Comprare una vettura nuova potrebbe presto comportare un documento in meno da consultare. La Commissione europea punta a semplificare le procedure in concessionaria, proponendo di rimuovere l’obbligo informativo relativo alle etichette degli pneumatici installati sui veicoli nuovi. Nella maggior parte dei casi, infatti, l’acquirente di un’auto non può scegliere gli pneumatici montati, il cui impatto su consumi, emissioni e autonomia figura già nei valori dichiarati dalla Casa.
Meno burocrazia, più risparmio
Il capitolo dedicato agli pneumatici fa parte di un intervento più esteso, che riguarda anche le etichette energetiche. In questo modo l’Ue mira ad alleggerire la trafila burocratica per imprese e autorità, caricare online una parte della documentazione e favorire una maggiore trasparenza. In totale, la Commissione stima risparmi intorno ai 125 milioni di euro annui, dei quali circa 40 milioni deriverebbero dalla cancellazione dell’adempimento a carico dei concessionari e dei costruttori.
Oggi il venditore deve fornire le informazioni relative a tutti gli pneumatici offerti o installati sul veicolo. Per i modelli più diffusi possono entrare in gioco fino a sei diverse etichette, perché le Case si riforniscono da diversi produttori al fine di assicurarsi continuità nelle consegne. Il cliente vede quindi una serie di dati riferiti pure a gomme che potrebbero non essere presenti sull’esemplare acquistato. Secondo Bruxelles, il lavoro richiesto dalle attività di recupero, aggiornamento e inserimento delle schede non porta un vantaggio proporzionato.
L’etichetta europea degli pneumatici resterà invece centrale quando l’automobilista compra direttamente le gomme. Continuerà a indicare l’efficienza legata alla resistenza al rotolamento, l’aderenza sul bagnato e il rumore esterno, oltre agli eventuali simboli per neve e ghiaccio. I gommisti verranno indicati in modo esplicito tra i soggetti tenuti a fornire tali informazioni, in quanto spesso vendono il prodotto oltre a occuparsi del montaggio.
La proposta rafforza anche il ruolo di EPREL, il registro europeo nel quale sono raccolti i dati dei prodotti soggetti a etichettatura. Nelle offerte, nelle pubblicità e nelle fatture dei pneumatici dovranno comparire il numero di registrazione, un collegamento oppure il codice QR. Nelle vendite online sarà possibile ricorrere a una visualizzazione compatta, con le classi principali vicino al prezzo e l’etichetta completa accessibile con un clic. Le autorità di controllo potranno inoltre consultare i rapporti di prova caricati dai fornitori, senza doverli richiedere ogni volta.
Digitalizzazione e trasparenza
Nei negozi, le etichette cartacee degli elettrodomestici potranno essere sostituite da display elettronici, mentre le modalità di presentazione degli altri prodotti energetici cambieranno in base al canale di vendita. Nel caso di impianti installati a domicilio, come sistemi di riscaldamento o raffrescamento, l’etichetta dovrà essere disponibile già nell’offerta contrattuale. A ogni modo, la copia stampata non uscirà: la Commissione ha evitato il passaggio immediato al solo digitale, perché avrebbe creato difficoltà sia ai piccoli rivenditori sia alle persone meno abituate agli strumenti tecnologici.
Durante il passaggio a una nuova scala, i fornitori sarebbero esonerati dall’obbligo di inserire sempre sia la vecchia sia la nuova versione. Per un anno, i negozi potranno continuare a vendere i prodotti già in magazzino con la vecchia etichetta, rinviando ristampe e sostituzioni del materiale. La proposta passerà ora all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio, prima dell’eventuale entrata in vigore, ma la direzione scelta da Bruxelles appare chiara.