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Ferrari in borsa, le azioni oggi aprono in negativo dopo la Luce. Cosa significa e perchè

Ieri, 25 maggio 2026, è stata presentata la prima auto a motorizzazione elettrica della Ferrari con un nome iconico: Ferrari Luce. Pronti, partenza, via, appena svelato il design, questa mattina il titolo è andato giù in borsa facendo segnare in apertura ben -5,90%, con un costo per azione di 288,20 euro. Perché in pieno periodo di sostenibilità e cambio di paradigmi nell’automotive, Ferrari fa segnare un tonfo simile in borsa?

Perché il titolo Ferrari è calato in borsa

Il crollo di Ferrari in Borsa non nasce questa mattina dopo la presentazione della Ferrari Luce. Centra molto il mercato e quelle che sono le aspettative sui grandi marchi dell’automotive. La presentazione della prima Ferrari elettrica ha semmai accelerato una crisi di fiducia anche dagli analisti più ottimisti.

Piccolo passo indietro. Tutto parte dalle guidance presentate al Capital Markets Day di gennaio 2026. Ferrari arrivava da anni straordinari in Borsa. Il mercato ormai non valutava più Ferrari come un costruttore d’auto, ma come una luxury company con caratteristiche da titolo tech-growth. Chiaro? Ricordiamoci il concetto di “luxury company”.

I numeri presentati dal gruppo non erano deboli. Soprattutto, Ferrari sceglie una linea molto prudente sull’elettrico, riducendo il target EV al 20% della gamma entro il 2030 contro il precedente 40%. Per molti investitori è il segnale che anche Ferrari vede un rallentamento della domanda premium elettrica.

 

 

Da quel momento il titolo inizia a perdere terreno rapidamente. Nonostante a febbraio arrivi un rimbalzo tecnico dopo la trimestrale, cioè una valutazione positiva da parte degli analisti, a marzo, però, il quadro peggiora ulteriormente con la sospensione di parte delle consegne in Medio Oriente a causa della crisi geopolitica nell’area.

Cosa succede con la Ferrari Luce

È in questo contesto che arriva la Ferrari Luce, la prima elettrica della storia del Cavallino. Ferrari sceglie di non presentare una hypercar estrema, ma una granturismo elettrica a quattro porte e cinque posti, con  1.050 cavalli, autonomia superiore ai 500 chilometri e un prezzo vicino ai 550 mila euro.

La reazione del mercato è fredda soprattutto per ragioni simboliche. Ferrari ha costruito il proprio valore sul motore termico, sul sound e sull’esperienza meccanica. L’elettrico mette inevitabilmente in discussione quell’identità. Non a caso l’azienda ha sviluppato sistemi per simulare vibrazioni e sonorità artificiali, nel tentativo di ricreare il feeling delle Ferrari tradizionali.

Nel frattempo, anche il contesto del settore è cambiato. Porsche, Lamborghini e altri marchi premium stanno rallentando i programmi EV dopo una domanda inferiore alle aspettative. Ferrari entra così nel mercato elettrico nel momento più delicato possibile: quando l’entusiasmo globale per le auto elettriche di lusso si sta raffreddando rapidamente.

 

 

Vendite e ricavi ottimi

Dal 2019 al 2025 Ferrari ha quasi raddoppiato i ricavi, passati da 3,77 a oltre 7 miliardi di euro, mentre le consegne sono cresciute un po’ più lentamente, da 10.131 a circa 13.600 vetture.

 

 

La crescita del Cavallino è stata quindi sostenuta soprattutto dall’aumento del prezzo medio, dalle personalizzazioni e dai modelli a più alta marginalità. Proprio per questo il mercato teme che Ferrari stia arrivando a un punto di saturazione: continuare a espandere margini e valore senza una crescita significativa dei volumi potrebbe diventare sempre più difficile, soprattutto nel nuovo scenario dell’elettrico di lusso.

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