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Furto della targa e guida, cosa fare per evitare la multa

La targa è l’elemento identificativo dell’auto e senza di essa non c’è un soggetto legittimato a circolare, al netto di una sola eccezione. Non è consentito guidare senza targa, ma lo è circolare in attesa della reimmatricolazione, secondo una sequenza di adempimenti che non ammette scorciatoie. Nel caso di controllo stradale, l’elemento che pesa di più è ciò che l’agente può verificare. Un veicolo privo di targa o con un pannello irregolare viene valutato sul piano oggettivo perché la legge richiede identificabilità immediata. Se il pannello sostitutivo non rispetta i requisiti formali, la spiegazione del furto diventa secondaria in quanto l’infrazione è già consumata al momento dell’accertamento.

La denuncia della targa rubata è obbligatoria

Dal momento in cui si scopre il furto della targa, il tempo inizia a contare contro il proprietario del veicolo. La normativa impone di presentare denuncia entro 48 ore, e non si tratta di un termine simbolico. La denuncia serve a cristallizzare una data, a dimostrare che da quel momento il titolare del veicolo non aveva più la disponibilità del contrassegno e ad attivare la possibilità di circolare in modo temporaneo. Senza denuncia, la posizione è irregolare. Anche se il furto è reale, l’assenza dell’atto formale rende la circolazione illegittima perché il sistema non riconosce l’evento. In pratica la legge non presume la buona fede, la pretende documentata.

Sistemi di rilevamento automatico, varchi elettronici, accessi alle zone a traffico limitato, telecamere di controllo velocità o pedaggi possono associare una violazione a una targa che risulta collegata al veicolo rubato. Senza una denuncia tempestiva e una reimmatricolazione conclusa, il proprietario può ritrovarsi a dover dimostrare più volte la propria estraneità ai fatti.

La (falsa) convinzione più diffusa

La denuncia non autorizza a circolare con il veicolo nudo, né a improvvisare soluzioni creative. Dopo il furto, la circolazione è ammessa solo se viene applicato un pannello sostitutivo a fondo bianco che riporti i dati della targa originaria, con dimensioni, caratteri e collocazione conformi a quelle previste per la targa vera. Un foglio A4 scritto a mano, una stampa approssimativa, numeri di grandezza diversa o una posizione casuale non soddisfano i requisiti. In quei casi, dal punto di vista giuridico, si sta circolando senza targa, non con una targa provvisoria, e la denuncia perde la sua funzione protettiva.

C’è una linea sottile tra un pannello sostitutivo regolare e una riproduzione illecita. Quando la riproduzione assume caratteristiche tali da simulare una vera targa senza autorizzazione, si entra in un territorio che può assumere rilievo penale. Anche un comportamento nato con l’intento di sistemare le cose si trasforma in una violazione più grave rispetto alla circolazione irregolare. La possibilità di circolare con il pannello sostitutivo non è indefinita. La legge concede 15 giorni di tempo dalla data della denuncia. Questo periodo è una finestra tecnica pensata per consentire di verificare l’eventuale ritrovamento delle targhe e, in caso negativo, avviare la procedura successiva. Trascorsi i 15 giorni cambia la situazione. Se le targhe non vengono recuperate, il veicolo non può più circolare finché non viene reimmatricolato, con rilascio di nuove targhe e nuovi documenti.

La reimmatricolazione come reset giuridico

La reimmatricolazione è un azzeramento identificativo del veicolo. Cambiano le targhe, viene emessa una nuova carta di circolazione e aggiornato il certificato di proprietà per evitare che le vecchie targhe rubate possano continuare a generare problemi al legittimo proprietario. Questo passaggio tutela anche sul piano pratico. Le targhe rubate finiscono raramente nel nulla: vengono utilizzate per coprire veicoli simili, eludere controlli, attraversare varchi elettronici o commettere illeciti. Senza reimmatricolazione, il rischio è di trovarsi coinvolti in una lunga serie di contestazioni da dimostrare.

Le sanzioni, perché la buona fede non basta

Si può essere multati anche dopo un furto. Succede perché la legge non sanziona l’evento criminoso subìto, ma la condotta successiva. Se non si presenta la denuncia nei termini, se si circola senza pannello conforme o se si superano i 15 giorni senza reimmatricolare, scatta in ogni caso la sanzione. Le multe previste per la circolazione senza targa o con targa irregolare possono essere accompagnate da fermo amministrativo del veicolo. Nei casi di reiterazione o di uso di targhe non proprie si arriva alla confisca e a profili penali legati alla falsificazione o all’uso indebito di contrassegni.

Gli Sportelli telematici dell’automobilista esistono proprio per evitare che la fase successiva al furto si trasformi in un limbo. Utilizzarli significa abbreviare i tempi, ridurre gli errori formali e arrivare più rapidamente alla chiusura giuridica della vicenda. Finché la targa rubata risulta associata al proprio veicolo, ogni violazione, pedaggio non pagato o segnalazione automatica può arrivare all’intestatario. La denuncia è la prima linea di difesa, ma la reimmatricolazione è il solo modo per chiudere il legame giuridico con quella sequenza alfanumerica.

Dal punto di vista assicurativo, la circolazione senza targa regolare apre scenari complessi. In caso di incidente, la compagnia può sollevare eccezioni se il veicolo non era correttamente identificabile al momento del sinistro. Non significa la perdita in automatico della copertura, ma introduce un rischio di rivalsa o di complicazioni nella gestione del risarcimento se l’irregolarità non era necessaria.

Ecco allora che ci sono due strade perseguibili. La prima è seguire alla lettera la procedura, con denuncia immediata, pannello conforme e rispetto dei tempi. La seconda è non utilizzare il veicolo fino alla reimmatricolazione. In questo contesto, i bulloni antifurto sono una soluzione efficace contro il furto delle ruote grazie a un sistema di fissaggio che richiede una chiave dedicata e rende più difficile qualsiasi tentativo di rimozione non autorizzata. La funzione è deterrente perché aumenta tempi e complessità per chi tenta un’azione criminosa.

Accanto a questa applicazione ci sono i bulloni antifurto specifici per la targa che sostituiscono i tradizionali bulloni di fissaggio. Realizzati in acciaio temprato ad alta resistenza, utilizzano un profilo di sicurezza abbinato a una chiave proprietaria così che solo il titolare del veicolo sia in grado di svitarli e rimuovere la targa. La sostituzione dei bulloni standard con quelli antifurto è un’operazione che può essere eseguita sia in officina sia in autonomia. La maggior parte dei modelli in commercio è infatti universale, caratteristica che ne consente l’installazione su quasi tutti i veicoli senza particolari adattamenti.

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