Per migliorare la mobilità di domani, in particolare su Smart Road, è al vaglio una novità che riguarda le auto di ultima generazione a guida autonoma. Il quarto colore nei semafori, che darebbe alle vetture connesse tra loro la possibilità di procedere in maniera ordinata riducendo i tempi di attesa e migliorando i flussi di traffico. In alcune città italiane, tra cui la Capitale, potrebbe rappresentare una svolta.
I semafori, concepiti con le tre classiche luci, potrebbero cambiare dopo oltre un secolo. Al rosso, al giallo e al verde si aggiungerebbe anche il colore bianco che, in futuro, potrebbe essere testato a Roma. Una novità che andrebbe a inserirsi nel contesto dei Sistemi di Trasporto Intelligenti (ITS) volti a regolare i flussi di traffico in modo automatizzato. La luce bianca servirebbe a coordinare il movimento dei veicoli a guida autonoma, consentendo all’infrastruttura stradale di creare un collegamento direttamente col software delle vetture connesse per gestire le precedenze e le manovre agli incroci.
Un salto nel futuro
Per valutare eventuali problemi ed effetti positivi sulla circolazione in città, Roma rappresenterebbe il test perfetto. In base a quanto riportato sulle colonne del Giornale, l’idea ha preso vita dopo la pubblicazione di una ricerca della North Carolina State University, che si è occupata della gestione in sicurezza del traffico in presenza di veicoli AV (Autonomous Vehicles).
L’analisi è nata per rendere più efficace la circolazione, cercando di diminuire il traffico e migliorare anche la sicurezza agli incroci. Il quarto colore, creato per i veicoli a guida autonoma, favorirà la mobilità in modo sincronizzato. Se un automobilista su una vettura di “vecchia generazione” si trova nel mezzo del traffico di veicoli autonomi non deve far altro che seguire la macchina (autonoma) davanti a sé, guidata dalla luce bianca del semaforo.
Per ora le strade dotate di sistemi di comunicazione e connessione con le auto sono limitate. Con la diffusione delle nuove vetture connesse e a guida autonoma le Smart Road dovrebbero diventare la norma. Con i semafori con la luce bianca si testerà un’organizzazione impeccabile dei veicoli intelligenti in grado di coordinarsi per superare l’incrocio, comunicando sia con la strada che con gli altri mezzi.
Traffico decongestionato
L’obiettivo è ridurre i ritardi legati al traffico del 10%, visto che non si andrebbero a creare attese dovute a incertezze o a errori umani. Le Smart Road e il dialogo in tempo reale tra veicoli, con eventuali ostacoli presenti sul percorso già conosciuti, aprirebbero le porte a un sistema dinamico. Per chi guida una vettura tradizionale, la presenza della luce bianca potrebbe comportare cambiamenti nelle abitudini di guida. In un mondo perfetto tutto il vetusto parco auto nostrano dovrebbe essere sostituito da nuove vetture evolute.
La luce bianca sarà un segnale tecnico dedicato esclusivamente alla comunicazione tra il semaforo e i sensori dei veicoli a guida autonoma, ma nella sostanza potrebbe esserci una caotica mescolanza tra vetture di ultima generazione e auto datate, creando un effetto Havana proprio come a Cuba. Secondo lo studio, la luce bianca determinerebbe una diminuzione dei tempi di attesa fino al 94%, migliorando anche l’efficienza nei consumi di carburante e portando a una riduzione significativa delle emissioni inquinanti nell’atmosfera.