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Scomparso il “paladino” che combatte contro gli autovelox irregolari

Da diversi anni, un ingegnere veneto, A. M., sta portando avanti una vera e propria battaglia contro gli autovelox irregolari che rappresentano un problema di grande rilevanza per la mobilità nel nostro Paese. L’uomo, che oggi ha 78 anni, è misteriosamente scomparso poco dopo Capodanno e non è ancora stato ritrovato. Andiamo a riepilogare tutte le informazioni disponibili sul caso.

Un paladino della legalità

L’ingegnere è noto a livello nazionale per il suo ruolo attivo di consulente tecnico per procure e associazioni di consumatori e automobilisti in merito a tutte le questioni legate agli autovelox irregolari e, in particolare, ai sistemi di rilevazione automatica della velocità che, pur non essendo omologati, vengono ugualmente attivati sulle strade italiane dalle amministrazioni locali. Si tratta di un argomento molto “caldo” e di grande attualità. L’uomo da anni è coinvolto attivamente in questa sua attività, tanto da ricevere diversi appellativi per il suo operato come “paladino anti-autovelox” (con riferimento, naturalmente, agli autovelox illegali e non omologati e non certo a quelli correttamente installati e funzionanti). Due anni fa, ad esempio, una sua perizia, effettuata per conto della procura di Cosenza, ha portato al sequestro di centinaia di apparecchi non omologati in tutta Italia.

La scomparsa

A ricostruire la scomparsa di A. M. è stato Adnkronos. Stando alle informazioni disponibili, infatti, dell’ingegnere non si hanno più notizie dallo scorso 2 gennaio. Non ci sono comunicazioni da parte dell’uomo, che non ha lasciato messaggi di alcun tipo. Al momento, tutte le ipotesi sono sul tavolo. L’uomo è vedovo, ma, nonostante questo, la sua scomparsa è stata notata rapidamente nella comunità di Rosà e Tezze sul Brenta, in provincia di Vicenza. Nelle ore successive, la sorella e il cognato dell’ingegnere hanno presentato una formale denuncia di scomparsa. Prima di avviare la pratica, sono state effettuate delle ricerche, con il supporto dei vigili del fuoco, sia presso l’abitazione dell’uomo che presso la galleria d’arte che gestisce nel comune vicentino dove risiede e dove è stato ricavato anche uno studio professionale, per gestire le attività “anti autovelox illegali”. Stando alle prime ricostruzioni, le chiavi di casa sono state ritrovate nello studio e il furgone di sua proprietà era regolarmente parcheggiato, segno che l’allontanamento non sarebbe avvenuto con un proprio veicolo.

L’associazione Altvelox, con cui l’uomo ha più volte collaborato in passato, ha pubblicato un appello tramite i suoi canali social:

“Se qualcuno lo ha sentito, o ha notizie certe e verificabili sul suo stato di salute e sul fatto che stia bene, chiediamo di farcelo sapere in modo riservato. Niente supposizioni, niente commenti inutili. Solo informazioni affidabili. Ci ha chiamato venerdì 2 gennaio alle 14.45 – scrive l’associazione su Fb – Lo avevamo richiamato pochi minuti dopo e poi ancora altre volte sino a ieri ma senza alcuna sua risposta”

Ulteriori aggiornamenti potrebbero emergere a breve. Naturalmente, chi ha qualche informazione utile sulla questione può contattare le Forze dell’Ordine che, dopo la denuncia dei familiari, stanno cercando di risolvere questo mistero.

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