Mentre milioni di italiani preparano le valigie per l’esodo di agosto, i prezzi alla pompa stanno salendo a un ritmo che non si vedeva da diversi mesi e la causa è sempre da ritrovare nello Stretto di Hormuz, ritornato al centro del dibattito nelle ultime settimane con il nuovo blocco seguito all’interruzione della tregua tra Iran e Stati Uniti. Chi guiderà per le strade italiane nei prossimi week-end pagherà il conto, in modo diretto e immediato, di una crisi geopolitica a diecimila chilometri di distanza.
La benzina segna il record del 2026
Dal 4 luglio, giorno in cui è ripartito il prezzo di mercato dopo la scadenza dello sconto sulle accise, il prezzo della benzina è aumentato di 13,5 centesimi al litro, pari a un rialzo del 7,5%. Il gasolio ha fatto ancora peggio, con una crescita di circa 23 centesimi al litro, un incremento del 12,5%. Ora con i rialzi record degli ultimi giorni la benzina ha segnato un valore record per il 2026 di 1,97 euro/litro, mentre il gasolio ha raggiunto quota 2,16 euro/litro
Nelle tasche degli italiani si traduce come un rifornimento da 50 litri al costo di 7 euro in più sulla benzina e 11 euro in più sul gasolio rispetto a inizio luglio. Non sono variazioni di poco conto, soprattutto in una stagione in cui chi parte in auto o in camper si ritrova a fare più rifornimenti del solito.
L’accelerazione si è concentrata dopo l’interruzione della tregua tra Iran e Stati Uniti e il nuovo blocco dello Stretto di Hormuz: in appena una decina di giorni i prezzi sono saliti in media di circa 12 centesimi al litro. Lo Stretto di Hormuz è il passaggio attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale: quando si chiude il mercato reagisce in modo quasi istantaneo, e il riflesso alla pompa arriva nel giro di pochi giorni.
Aumento di 700 milioni per gli italiani
La stima elaborata dall’Ufficio Economico di Confesercenti mette in fila i numeri dell’impatto complessivo. Se i prezzi dovessero mantenersi sugli attuali livelli, l’impatto tra luglio e agosto raggiungerebbe i 700 milioni di euro di maggiore spesa per famiglie e piccole imprese che si riforniscono sulla rete ordinaria. Solo nella decina di giorni successiva al blocco di Hormuz, l’aggravio è già stimabile in circa 140 milioni di euro.
Il calendario degli spostamenti amplifica il problema. Viabilità Italia segnala il bollino rosso per il pomeriggio di giovedì 30 e per tutta la giornata di venerdì 31 luglio, e il bollino nero per le mattine di sabato 1 e sabato 8 agosto, i picchi di traffico dell’estate, con milioni di veicoli in movimento sulle autostrade italiane. L’auto resta il mezzo preferito per le vacanze di prossimità, e il costo del carburante incide direttamente sul budget disponibile per la vacanza stessa.
Il presidente di Confesercenti Nico Gronchi ha chiesto al governo un intervento calibrato sulla durata dell’esodo estivo, che riduca parzialmente il trasferimento del rialzo delle quotazioni sulle famiglie, e ha sottolineato come gli interventi emergenziali non bastino da soli: servirebbe, secondo l’associazione, una strategia strutturale per ridurre la vulnerabilità del Paese agli shock energetici. Parole che si sentono a ogni crisi e che, a ogni crisi, tornano a essere attuali.
Nel frattempo, per chi parte in auto nelle prossime settimane, il consiglio pratico resta sempre lo stesso: evitare le autostrade nelle giornate di bollino nero, scegliere i distributori fuori dalle aree di servizio autostradali dove i prezzi sono mediamente più alti, e se possibile fare il pieno prima di partire, in attesa di capire in che direzione si muoveranno le quotazioni del greggio nelle prossime settimane.
