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Basta display, sulle Audi torneranno i tasti fisici

Sono passati appena tre anni da quando Audi ha completato la transizione verso le plance completamente digitali, trasformando i propri abitacoli in superfici illuminate da schermi immensi. Adesso, con una velocità che dice molto su quanto il vento sia cambiato, la casa di Ingolstadt fa retromarcia. I tasti fisici torneranno. E quei display giganti che hanno colonizzato i cruscotti degli ultimi anni perderanno il ruolo da protagonisti che si erano conquistati forse troppo in fretta.

A svelare la svolta è stato Rouven Mohr, responsabile tecnico di Audi, in un’intervista a GoAuto. Secondo Mohr ogni pulsante e ogni rotella dovrà avere “il classico click e la sensazione tattile Audi”. Un manifesto progettuale che si traduce in un nome preciso: Radical Next, il nuovo linguaggio stilistico che ridefinirà gli interni dei futuri modelli del brand.

Una nuova filosofia

La decisione non è caduta dal nulla. Audi era stata tra le più aggressive nell’abbracciare la digitalizzazione degli abitacoli, arrivando a eliminare il celebre selettore rotativo MMI in favore di superfici touch che promettevano un’esperienza più moderna. Il problema è che quella promessa non ha convinto tutti. I clienti, soprattutto in Europa, Nord America e Australia, continuavano a chiedere qualcosa da trovare al volo senza staccare gli occhi dalla strada.

È una questione di sicurezza oltre che di gusto. Trovare un pulsante fisico richiede una frazione di secondo; trovare la stessa funzione su un touchscreen richiede di cercarla con gli occhi, di navigare tra sottomenu, di confermare con un tocco che spesso non risponde al primo tentativo. La distrazione che ne risulta, su un veicolo in movimento, ha un costo reale.

Il mercato richiede i pulsanti

Audi non è la sola a essersi accorta del problema. Toyota o Mazda hanno sempre mantenuto pulsanti fisici per le funzioni più usate, e non hanno subito le critiche che invece hanno colpito chi è andato verso il touch screen in modo completo. Ferrari ha recentemente offerto ai propri clienti un retrofit per ripristinare i comandi fisici sulle vetture più recenti, dichiarando senza mezzi termini che i touchscreen non sono un progresso quando rallentano l’accesso alle funzioni durante la guida. E in Germania, sia BMW che Mercedes stanno percorrendo strade diverse fatte di maxi-display e superfici continue, lasciando ad Audi la possibilità di distinguersi.

Radical Next

I concept recenti anticipano già dove si sta andando. La Nuvolari,  la supercar ibrida da 1001 CV presentata a giugno, ha un abitacolo essenziale con una strumentazione incassata nella palpebra e un display verticale piccolo e posizionato in basso. La Concept C, roadster che anticipa un modello di serie atteso nel 2027, porta lo schermo in orizzontale al centro della plancia mentre sul volante spiccano rotelle fisiche di comando. In entrambi i casi, la tecnologia è presente ma non invadente.

Sul fronte dei materiali, la direzione è verso l’autenticità: la vera ardesia compare già sui modelli più recenti come anticipazione di ciò che verrà. Meno plastica, meno superfici lucide che sembrano preziose solo finché sono nuove, più materiali che invecchiano bene e trasmettono qualità al tatto anche con il passare del tempo. Chi ha fretta di toccare con mano la rivoluzione dovrà però aspettare. I modelli in arrivo nei prossimi due anni manterranno l’attuale impostazione. La vera svolta arriverà tra circa due anni, quando il linguaggio Radical Next debutterà sui modelli di serie.

Tre anni per passare ai display, due anni per tornare ai pulsanti. Nella storia del design automobilistico, non è la prima volta che un cambio di rotta avviene a questa velocità. Ma raramente il mercato aveva parlato così chiaramente.

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