La mancata partecipazione di BMW alla kermesse francese mostra il lato più debole dell’industria europea delle quattro ruote, chiusa dalla morsa dei dazi americani e dalla contrazione a Est del mercato cinese. Persino un colosso come BMW è costretto a fare i conti con la crisi che, nonostante il lancio di diversi nuovi modelli, lo spingerà a stare alla larga dal prossimo Salone dell’Auto di Parigi, in programma dal 13 al 18 ottobre.
Il gruppo tedesco ha annunciato che non ci sarà nemmeno Mini, nonostante a gennaio avesse confermato la propria presenza all’evento parigino. Dietro alla sorprendente defezione vi sarebbe una motivazione economica. Il lancio dei primi esemplari della piattaforma Neue Klasse (i3 e iX3), della nuova serie X5, fino all’ultima generazione della Serie 7, non è bastato per superare le difficoltà operative di inizio anno, culminate a metà giugno con la presentazione di un profit warning, ovvero un allarme sugli utili annuali, date le previsioni a ribasso della seconda metà del 2026.
Numeri preoccupanti
I dati che sono emersi per BMW nel primo semestre non possono far dormire sogni tranquilli ai vertici. Il peggioramento delle prospettive commerciali annuali sarebbe causato da un generale calo delle vendite globali del 4,2%, a 1,15 milioni di unità, per via della contrazione del mercato cinese. Il -20,4% registrato nel Paese del Dragone Rosso ha minimizzato i dati positivi marcati in Europa (+5,4%) e negli Stati Uniti (+3,9%). Per i prossimi mesi non sono previsti, in base alle valutazioni degli analisti, importanti segnali di ripresa. Da non sottovalutare nemmeno l’incertezza macroeconomica mondiale causata dal conflitto bellico in Medio Oriente.
BMW potrebbe partecipare ad altri eventi espositivi, ma la defezione in Francia sta facendo discutere. I marchi storici europei sembrano più orientati a investire in aree più floride del mondo dove potrebbe essere necessario garantire un maggior supporto. Un portavoce del marchio teutonico ha annunciato:
“Abbiamo ridefinito le priorità di tutte le nostre attività. Questa iniziativa fa seguito all’avvertimento sui profitti emesso un mese fa. Pertanto, è stata presa la decisione di non partecipare al Salone dell’Auto di Parigi. Tuttavia, si tratta di una decisione valida solo per quest’anno: non stiamo mettendo in discussione la nostra partecipazione ad altre fiere”.
Positive le performance delle vetture elettriche
Nei primi sei mesi sono state vendute 50.410 unità dei marchi BMW e Mini, suddivise in 40.684 BMW (+2,4%) e 9.726 Mini (+25,6%). Le EV hanno toccato quota 4.232 unità, in crescita del 14,3%. Anche le automobili elettrificate BMW hanno fatto un balzo in avanti (+39,2%) e hanno raggiunto le 6.838 unità. Nel primo semestre anche BMW Motorrad ha mantenuto sia la leadership nel mercato premium sia nei segmenti oltre 500cc e oltre 750cc con 9.702 (-3,2%) moto e scooter.
Lo scorso mese è stato in linea con i numeri di giugno 2025. Sono state immatricolate 8.003 unità dei brand BMW e Mini (-0,3%). La Casa dell’Elica ha marcato le 6.431 unità (-3,9%), mentre il brand Mini con 1.572 esemplari ha registrato un +17,5%. Si sono confermati i numeri positivi delle EV a livello di Gruppo con 1.112 (889 BMW e 223 Mini) unità nel mese (+62,3%), mentre le elettrificate sono calate (-28,5%), raggiungendo le 876 unità del marchio BMW. In Europa il marchio bavarese piace e vende come sempre, tuttavia tutto questo non basterebbe più per la presenza fissa nel Salone di Parigi.
