucca, A12 Genova-Sestri L., A14 Bologna-Bari-Taranto, A21 Torino-Piacenza, il gasolio costa 2,449 euro al litro, mentre la benzina supera la soglia dei 2,3 euro al litro in diversi distributori.

I listini più elevati del diesel in modalità self si registrano sulla A5 con 2,133 euro al litro, A14 con 2,109 euro/litro, A23 con 2,079 euro/litro, A1 e A21 con 2,069 euro/litro. L’andamento dei prezzi è ancor più allarmante per le tasche degli italiani con l’avvicinarsi del periodo di Pasqua, quando aumenteranno gli spostamenti in auto dei cittadini. Anna Rea, Presidente nazionale di Adoc, ha dichiarato:

“Assistere a rialzi fino a 10 centesimi al litro sul gasolio in una sola notte è inaccettabile. I petrolieri applicano listini da panico basandosi su previsioni future, ignorando che il Paese dispone di riserve stoccate che dovrebbero ammortizzare queste oscillazioni. È un salasso ingiustificato che mette in ginocchio non solo gli automobilisti, ma l’intero sistema Paese”.

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