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Il razionamento di carburante non ci sarà, Salvini esclude interventi di questo tipo

La crisi energetica collegata al conflitto in Medio Oriente potrebbe essere più vicina a una soluzione, grazie al cessate il fuoco definito in queste ore e valido per le prossime due settimane. In questo modo, le parti coinvolte nel conflitto avranno più tempo per risolvere la questione con la diplomazia e senza l’uso delle armi.

In attesa di una soluzione definita, però, il caro carburanti continua a essere di grande attualità e potrebbero essere necessarie ancora diverse settimane prima di registrare un ritorno alla normalità. Nel frattempo, dopo le ipotesi di un possibile lockdown energetico, il vicepremier Matteo Salvini ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla questione del caro energia.

Gli scenari più drammatici che vedevano un possibile piano di razionamento del carburante, per ora, resteranno solo delle ipotesi. Sulla questione, infatti, Salvini ha le idee chiare e conferma una possibile risoluzione della crisi all’orizzonte. Ecco cosa ha dichiarato il leader della Lega in queste ore:

Nessun razionamento

Durante la conferenza stampa tenuta in queste ore, Salvini ha sottolineato: “Escludo un piano per il razionamento di carburante“, ipotesi che era stata evidenziata anche dall’Ue nei giorni scorsi come soluzione estrema al perdurare della crisi energetica in corso. Nel frattempo, però, in alcuni aeroporti italiani sono già in corso delle restrizioni sui rifornimenti.

Il vicepremier vede la possibilità di un calo dei prezzi nel corso dei prossimi giorni e ha ribadito che gli scenari di razionamento non saranno presi nemmeno in considerazione. Per il prossimo futuro, inoltre, Salvini ha aggiunto:

“La priorità economica del governo, con l’aumento del prezzo dei carburanti, è di aiutare imprese e famiglie in difficoltà superando il patto di stabilità. Sono fiducioso e penso che Italia e Germania possano diventare maggioranza. Chiediamo che il Patto possa essere derogato per aiutare imprese e famiglie su riscaldamento, luce e gas così come avviene per comprare armi”

Nuove misure in arrivo?

Le parole di Salvini aprono le porte a nuove misure da parte del governo contro il caro energia e, in particolare, contro il caro carburante. Ricordiamo che, al momento, è stato prorogato il taglio delle accise, con uno stanziamento di diverse centinaia di milioni di euro che ha permesso di contenere, anche se di poco, i rincari sul costo alla pompa.

All’orizzonte, però, ci potrebbero essere altri interventi, da applicare anche in coordinamento con l’Ue, soprattutto per questioni di bilancio. Le ipotesi sul tavolo sono tante e andranno valutate anche in considerazione di quelle che saranno le condizioni del mercato nel corso delle prossime settimane.

Un cessate il fuoco permanente e una riapertura dello stretto di Hormuz dovrebbero portare a una rapida riduzione del costo del petrolio con effetti positivi sui prezzi finali (al netto di possibili speculazioni). Ulteriori misure da parte del governo potrebbero dare un contributo ulteriore alla riduzione della spesa.

Ricordiamo che il calo dei prezzi potrebbe non essere immediato, anche in caso di una risoluzione del conflitto in Iran con una tregua duratura. Diversi siti petroliferi (in Iran ma anche in altri Paesi del Golfo) sono stati danneggiati e per un ripristino del funzionamento potrebbe volerci diverso tempo.

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