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Alcolock obbligatorio, cosa dobbiamo fare e quanto costa

Il giorno della svolta è arrivato. Con la pubblicazione ufficiale da parte del ministero dei Trasporti dell’elenco dei dispositivi autorizzati, degli installatori certificati e dei modelli compatibili, l’alcolock entra ufficialmente in vigore. Tra i punti chiave della recente riforma del Codice della Strada, lo strumento promette tolleranza zero verso coloro che si mettono al volante dopo aver bevuto oltre i limiti consentiti. Tuttavia, l’associazione Federcarrozzieri mette in guardia sulle criticità che rischiano di creare disagi a migliaia di cittadini.

Come funziona e chi riguarda

Entrando nel dettaglio tecnico, l’alcolock è un sistema di blocco dell’avviamento al cui interno il guidatore espira: se il sensore segnala una presenza alcolemica superiore allo zero (soglia d’obbligo per i trasgressori), la centralina impedisce la partenza del veicolo. In presenza di condanne per guida in stato d’ebbrezza superiore a 0,8 g/l, il rientro in possesso della patente dopo la sospensione è ora subordinato all’installazione del dispositivo.

Il limite dei costi e del parco auto circolante

Sebbene la misura risponda a un principio inviolabile quale la sicurezza nelle nostre strade, alcuni punti tardano a convincere gli operatori di settore. Il primo scoglio è puramente economico: secondo le stime diffuse da Federcarrozzieri, l’esborso per l’acquisto e il montaggio dell’apparecchio si aggira intorno ai 2.000 euro, una cifra che grava interamente sui bilanci degli utenti. In aggiunta al fattore monetario, esiste un limite strutturale insuperabile per molti.

“Il parco auto italiano, infatti, è come noto molto anziano, al punto che l’età media delle vetture si attesta a 13 anni: su molte autovetture particolarmente anziane sarà tecnicamente impossibile installare l’alcolock”

Data l’elevata età media del parco circolante, l’associazione evidenzia come diverse vetture circolanti in Italia manchino di un’elettronica compatibile con i moderni sistemi di blocco del motore. In questi casi, i proprietari non avrebbero modo di mettersi in regola, se non acquistando una macchina più recente.

Un mercato “chiuso” e il rischio rincari

Un altro punto critico riguarda la rete di assistenza. Nonostante molte carrozzerie abbiano i requisiti tecnici necessari, il ministero ha stabilito che solo quelle indicate dal produttore del dispositivo e inserite nell’elenco del MIT potranno effettuare il montaggio. Una decisione che — secondo Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri — limita la libera concorrenza e rischia di far lievitare i prezzi per mancanza di alternative sul territorio.

“Ricordiamo che la spesa stimata per l’installazione dell’alcolock sulle auto è di circa 2mila euro a vettura, a cui si dovranno aggiungere i costi di taratura periodica prevista dal decreto, di manutenzione, e quelli per i boccagli monouso”

Il paradosso delle famiglie

Infine, emerge l’aspetto sociale legato alla quotidianità. Nelle famiglie che condividono l’uso di un’unica vettura, l’alcolock non farà distinzioni tra la persona responsabile dell’infrazione in passato e gli altri componenti. Una volta installato il kit, chiunque voglia avviare l’auto dovrà sottoporsi al test.

“C’è poi il paradosso di quelle famiglie che dispongono di una sola auto: in caso di montaggio dell’alcolock, anche tutti gli altri componenti del nucleo, per poter avviare la vettura, dovranno avere un tasso alcolemico pari a zero”

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