In una notte da incubo, la Calabria ricorda quanto l’equilibrio della natura sia assolutamente fragile. Le immagini del video assomigliano da vicino a quelle di un disaster movie, con i protagonisti in pericolo e un’atmosfera di ansia perenne a tenere gli spettatori incollati allo schermo: nei pochi secondi di durata, l’auto che viene travolta da un’onda racconta, meglio di mille bollettini meteo, cosa significhi trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Nessuna via di fuga per la vettura in transito
Siamo a Scilla, perla della Costa Viola. Una vettura sta percorrendo la strada che costeggia il mare, infilandosi nel tunnel sotto il promontorio del Castello Ruffo, quando accade l’imponderabile: un muro d’acqua entra violentemente nella galleria e toglie qualsiasi via di fuga. In modo rapidissimo, le ruote slittano e il boato dello schiaffo d’acqua copre il rumore del motore, fino al punto in cui la macchina arresta completamente la marcia. La tensione si taglia con un coltello: l’onda successiva potrebbe rivelarsi fatale.
Allora la scena tocca le vette massime di pathos. Da rifugio sicuro, la galleria si tramuta in un incubo mortale e la gravità della situazione induce il conducente del veicolo che segue a fare retromarcia, giusto un istante prima di conoscere il peggio. Solo un po’ di fortuna e i provvidenziali soccorsi hanno scongiurato la tragedia.
Ma il video dell’auto è solo la punta dell’iceberg di una notte di follia meteorologica. I lidi storici di Scilla ne sono usciti devastati, e la passeggiata, solitamente meta di migliaia di turisti, è diventata un tappeto di detriti di ogni tipo, obbligando il Comune a chiudere l’accesso alle aree costiere, anche a tutela della forza d’urto di tutto ciò che il mare trasportava.
Mentre Scilla diventava virale per lo scioccante video diffuso in rete, il resto della regione combatteva contro un fronte di maltempo spietato. A Cosenza, il vento ha sradicato semafori e abbattuto alberi secolari, piombati sulle strade. Allagamenti e smottamenti hanno isolato frazioni e reso impraticabili arterie vitali, seminando il panico tra la comunità, messa davanti a forze incontenibili. Fortunatamente, il pronto intervento delle unità di soccorso ha consentito di limitare i danni. La clip dell’auto in difficoltà è diventato il simbolo di questa fragilità, un promemoria di quanto basti un’onda leggermente più alta, o un attimo di esitazione di troppo, per cambiare drasticamente il finale della storia.
Oltre il “clic”: una riflessione necessaria
Passata l’adrenalina, le immagini spingono a interrogarsi sulla sicurezza delle nostre infrastrutture costiere e sulla nostra percezione del rischio: la strada, incantevole durante i tramonti estivi, si è rivelata una trappola senza via di scampo. Fortunatamente il mare di Scilla si calmerà e gli operatori d’emergenza provvederanno a rimuovere le macchine, ma il video circolato in maniera prepotente sui social costituisce un ammonimento. Quanto siamo davvero pronti a gestire una natura che non accetta compromessi? Tra le pareti di una galleria buia, al calar della notte, la risposta è arrivata con la violenza di un’onda incurante degli ostacoli trovati nel suo raggio d’azione.