Firenze segue l’esempio di Amsterdam e blocca alle pubblicità che promuovono combustibili fossili. Una decisione che continua a eleggere il capoluogo toscano come esempio di sostenibilità, capostipite di scelte coraggiose e che possono aprire la strada a una transizione energetica più veloce.
Niente pubblicità di auto termiche
Con la mozione numero 610 del 2025, il Consiglio comunale ha appena approvato la restrizione alle pubblicità legate a fonti fossili. Per quanto riguarda l’automotive questa va a bloccare tutte le vetture a motore termico o ibrido, che utilizzano benzina, diesel o gas. Così si impedisce spazio pubblicitario su cartelloni, affissioni, schermi e superfici di proprietà del Comune, portando a un cambio di rotta sul piano comunicativo e lasciando il campo libero alla promozione di scelte di mobilità sostenibile, trasporto pubblico e ovviamente auto elettriche.
50 città in Europa
Firenze si unisce così alla scelta intrapresa solo pochi giorni fa da Amsterdam, che aveva anch’essa appena ufficializzato lo stop alle pubblicità legate ai combustibili fossili, comprese quelle delle auto a benzina e diesel. Ma l’Olanda e l’Italia rappresentano solo una parte di un movimento molto più ampio. Sono circa 50 le città in Europa che hanno già introdotto divieti totali o limitazioni parziali alle pubblicità su prodotti inquinanti che possono essere dannosi per l’uomo o per l’ambiente. Tra queste l’Olanda si guadagna un ruolo da protagonista, con città come l’Aia, Utrecht e Boemendall che hanno fatto da apripista.
L’obiettivo è lavorare sulla consapevolezza oltre a proporre concrete mosse per favorire la sostenibilità ambientale, guidando i cittadini verso modelli di consumo più “green”. Il settore dell’auto è in modo inevitabile uno dei più grandi bersagli di questo progetto, visto le grandi campagne pubblicitarie che da sempre accompagnano i lanci di nuovi modelli.
Firenze città sostenibile
La scelta di vietare le pubblicità dei combustibili fossili non arriva dal nulla. Firenze, negli ultimi anni, si è ritagliata un ruolo da laboratorio urbano della sostenibilità, spesso anticipando decisioni poi adottate anche da altre città italiane.
Il capoluogo toscano già nel 2024 aveva proposto un incentivo per chi utilizzava la bicicletta, una misura chiamata Pedalata, pensata per far diminuire la quantità di auto per strada, migliorando la vivibilità e qualità dell’aria. A questo si aggiungono altre politiche di incentivo alla mobilità più pulita, come i contributi fino a 8.000 euro per il cambio dell’auto, rivolti a chi rottama veicoli più inquinanti scegliendo modelli a basse o zero emissioni.
In questo contesto, lo stop alle pubblicità dei combustibili fossili rappresenta un tassello coerente di una strategia più ampia. Una strategia che guarda al futuro della mobilità urbana, dove l’auto privata resta presente, ma con un ruolo diverso, più compatibile con le esigenze ambientali e sociali.
La decisione di Firenze è destinata a far discutere, soprattutto nel mondo dell’automotive tradizionale. Ma allo stesso tempo apre una riflessione più ampia su come le città possano guidare il cambiamento non solo con divieti e incentivi, ma anche attraverso ciò che scelgono di mostrare – o non mostrare – nello spazio pubblico. E da oggi, in Italia, Firenze ha tracciato una linea chiara.