Pensava di poter aggirare il sistema. Un colpo di acceleratore, scia stretta al paraurti del veicolo davanti e via, oltre la sbarra del casello con il portafoglio ancora pieno. L’autista del mezzo pesante aveva rispolverato un vecchio metodo per non pagare i pedaggi, convinto di avere la fortuna dalla sua parte, salvo poi ricredersi: sugli stessi assi autostradali percorsi furbescamente sono comparsi gli agenti. E la festa è finita nel peggiore dei modi.
Il “cartellino rosso” degli agenti: multa sul posto
Attraverso i canali ufficiali la Gendarmeria Nazionale francese ha reso noto di aver fermato il furbetto nel territorio di Belfort, nell’est della Francia, lungo un asse stradale strategico che collega il Paese verso il confine svizzero e tedesco. I militari hanno alzato un simbolico #CartonRouge (cartellino rosso) contro la sfrontatezza del conducente su X, accompagnandolo con un messaggio lapidario:
“I pedaggi gratuiti per questo autoarticolato sono finiti”
Le Forze dell’Ordine sono entrate in azione per mettere fine a un “trucco” che andava avanti da troppo tempo: il guidatore forzava in maniera metodica le barriere dei pedaggi e sfrecciava via, senza versare un centesimo nelle casse delle società autostradali. Il conto presentato sul posto ha lasciato poco spazio alle scuse: l’uomo ha dovuto sborsare immediatamente la bellezza di 11.700 euro come saldo degli arretrati. La cifra ha fatto presto il giro del web, e non poteva essere altrimenti, in un periodo in cui i rincari di carburante pesano sui bilanci familiari.
La tecnica del “trenino” (e perché non funziona più)
Ma come faceva il camionista a farla franca? La tecnica è quella chiamata in gergo “trenino”: il conducente si incolla letteralmente al veicolo che lo precede e sfrutta l’apertura della sbarra per passare prima che questa si abbassi. Altri, ancora più spregiudicati, scelgono di forzare fisicamente la barriera, colpendola o sganciandola.
In passato poteva capitare di passarla liscia, ma oggi i caselli sono pieni di telecamere, che leggono ogni targa e archiviano ogni transito. Magari una volta sei pure fortunato, se lo fai sistematicamente però hai poche speranze di aggirare l’occhio elettrico. Prima o poi il conto arriva, e salato. Oltre al danno economico, sussiste il rischio folle per la sicurezza: manovre del genere, al volante peraltro di mezzi imponenti, sono mine vaganti per gli altri automobilisti.
Quando la furbizia diventa un reato
In Francia (ma la musica non cambia di molto altrove), il legislatore adotta un approccio severo. Se non paghi il pedaggio, scatta la sanzione, se lo fai abitualmente — ovvero più di cinque volte in un anno — non è più una semplice multa: diventa un reato di elusione. E lì le sanzioni arrivano a 7.500 euro, a cui va aggiunto, ovviamente, il debito accumulato con la società autostradale. Per l’autista fermato a Belfort non ci sono state trovate che lo scagionassero.
La Gendarmeria non ha specificato quanti viaggi avesse accumulato, ma la cifra di 11.700 euro la dica lunga sulla sua condotta. Nel ramo dei trasporti, la scorciatoia più rapida spesso porta dritti davanti a un verbale che ti rovina il buonumore.