Il silenzio delle campagne baresi, interrotto solitamente solo dal fruscio del vento tra gli ulivi e dal lavorio agricolo, ha custodito per sessanta giorni un segreto meccanico dal valore inestimabile. Nelle scorse ore, la notizia che tutto l’ambiente dell’automobilismo sportivo attendeva con ansia è finalmente arrivata: la Ferrari 458 Challenge Evo, rubata lo scorso maggio a Fasano, è stata ritrovata dai Carabinieri. Un ritrovamento che mette fine a un giallo iniziato sotto le luci dei riflettori della cronaca sportiva e terminato nella Puglia più rurale.
Il furto: un colpo al cuore della Coppa Selva
La storia inizia a fine maggio scorso, nei giorni febbrili che precedono la 67esima edizione della Coppa Selva di Fasano, una delle cronoscalate più antiche e prestigiose d’Italia. La Ferrari, un gioiello da 200.000 euro di proprietà del team veneto Gaetani Racing, era stata noleggiata da un pilota locale per partecipare alla competizione. Il veicolo non ha però mai raggiunto la linea di partenza: tra il giovedì e il venerdì antecedenti la gara, la vettura è sparita dall’area paddock della manifestazione.
Il furto non ha riguardato solo l’auto, ma l’intero carrello di trasporto su cui era stivata. Il colpo è apparso subito come un’operazione mirata e professionale, capace di gettare nello sconforto l’imprenditore e pilota Luca Gaetani, che in quei momenti concitati aveva rilasciato dichiarazioni disperate, temendo che la sparizione del mezzo potesse segnare la fine definitiva della sua carriera sportiva.
Due mesi di indagini e attesa
Dal momento del furto, le forze dell’ordine hanno avviato un lavoro investigativo a tutto campo. Il caso ha colpito profondamente non solo i diretti interessati, ma l’intera comunità di volontari e appassionati della scuderia A.s. Egnathia Corse, organizzatrice dell’evento fasanese, che ha vissuto lo spiacevole accaduto come una ferita al prestigio della manifestazione stessa.
Le indagini, condotte congiuntamente dalle stazioni dei Carabinieri di Alberobello e Gioia del Colle, hanno setacciato il territorio palmo a palmo per settimane. L’ipotesi che il veicolo non avesse mai lasciato la regione, ma fosse stato occultato in attesa di istruzioni o di un possibile trasferimento all’estero, ha trovato conferma martedì 21 luglio 2026.
Il ritrovamento nelle campagne
La Ferrari è stata individuata in un’area rurale situata tra i comuni di Alberobello e Noci, in provincia di Bari. Più precisamente, il bolide di Maranello era nascosto in un terreno che ospita alcuni impianti dell’Acquedotto Pugliese. La scena che si è presentata ai militari è stata quasi surreale: la potente auto da corsa, concepita per le piste e le alte velocità, era ancora perfettamente stivata all’interno dello stesso carrello con cui era stata asportata due mesi prima.
Il ritrovamento ha portato un immediato sollievo ai vertici della Egnathia Corse. La presidente Laura De Mola ha espresso pubblicamente le proprie felicitazioni a Luca Gaetani e a tutto il team veneto, sottolineando come questa notizia rappresenti un atto di giustizia per una squadra che opera con immensa passione e affronta investimenti e sacrifici importanti.
Le congratulazioni sono andate anche ai comandi dell’Arma per la brillante operazione che ha permesso di recuperare un simbolo dello sport automobilistico italiano, restituendolo finalmente ai suoi legittimi proprietari e al mondo delle competizioni.
