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Furti auto, ladri a caccia di SUV: le regioni più colpite

In Italia le auto continuano a essere centrali nelle logiche di furto dei malviventi. Una piaga che non si placa, nonostante tutte le contromisure ideate dagli ingegneri. Solo durante la pandemia il fenomeno si era mitigato per motivi legati ai lockdown, ma dal 2023 l’onda dei furti è tornata a crescere e riguarda anche furgoni e motocicli.

L’adozione di nuove tecnologie ha dato dei segnali positivi, grazie anche alla cooperazione tra privati e forze dell’ordine. In uno scenario ancora allarmante sulle strade italiane, almeno sono stati recuperati 2.070 veicoli, per un valore totale di 74,6 milioni di euro, e oltre 1.000 SUV sono stati riconsegnati nelle mani dei legittimi proprietari. I dati diffusi da LoJack Italia, società del gruppo CalAmp specializzata in soluzioni telematiche per l’automotive e nel recupero dei mezzi rubati, palesano la lotta estenuante contro gli illeciti. Le strategie adottate nascono da una crescente ondata di furti della criminalità organizzata, specialmente in alcune regioni d’Italia.

La mappa dei furti

Se da una parte le innovazioni 2.0 nell’industria dell’automotive stanno togliendo appeal ai veicoli di ultima generazione, permettono anche maggiori garanzie in caso di furti. Tra i settori più colpiti si conferma anche quello del noleggio, con mezzi appartenenti a flotte di società di renting a breve e lungo termine finiti nel mirino delle bande specializzate. Oltre il 90% dei recuperi si concentra in quattro regioni. Le aree più colpite dai furti sono le seguenti: al primo posto c’è il Lazio con 548 veicoli recuperati, seguito da Campania (522), Puglia (493) e Lombardia (309).

In queste regioni si nasconde un mercato nero dei pezzi di ricambio con l’esportazione illegale all’estero. Tra i marchi più frequentemente ritrovati figurano Toyota, Kia, BMW e Ford. In particolare in Puglia diverse operazioni hanno portato alla scoperta di centrali di smontaggio clandestine, occultate nelle campagne, dotate di sofisticati sistemi di disturbo dei segnali elettronici. Gli agenti non solo hanno provveduto al recupero dei mezzi rubati, ma anche allo smantellamento di organizzazioni criminali attive nel traffico di auto.

L’evoluzione della tecnologia

In base ai dati di LoJack, oggi nel Vecchio Continente sono oltre 1,1 milioni i veicoli protetti dai suoi sistemi, mentre dal suo arrivo in Italia sono stati 22.749 i mezzi recuperati, per un valore complessivo stimato in circa 7 miliardi di euro. Massimo Ghenzer, presidente di LoJack Italia, ha annunciato:

“La tecnologia LoJack si è evoluta in una piattaforma ibrida che integra più soluzioni, tra cui VHF, GPS e GSM, per offrire prestazioni elevate nel monitoraggio delle flotte e nel recupero dei veicoli rubati. Il sistema include funzioni avanzate come il rilevamento dei jammer e reti di comunicazione dedicate che consentono di supportare le forze dell’ordine nelle attività di contrasto alla criminalità organizzata”.

La soluzione innovativa che combina VHF, GPS e GSM in un unico sistema integrato è in grado di individuare e contrastare i tentativi di jammer, ossia il disturbo intenzionale dei segnali per un supporto investigativo in tempo reale. Entro 10 ore dalla denuncia del furto, grazie a questi strumenti tecnologici avanzati si è ridotta la finestra d’azione delle reti criminali. Lazio, Campania, Puglia e Lombardia si confermano snodi strategici delle organizzazioni criminali, ma almeno si sta provando a interrompere il flusso illecito di automobili e ricambi con un approccio innovativo. La collaborazione tra la tecnologia LoJack e le operazioni delle Forze dell’Ordine sul territorio potrebbe generare risultati ancor più incoraggianti nel 2026.

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