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C’è chi sta peggio dell’Italia, prezzi folli della benzina in Europa

Non siamo i più colpiti. Nonostante l’onda d’urto del conflitto in Iran abbia scosso i mercati globali di benzina e diesel, compreso quello italiano, il Belpaese sta mostrando una resilienza inaspettata rispetto ai suoi vicini dell’Eurozona. Secondo un recente studio condotto da Facile.it, che ha messo a confronto le rilevazioni della Commissione europea attuali (i dati si riferiscono al 9 marzo) con quelle precedenti al conflitto, l’Italia risulta una delle Nazioni con gli incrementi percentuali minori. Senza voler nulla togliere agli effetti sui bilanci delle nostre famiglie, altrove la corsa ai rincari si è rivelata molto più violenta.

La benzina corre forte in Germania e Austria

Mentre in Italia l’aumento del prezzo della verde si è attestato intorno al 5,5% nel periodo considerato, spostando lo sguardo oltre confine i numeri diventano a doppia cifra. La maglia nera spetta alla Germania, dove l’incremento ha toccato il 13,8%, seguita a ruota dall’Austria con un +13,2% e dalla Finlandia con il 12,5%.

Anche realtà storicamente più “economiche” come la Spagna hanno registrato rincari dell’8,8%, superando la Francia e la stessa Grecia.

In questa graduatoria, l’Italia occupa una dodicesima posizione che, sebbene non consoli chi deve fare il pieno, evidenzia una dinamica meno esplosiva rispetto ai partner europei. I valori medi alla pompa vedono i Paesi Bassi guidare la classifica dei prezzi più alti con 2,172 euro al litro, tallonati dai 2,075 euro della Germania.

Diesel: rincari record oltre le Alpi

Benché sul fronte della benzina la situazione appaia tesa, le anomalie peggiori riguardano il gasolio. In Germania il prezzo del diesel è letteralmente decollato con un balzo del 24,8%. Anche in questo caso l’Austria non resta a guardare, segnando un +22,8%, mentre l’Estonia chiude il podio dei rincari con un aumento del 21,4%.

Dal canto suo, l’Italia si colloca al quattordicesimo posto, con un aumento del 9,8%. Per quanto la cifra sia significativa, impallidisce di fronte al +18,4% registrato in Francia o al +17,2% della Grecia. Analizzando il costo finale alla pompa, il podio resta invariato: i Paesi Bassi si confermano i più cari d’Europa per i conducenti di mezzi a gasolio, con una media di 2,255 euro al litro.

Le prospettive

La domanda che tutti si pongono è quanto questa “tenuta” italiana possa durare. Gli analisti invitano alla cautela, sottolineando come le tempistiche di aggiornamento dei dati giochino un ruolo fondamentale nella lettura del fenomeno.

“I dati rilevati dalla nostra analisi raccontano uno scenario che già al 9 marzo evidenziava notevoli differenze fra gli Stati”

commentano gli esperti di Facile.it, che aggiungono una nota per il futuro prossimo del nostro mercato interno:

“Vista la diversa tempistica usata nelle varie nazioni per la raccolta dei dati, questi sono gli ultimi numeri confrontabili ma sappiamo già, almeno per l’Italia, che i nuovi valori saranno maggiori”

Resta il fatto che, in un momento di estrema instabilità per i carburanti, la struttura dei prezzi italiana sta reagendo in modo più graduale rispetto ai mercati del Nord e del Centro Europa. Sebbene la strada verso la normalizzazione appaia ancora lunga e tortuosa, la tempesta energetica sta colpendo con maggior forza altrove nel Vecchio Continente, lasciando l’Italia in una posizione di relativo, seppur amaro, vantaggio.

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