In un mondo automobilistico sempre più concentrato su design futuristico e innovazioni estetiche, la Cina ha deciso di tracciare una linea netta: la sicurezza viene prima di tutto. A partire dal 1° gennaio 2027, le auto vendute nel Paese dovranno rinunciare alle maniglie a scomparsa elettriche, così in voga negli ultimi tempi, soprattutto sui veicoli elettrici e plug-in. Nonostante la loro pulizia stilistica e la capacità di integrarsi perfettamente nella carrozzeria, questi dispositivi possono rivelarsi pericolosi in caso di malfunzionamento o incidente, impedendo a soccorritori e occupanti di aprire le portiere. Per una volta, il design si inchina dinnanzi alla salvaguardia delle vite umane. Una vittoria per la Cina, non sempre così sensibile a certe tematiche. Questo esempio potrebbe essere presto emulato anche in altre parti del globo.
Dall’ipotesi alla realtà
Di questo argomento ne avevamo parlato poco tempo fa (qui per approfondire), il nocciolo della questione era la possibilità che la Cina introducesse regole più stringenti sulle maniglie a filo, soprattutto per i veicoli elettrici. All’epoca si trattava di un’ipotesi concreta, un dibattito tecnico e normativo che coinvolgeva costruttori e legislatori. Oggi, quella discussione ha fatto un passo decisivo: il Governo di Pechino ha approvato il nuovo regolamento GB 48001‑2026, che diventerà obbligatorio dal primo gennaio 2027, trasformando la teoria in concretezza normativa.
Secondo la nuova legge, tutte le portiere – escluse quelle del portellone posteriore – devono essere dotate di maniglie meccaniche visibili e azionabili manualmente, sia all’interno sia all’esterno del veicolo. Dunque, ogni apertura dovrà avere almeno un’impugnatura interna di sblocco meccanico, posizionata in modo da essere facilmente individuabile e utilizzabile in caso di emergenza. L’obiettivo è chiaro: garantire che, anche in caso di guasto elettronico, blackout o incidente, sia sempre possibile liberare gli occupanti intrappolati, salvando le loro vite.
Incidenti e motivazioni del provvedimento
La decisione arriva a seguito di episodi drammatici, come quello avvenuto lo scorso ottobre a Chengdu, quando i soccorritori non sono riusciti ad aprire le portiere di un veicolo elettrico Xiaomi coinvolto in un incidente con conseguente incendio. Il conducente, sotto effetto dell’alcol, è tragicamente deceduto. Eventi come questo hanno evidenziato i limiti delle maniglie a scomparsa elettriche in situazioni critiche, rendendo urgente un intervento legislativo concreto.
Con questa misura, i costruttori dovranno rinunciare a una parte del design minimalista e aerodinamico che caratterizzava molti modelli cinesi, e non solo. Le maniglie a filo, o retrattili, erano infatti un elemento distintivo per estetica ed efficienza energetica. La Cina diventa così il primo Paese al mondo a imporre una norma vincolante di questo tipo, mettendo la salvaguardia dell’essere umano davanti alle scelte di stile.
Implicazioni per il mercato e il futuro
Il provvedimento avrà un impatto significativo sul più grande mercato mondiale dei veicoli elettrici e termici. Oltre a ridefinire il design dei nuovi modelli, questa normativa rappresenta un segnale chiaro a livello globale: nell’industria automobilistica del futuro, l’estetica e la modernità devono cedere il passo alla sicurezza.
In Cina, la crociata per la protezione delle persone mostra come anche i dettagli apparentemente minori, come le maniglie delle portiere, possano diventare questioni di vita o di morte. E su certe tematiche è meglio non scherzare affatto.