Il progetto di Elon Musk sulla grande fabbrica di semiconduttori sta per essere lanciato. Con il nome Terafab, la struttura si occuperà di fornire i chip di ultima generazione per i nuovi sistemi di guida autonoma. Un modo per avere controllo e autonomia nella catena di fornitura dei semiconduttori, da sempre nodo chiave nelle nuove tecnologie di AI e Full Self-Driving.
In arrivo i chip di quinta generazione
Il cuore del progetto Terafab si basa sui nuovi chip di quinta generazione, necessari a gestire l’enorme quantità di dati che richiede un sistema di guida autonoma ancora più avanzata rispetto a ora. Ci si aspetta infatti performance fino a dieci volte superiori rispetto a quelle degli attuali sistemi AI 4, al momento considerati tra i più evoluti sul mercato. Un salto generazionale notevole, che potrebbe sbloccare lo sviluppo della tecnologia Full Self-Driving, obiettivo noto di Tesla già da tempo.
L’unico modo per poter garantire tali performance è un aggiornamento a una nuova architettura, che potrebbe anche migliorare l’efficienza oltre alla velocità di elaborazione. Questi risultati si basano su collaborazioni strutturate con colossi del settore, come TSMC e Samsung, con i quali Tesla sta lavorando su nodi produttivi a quattro o, addirittura, a tre nanometri. Un livello di miniaturizzazione che rappresenta oggi il vertice dell’ingegneria dei semiconduttori e che consente di concentrare sempre più potenza in spazi ridotti, con consumi energetici contenuti.
Non prima del 2027
Nonostante Musk stia cercando di cavalcare l’entusiasmo e il crescere delle aspettative, i tempi di sviluppo di tali progetti restano lunghi. I chip di quinta generazione non sono infatti attesi sul mercato prima del 2027. Eppure, la necessità di accelerare è evidente. È stato proprio il patron di Tesla a definire più volte l’industria tecnologica e le fonderie indietro, in quella che è una vera e propria corsa ai semiconduttori destinati all’intelligenza artificiale.
Con gli ambiti di riferimento che continuano a crescere, la domanda sale di conseguenza, con stime che al momento parlano di un fabbisogno globale compreso tra 100 e 200 miliardi di processori all’anno, dati che evidenziano il perché aziende come Tesla stiano cercando di ridurre la dipendenza dai fornitori esterni.
E il Tesla Cybercab?
Nel frattempo, mentre il progetto Terafab prende forma, Tesla continua a spingere anche sul fronte dei veicoli autonomi. Dalla Gigafactory vicino Austin è appena uscito il primo Tesla Cybercab, un modello che rappresenta forse la visione più radicale della mobilità del futuro. Una vettura autonoma al 100%, che elimina volante e pedali, non necessari per un concetto di auto fino a poco fa irrealistico ma che ora è una realtà vicina.
Secondo Musk, il Cybercab dovrebbe avere un prezzo inferiore ai 30.000 dollari, con una produzione che potrebbe arrivare fino a due milioni di unità l’anno nella Gigafactory Texas. Numeri ambiziosi, che però devono fare i conti con un ostacolo tutt’altro che secondario: le autorizzazioni normative. Al momento, infatti, mancano ancora i via libera necessari per la circolazione di veicoli completamente autonomi su larga scala. Ma la direzione intrapresa è chiara e come ha ribadito lo stesso Musk, senza troppi giri di parole, “non c’è via di ritorno”.