La crisi energetica derivata dalla guerra in Iran potrebbe durare ancora per molto e potrebbe impattare anche il settore dei trasporti, in modo ancora più significativo rispetto a quanto già avvenuto nel corso delle ultime settimane.
Durante tutto il mese di marzo e nei primi giorni di aprile, infatti, il costo dei carburanti è aumentato in modo significativo, con benzina e diesel alla pompa che hanno registrato una sotanziale crescita del prezzo al litro.
All’orizzonte c’è un possibile intervento dell’UE che non ha escluso la possibilità di razionamento del carburante per affrontare l’emergenza, soprattutto in caso di difficoltà prolungate negli approvvigionamenti.
La situazione è in costante divenire e la Commissione europea sta monitorando la situazione in questi giorni, soprattutto in considerazione degli sviluppi e delle ultime notizie in arrivo dall’Iran. Andiamo a riepilogare cosa sta succedendo e quali sono le opzioni a disposizione dell’UE.
Un razionamento in arrivo?
A chiarire la situazione di difficoltà dell’Europa è stato Dan Jørgensen, commissario europeo all’Energia, che nel corso di un’intervista al Financial Times ha confermato la posizione dell’UE, ora aperta a tutte le opzioni possibili per affrontare (e risolvere) la crisi energetica in corso.
L’UE si aspetta di dover fare i conti con una crisi di lunga durata e che potrebbe richiedere un intervento deciso per minimizzare l’impatto sull’economia. Il commissario europeo ha sottolineato: “La nostra analisi è che chiaramente si tratterà di una situazione prolungata.”
Per il futuro, inoltre, i Paesi “devono assicurarsi di avere ciò di cui hanno bisogno. Per ora, non siamo ancora in una crisi di sicurezza dell’approvvigionamento“. Come detto, però, la situazione andrà monitorata con grande attenzione.
In attesa di una misura europea in grado di gestire al meglio la crisi, l’Italia sta affrontando l’aumento del costo dei carburanti ricorrendo a soluzioni interne, come la proroga del taglio delle accise. La misura doveva esaurirsi la prossima settimana, ma è stata estesa fino all’inizio del prossimo mese di maggio.
In questo modo, l’incremento del prezzo al litro dei carburanti dovrebbe essere attenuato, a meno di nuovi picchi di prezzo sul mercato all’ingrosso. Ricordiamo che il taglio delle accise non è stato sufficiente a contenere gli aumenti di marzo.
Le possibili contromisure
Jørgensen ha confermato che l’UE si sta preparando agli “scenari peggiori” che, però, sono ancora molto distanti rispetto alla situazione attuale. L’ipotesi di razionamento resta sul tavolo ma con le dovute accortezze.
In particolare, a essere al centro di un possibile controllo saranno i carburanti aerei e il diesel. Da segnalare anche che tra le opzioni sul tavolo ci sono anche modifiche regolatorie per facilitare le importazioni.
In concreto, per il momento, l’ipotesi di un razionamento dei carburanti per i trasporti è solo in fase di valutazione e non rappresenta un’opzione a cui ricorrere subito. Un eventuale peggioramento della crisi, però, potrebbe spingere l’UE a intervenire.
La situazione andrà monitorata con attenzione nelle prossime settimane, valutando quelle che saranno le mosse degli Stati Uniti con Trump che continua a mantenere una linea d’azione particolarmente instabile, alternando aperture all’ipotesi di accordo a minacce di nuovi attacchi e ritorsioni, che stanno avendo un impatto sul mercato energetico.