La crisi energetica legata al conflitto in Iran sta avendo (e continuerà ad avere) un impatto molto significativo sull’economia, con un sostanziale incremento delle spese per le famiglie. Abbiamo seguito con attenzione, nelle scorse settimane, l’andamento dei prezzi dei carburanti, con rincari significativi registrati a marzo (nonostante il taglio delle accise).
C’è da considerare anche l’impatto degli aumenti del costo dell’energia sulle bollette, un altro fattore che si traduce in una spesa maggiore per le famiglie. Sulla base di questi elementi, non stupiscono di certo le nuove stime dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre (Venezia) su fonti Istat e Oipe che, pur non includendo l’aumento dei costi dei carburanti, fotografano chiaramente una realtà sempre più complicata.
In Italia, infatti, la povertà energetica è oggi un problema serio.
Numeri preoccupanti
Lo studio conferma la situazione difficile in cui versano le famiglie italiane. La povertà energetica riguarda oggi circa 5,3 milioni di italiani per un totale di 2,4 milioni di famiglie. A causa dei rincari, infatti, questi nuclei familiari faticano a sostenere le spese essenziali per l’energia elettrica e per il riscaldamento.
La situazione è particolarmente complicata nel Sud Italia, con una criticità in Puglia, dove ci sono 302.500 famiglie in difficoltà, per un totale di 700.000 persone. In sostanza, 18 nuclei familiari ogni 100 sono alle prese con la povertà energetica. Da segnalare problemi rilevanti anche in Calabria e Molise, rispettivamente con il 17,4% e il 17% di famiglie in difficoltà. Le Regioni che versano in una situazione meno grave sono le Marche, il Friuli-Venezia Giulia e il Lazio.
Quest’elaborazione, come sottolineato da Ansa, si riferisce ai dati del 2024 e fotografa una situazione già complicata. L’aumento dei prezzi dell’energia registrato nel 2025 (+6,3% per la luce e +6,7% per il gas) oltre alla crisi di inizio 2026 dovuta alla guerra in Iran potrebbe aver peggiorato la situazione. In sostanza, i numeri citati in precedenza potrebbero essere ritoccati verso l’alto, evidenziando una crisi ben peggiore per le famiglie italiane.
La questione carburanti
Oltre al tema della povertà energetica, legato all’aumento dei prezzi dell’energia, ad aggravare la situazione c’è il rincaro dei carburanti, con benzina e diesel che viaggiano su quotazioni elevate nonostante l’intervento del Governo che ha tagliato le accise, con un provvedimento che è stato prorogato fino a inizio maggio per tentare di arginare la crisi in corso. Nel frattempo, però, il diesel aumenta più della benzina con un trend che colpisce in modo particolare chi in passato ha scelto un’auto a gasolio per percorrere tanti chilometri.
L’aumento del costo dei carburanti rappresenta un problema molto rilevante sia per le famiglie, considerando il contesto di povertà energetica descritto in precedenza, che per le aziende, soprattutto per le PMI che consumano tanto carburante, ad esempio per trasportare merce.
Questi rincari avranno un impatto sull’inflazione e potrebbero tradursi in un aumento generalizzato del costo della vita. Nel corso dei prossimi mesi, quindi, il rischio di una povertà energetica sempre più diffusa è molto concreto. La situazione andrà monitorata con attenzione, soprattutto analizzando le novità in arrivo dall’Iran dove le trattative per la pace sembrano essersi arenate.