Andare a fare il pieno dal 2 maggio non sarà uguale per tutti. Il Governo proroga il taglio delle accise sulle auto diesel dopo l’impennata del 24% registrato dal settore nelle ultime settimane, che aveva generato non poco malcontento. La nuova misura scatterà ufficialmente allo scoccare della mezzanotte tra il 1° e il 2 maggio e ci accompagnerà fino al 23 maggio.
“Abbiamo concentrato questa proroga soprattutto sul gasolio, confermando il taglio che era già previsto per il passato (20 centesimi al litro). Per la benzina il taglio è diminuito a 5 centesimi, che corrisponde più o meno al 6% sul prezzo del carburante”
Forbice tra i carburanti: cosa cambia
La novità che farà discutere è la forbice che si apre tra i due carburanti. Se lo sconto sul gasolio si mantiene sugli stessi valori, ai veicoli a benzina va molto peggio, con uno sforbiciata ridotta in seguito a un’attenta analisi dei listini attuali, come ha sottolineato la premier Giorgia Meloni:
“C’è una sproporzione importante fra l’aumento del gasolio e l’aumento della benzina in queste settimane. La benzina è aumentata del 6%; il gasolio del 24%. Abbiamo concentrato questa proroga soprattutto sul gasolio, confermando il taglio che era già previsto per il passato (20 centesimi al litro)”
In buona sostanza, i conducenti di auto diesel continueranno a beneficiare di uno sconto totale (IVA inclusa) di 24,4 centesimi, mentre per chi fa rifornimento di benzina lo sconto scivola a soli 5 centesimi (6,1 con l’IVA). Il motivo? Il gasolio è il cuore pulsante dell’economia, dai camion che riforniscono i supermercati ai pescherecci, ed ecco perché il Governo ha deciso di alzare il muro contro i rincari.
Il nodo delle coperture
A ogni modo, è meglio mettersi fin da ora l’anima in pace: il taglio non diventerà legge perenne. Palazzo Chigi naviga a vista: le casse dello Stato impediscono voli pindarici, soprattutto in una fase economica delicata dove blindare lo sconto sarebbe uno sforzo troppo gravoso.
“Non mi sento di dire oggi che rendo strutturale il taglio delle accise con la situazione economica che non sarà facilissima: rischieremmo di azzerare le risorse che abbiamo da qui a fine anno. Tagliarle costa molto per il beneficio che produce se diventa strutturale”
Il Governo interverrà soltanto a determinate condizioni, davanti a una crisi altrimenti impossibile da fermare. Con le sanzioni Antitrust e l’extra-gettito IVA l’esecutivo confida di colmare i buchi, sperando che l’IVA incassata in più basti a coprire lo sconto promesso.
L’impennata della benzina
Prepariamoci a un lunedì dal retrogusto amaro: se il diesel dovrebbe restare inchiodato sui valori attuali, la benzina subirà un’impennata quasi immediata. Venendo meno gran parte dello sconto precedente, il prezzo medio nazionale della verde è destinato a schizzare rapidamente sopra la soglia psicologica di 1,92 euro al litro.
Conti alla mano, scatterà un aumento di 18 centesimi a ogni rifornimento di benzina. La tesi del Governo è che il gasolio debba avere la precedenza perché muove l’economia, ma questo non è granché di conforto tutti gli altri. Inutile girarci intorno: la disparità di trattamento determinerà in una spesa supplementare non indifferente per milioni di automobilisti a maggio.