Pur in assenza di incentivi all’acquisto e di interventi regolatori straordinari, nel 2025 la forbice di prezzo tra vetture elettriche (BEV) e a combustione si è assottigliata sul mercato automobilistico tedesco. L’analisi del Center Automotive Research di Bochum diffusa da Dpa sottolinea le nuove dinamiche del settore che, se confermate, potrebbero favorire la diffusione dei modelli a zero emissioni da qui ai prossimi anni.
L’assottigliamento dei listini
Nell’arco dei dodici mesi la differenza economica media tra un’auto a batteria e una controparte a combustione equivalente è scesa da oltre 7.300 a circa 1.340 euro e in un mercato come quello tedesco, il principale d’Europa, la variabile rimane tuttora quella decisiva per una buona fetta degli acquirenti.
Il dato è rilevante anche per il contesto in cui è scaturito. Nel 2025 il Governo non ha reintrodotto bonus statali legati all’acquisto delle BEV e la rete di ricarica pubblica non è cresciuta in maniera esponenziale. Le politiche di stimolo pubblico non hanno, insomma, determinato la riduzione del costo, che può invece essere attribuita all’accesa competizione tra le Case produttrici e alla revisione delle strategie commerciali.
Dal confronto effettuato su venti modelli chiave con entrambe le alimentazioni emerge che nel corso dell’ultimo anno i costruttori hanno applicato sconti medi rispettivamente del 18,1% sulle elettriche e del 19,3% su quelle termiche. Le percentuali risultano quindi simili, ma il contesto di partenza cambia perché la diffusione delle prime è sempre stata ostacolata da listini più elevati.
Con una progressiva convergenza delle politiche commerciali adottate dai costruttori comincia a scorgersi un riequilibrio, che si traduce in un incremento della quota di mercato delle BEV da poco più del 13% a oltre il 22%. In assenza di incentivi, l’andamento rafforza l’idea di un legame diretto tra la riduzione del divario di prezzo e l’aumento della domanda. Non si tratta di un cambio improvviso delle preferenze dei consumatori, bensì di una risposta a condizioni economiche migliori.
Il legame tra pricing e volumi di vendita
Secondo il direttore del Car, Ferdinand Dudenhöffer, cause strutturali dovrebbero consolidare la tendenza in futuro. In primis, stanno aumentando le economie di scala sulle piattaforme elettriche, i volumi produttivi e la standardizzazione. In secundis, il calo dei costi delle materie prime, soprattutto quelli legati alle batterie, ha ridotto una delle principali voci di spesa inerenti alle BEV.
Se il mercato tende già a ridurre autonomamente il divario dei listini, l’ingerenza statale potrebbe non avere gli effetti sperati sulle dinamiche di lungo periodo o, peggio ancora, provocare un effetto distorsivo. La competizione si gioca sempre più sul prezzo finale e sulla capacità delle Case di assorbire parte delle uscite di cassa.
In ottica 2026, gli analisti si dicono fiduciosi circa un’ulteriore riduzione del gap e in un incremento della quota di mercato delle elettriche. Continueranno a pesare i limiti sulle emissioni di anidride carbonica per le flotte, arriveranno nuovi modelli e aumenterà la pressione competitiva dei produttori cinesi sul mercato europeo. In questo quadro, il tema centrale non è più se l’auto elettrica costi di più, ma quanto sia ormai vicina, sul piano economico, alle alternative a combustione.