Il kit di emergenza auto entra in gioco quando la strada smette di essere un ambiente prevedibile. Ad esempio in caso di guasto notturno, foratura di uno pneumatico sotto la pioggia o l’arresto improvviso in un tratto poco illuminato.
Un guasto in città non ha le stesse conseguenze di un guasto in autostrada o su una strada extraurbana principale dove le velocità sono elevate e i margini di errore minimi. In questi contesti, il kit di emergenza è ancora più indispensabile, in quanto va garantita la visibilità a distanza e va ridotta al minimo l’esposizione del conducente.
Il minimo imposto dalla legge
Il riferimento normativo è il Codice della Strada, che stabilisce cosa serve per trasformare un veicolo fermo da pericolo improvviso a ostacolo segnalato. Il triangolo di emergenza, previsto dall’articolo 162, consente di far percepire in anticipo agli altri automobilisti l’anomalia e di adeguare la manovra. In parallelo, il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità diventano obbligatori quando si scende dal veicolo in situazioni di rischio. Da qui l’importanza che siano tenuti nell’abitacolo, pronti all’uso prima di mettersi in carreggiata.
Il contenuto del kit cambia in inverno, in quanto in presenza di ordinanze e segnaletica diventa obbligatorio montare pneumatici invernali o avere catene a bordo anche in assenza di neve visibile. Le catene da neve sono un dispositivo che durante la stagione invernale, tra il 15 novembre e il 15 aprile – ma con possibili variazioni stabilite a livello locale – deve essere tenuto a bordo dell’auto nel caso in cui non siano montati pneumatici invernali.
La base giuridica è l’articolo 6 del Codice della Strada, che attribuisce all’ente proprietario della strada il potere di imporre l’obbligo di circolare con mezzi antisdrucciolevoli oppure con gomme invernali idonee alla marcia su neve o ghiaccio. Il mancato rispetto di queste prescrizioni comporta una sanzione amministrativa da 87 a 344 euro, che si riduce a 41-168 euro quando la violazione avviene all’interno dei centri abitati.
Passando al disco orario, si tratta della classica tessera da esporre sul cruscotto, che indica l’ora di inizio della sosta quando si parcheggia in aree dove la sosta gratuita è consentita per un tempo limitato. Il riferimento normativo è l’articolo 157 del Codice della Strada, in particolare il comma 6, che impone ai conducenti l’obbligo di segnalare in modo visibile l’orario di arrivo e di attivare il dispositivo di controllo della durata della sosta. La violazione di queste disposizioni espone il guidatore a una sanzione amministrativa da 42 a 173 euro.
Illuminazione e comunicazione
La torcia è uno degli strumenti dimenticati perché senza luce diventa difficile muoversi attorno al veicolo, valutare un danno o posizionare il triangolo. Allo stesso modo, un cavo di ricarica e un powerbank carico sono strumenti di sicurezza che consentono di restare in contatto con l’assistenza stradale e di gestire la situazione senza isolamento tecnologico.
L’emergenza riguarda anche chi è a bordo. Un paio di guanti da lavoro consente di operare senza esporsi a tagli o ustioni, mentre una coperta termica o un indumento caldo di riserva si rivelano preziosi quando l’attesa si prolunga in condizioni di freddo intenso.
Non esistono solo neve e ghiaccio, perché pioggia intensa, vento forte e nebbia sono condizioni che rendono l’emergenza più complessa.
Primo soccorso, visibilità passiva e attiva
Per le auto private non c’è un obbligo generalizzato di dotarsi di un kit di pronto soccorso, ma questo non ne annulla l’utilità. La dotazione minima di medicazione permette di gestire ferite lievi in attesa dei soccorsi e di evitare complicazioni. Il discorso cambia per i veicoli utilizzati in ambito lavorativo dove entrano in gioco le normative sulla sicurezza e sul primo soccorso.
Molti kit si rivelano inefficaci per una organizzazione non proprio efficiente. Pensiamo a un giubbotto riposto nel bagagliaio, un triangolo difficile da raggiungere o catene mai provate che rendono inutile la dotazione quando serve.
E se affrontare l’attesa è parte integrante della sicurezza, avere acqua, qualche risorsa di conforto e una protezione adeguata contro il freddo riduce lo stress e i rischi, in particolare quando in auto ci sono bambini o persone fragili.
Molti automobilisti pensano alla visibilità solo in termini di essere visti, ma in emergenza conta anche la visibilità attiva, cioè la capacità di vedere cosa accade intorno al veicolo. Triangolo e giubbotto risolvono il primo aspetto mentre torcia e illuminazione personale risolvono il secondo.
In alcune situazioni, soprattutto in autostrada, restare in auto non è l’opzione più sicura mentre in altre è il contrario. Il kit di emergenza serve allora a guadagnare tempo per valutare la scelta giusta perché avere alta visibilità e segnalazione corretta consente di uscire dal veicolo quando necessario senza decisioni affrettate dettate dal panico o dalla fretta.
La notte amplifica quindi ogni problema, perché riduce la percezione delle distanze e altera i tempi di reazione di chi guida. Un kit di emergenza efficace diventa fondamentale proprio perché compensa questa perdita di informazioni visive, rendendo il veicolo fermo più riconoscibile e il conducente meno vulnerabile.
Manutenzione del kit
Un kit di emergenza è un insieme di strumenti che vanno controllati e aggiornati. Batterie scariche, materiali deteriorati o accessori non più adeguati al tipo di percorrenza rendono il kit inefficace.
In questo contesto le norme sulla sicurezza stradale cambiano da Paese a Paese: ecco allora che prima di mettersi in viaggio all’estero con la propria auto è utile verificare quali dotazioni sono obbligatorie a bordo.
In Italia sono il giubbotto ad alta visibilità e il triangolo di emergenza, ma in altri Stati europei l’elenco delle dotazioni richieste si allunga. In Francia è previsto l’obbligo di tenere a bordo un etilometro e guanti omologati secondo le norme dell’Unione europea mentre in Austria è richiesto un kit di pronto soccorso, obbligo che vale anche in Croazia. Proprio in Croazia, così come in Slovenia, l’estintore è obbligatorio a bordo di autocarri, autobus e veicoli commerciali ed è richiesta la presenza di lampadine di scorta per l’illuminazione del veicolo.