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Nuova regola per le storiche, niente più obbligo di assicurazione per i mezzi fermi

Cambiano ancora una volta le regole sull’assicurazione dei veicoli e, con esse, anche gli obblighi per automobilisti, collezionisti e appassionati. Il Governo ha approvato un nuovo decreto legislativo, ora all’esame del Parlamento, che recepisce la direttiva europea 2021/2118 e interviene sulla disciplina della responsabilità civile auto. Una riforma tecnica solo in apparenza, che corregge le norme introdotte nel 2024 e chiarisce finalmente quando un veicolo fermo in garage deve essere assicurato e quando, invece, può restarne fuori.

La deroga all’obbligo: in cosa consiste

Il punto più delicato del provvedimento riguarda proprio i veicoli che non circolano. Dopo mesi di polemiche e interpretazioni contrastanti, il Consiglio dei ministri ha introdotto una deroga all’obbligo assicurativo per i mezzi definiti “non idonei all’uso”, cioè privi in modo stabile di parti essenziali che ne consentano la circolazione. Una correzione di rotta rispetto a quanto previsto nel 2024, quando l’obbligo di Rc auto era stato esteso anche ai veicoli fermi, generando forte preoccupazione tra collezionisti e operatori del settore.

La deroga nasce dalle pressioni delle associazioni di categoria dei commercianti di veicoli usati e dei carrozzieri, ma risponde anche a una realtà diffusa: quella dei veicoli in stato di rottame o in attesa di restauro. Scocche senza motore, telai incompleti, auto e moto acquistate non per essere guidate, ma per essere ricostruite pezzo dopo pezzo. Per questi mezzi, chiarisce la relazione illustrativa del decreto, l’obbligo assicurativo non si applica.

Il legislatore, però, traccia un confine preciso. Restano esclusi dalla deroga i veicoli semplicemente privati di componenti facilmente reinstallabili, come ruote o batterie. In questi casi l’auto o la moto è considerata ancora potenzialmente idonea alla circolazione e, di conseguenza, soggetta all’obbligo di assicurazione. Un distinguo che punta a evitare abusi, ma che soprattutto serve a mettere ordine dopo la confusione normativa dell’anno scorso.

Un quadro adesso più chiaro

Nel 2024, infatti, l’estensione dell’obbligo aveva fatto scattare l’allarme tra gli appassionati di veicoli storici, preoccupati non solo per i costi, ma anche per il rischio di sanzioni pesanti, fino a mille euro. Il nuovo decreto cancella quelle incertezze e restituisce un quadro più leggibile, soprattutto a chi conserva in garage mezzi che non vedono la strada da anni.

Un chiarimento che arriva in un settore tutt’altro che marginale. Il patrimonio dei veicoli storici in Italia è vasto e in continua crescita. Nel 2025 i mezzi in possesso del Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica registrati in Motorizzazione Civile sono 309.899, di cui 219.456 auto e 90.443 moto. Numeri che raccontano una passione diffusa e radicata.

Un parco auto di lungo corso

Tuttavia, il dato più significativo riguarda l’intero parco circolante italiano, che può essere considerato “maturo”. In Italia si stimano 4,3 milioni di auto con oltre 20 anni di età considerate di interesse storico o collezionistico. Rappresentano il 43,9% delle vetture “over 20”. Di queste, il 5,6% ha tra i 30 e i 39 anni, il 2,3% tra i 40 e i 49 anni, l’1,6% tra i 50 e i 59 anni. Una piccola ma preziosa minoranza supera i 60 anni, testimoni di un’epoca in cui l’auto era ancora un racconto meccanico prima che digitale.

Apertura a polizze specifiche

Guardando a questi numeri, il Governo ha deciso di intervenire anche su un altro fronte: quello delle polizze. Il decreto apre infatti alla possibilità di introdurre assicurazioni obbligatorie di durata inferiore all’anno per i veicoli utilizzati in modo stagionale. Un cambiamento atteso da tempo da chi utilizza moto e auto storiche solo in determinati periodi, senza un impiego quotidiano.

Sarà un apposito decreto ministeriale a disciplinare le polizze infra-annuali, superando l’attuale rigidità della Rc auto annuale. Una maggiore flessibilità che potrebbe tradursi in costi più proporzionati all’uso reale del mezzo, senza però rinunciare alle tutele previste dalla legge. Infine, novità anche per il mondo delle competizioni motoristiche. Per gare e manifestazioni sportive, il provvedimento consente agli organizzatori di stipulare, in alternativa alla tradizionale Rc auto, una polizza di responsabilità civile generale. Una soluzione più aderente alla natura degli eventi e alle esigenze operative di chi li organizza.

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