Sono andati a ruba gli ecobonus per le categorie N1 e N2, veicoli commerciali leggeri a basse emissioni. Le risorse disponibili relative alla misura sono state assorbite in poche ore dopo l’apertura dello sportello.
Un successo atteso, anche perché nel 2025 il Belpaese era stato l’unico nel Vecchio Continente a marcare un rallentamento delle vendite di commerciali elettrici. Sono bastati appena 50 minuti per ordinare più veicoli elettrici di quelli immatricolati nella prima metà del 2026.
La fine degli incentivi per le EV dello scorso ottobre è un’altra dimostrazione della tendenza al green. Alle nostre latitudini la trasformazione del parco circolante richiederà molto più tempo, a causa della crisi e della carenza delle infrastrutture di ricarica su tutto il territorio, rispetto ai Paesi stranieri, in particolare del Nord Europa.
Per questo Motus-E ha richiesto una strategia coordinata su incentivi, fiscalità, costi dell’energia e infrastrutture di ricarica per ridurre il gap del Belpaese rispetto al resto del Vecchio Continente.
Obiettivi di crescita
Il budget degli incentivi per l’acquisto di veicoli commerciali leggeri del fondo automotive si è letteralmente polverizzato. La maggior numero di domande è avvenuto al Nord, ma il Meridione non è così distante, collocandosi a breve distanza, confermando una partecipazione ampia e diffusa su tutto il territorio nazionale. Lo conferma il ministero nella seguente nota:
“La misura ha raccolto in poche ore numerose pratiche predisposte nei mesi precedenti, frutto dell’attesa maturata dal mercato. Oltre la metà dei contributi è stata abbinata alla rottamazione di un veicolo, favorendo lo svecchiamento del parco circolante, con benefici ambientali immediati”.
La misura è rientrata nel nuovo dpcm automotive, che programma fino al 2030 risorse per 1 miliardo e 343 milioni di euro a sostegno della filiera, degli investimenti e dell’innovazione. L’obiettivo è anche quello di ripristinare il fondo Mase da 90 milioni di euro per le infrastrutture di ricarica nelle aziende, finora poco utilizzato a causa dei criteri rigidi di accesso.
Nuovi incentivi nel 2027
Il prossimo anno dovrebbero arrivare puntuali nuovi incentivi per i veicoli commerciali, reintegrando i fondi annunciati dal ministro Urso e destinandoli ai veicoli alla spina. Per ora il traguardo raggiunto soddisfa i player del car market che stanno investendo nell’innovazione. il segretario generale di Motus-E, Francesco Naso, ha dichiarato:
“L’esaurimento in meno di un’ora degli incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli commerciali, con i furgoni elettrici protagonisti della corsa agli ordini, dimostra il forte interesse degli italiani per questa tecnologia, ma anche la necessità di una pianificazione più strutturata degli strumenti di supporto al mercato. ll risultato era atteso: il mercato aspettava questi fondi da oltre un anno e mezzo. Nel 2025 l’Italia era stato l’unico grande Paese europeo a registrare un rallentamento delle vendite di commerciali elettrici. Oggi, in appena 50 minuti, sono stati ordinati più veicoli elettrici di quelli immatricolati nella prima metà del 2026″.
I 40 milioni disponibili per furgoni, piccoli autocarri, pick‑up e camion sono stati prenotati praticamente in un lampo. È bastato l’effetto annuncio per registrare il boom, ma i concessionari e anche le società di noleggio hanno saputo coordinare bene per preparare le pratiche. Vedremo cosa accadrà nei prossimi tempi, ma l’incentivo, almeno in questa prima tornata, ha mostrato di essere agognato e sfruttato al massimo.
