Il primo grande esodo d’agosto è partito con una certezza poco piacevole: fare il pieno costa caro, e la situazione non sta migliorando. I prezzi di benzina e gasolio continuano a salire nonostante il taglio temporaneo delle accise deciso dal Governo, e il problema si sta facendo urgente perché quel provvedimento scade il 6 agosto, proprio quando sulle autostrade italiane il traffico raggiungerà il picco stagionale.
A Palazzo Chigi, intanto, si studia cosa fare dopo, senza che ancora una risposta definitiva sia sul tavolo.
Non si arresta la corsa dei prezzi
I dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi del Mimit fotografano una situazione in rapido deterioramento: la benzina si attesta a 1,998 euro al litro in modalità self service sulla rete stradale, mentre il gasolio tocca quota 2,092 euro al litro. Sulla rete autostradale i valori salgono ulteriormente: 2,083 euro per la benzina e 2,171 euro per il diesel, sempre in versione self.
Sono numeri che pesano, soprattutto se messi a confronto con lo stesso periodo del 2025. Il Centro di ricerca sui consumi ha elaborato il confronto: un litro di diesel costa oggi in media il 26% in più rispetto a fine luglio dello scorso anno, pari a oltre 43 centesimi in più al litro. La benzina è rincarata del 16,5%. E questo nonostante il taglio delle accise già operativo.
Il Codacons ha messo in fila i numeri dell’impatto complessivo: lo sconto sulle accise ha avuto validità per soli 7 giorni su 31 nel mese di luglio, con la spesa per i rifornimenti di carburanti su strade e autostrade italiane è salita nell’ultimo mese di 782 milioni di euro rispetto a quanto speso a luglio 2025.
Allo stesso tempo, lo Stato ha incassato circa 2,9 miliardi di euro in più grazie all’effetto combinato di accise e IVA sui rincari, la classica tassa sulla tassa, che si autoalimenta ogni volta che i prezzi salgono.
Dopo il 6 agosto?
Il Consiglio dei Ministri ha deciso un taglio delle accise di 17 centesimi al litro sul gasolio, ma la misura scadrà il 6 agosto. Da lì in poi, senza un rinnovo, i prezzi al distributore risalirebbero ulteriormente. Le opzioni che circolano in queste ore sono diverse.
Una possibilità è quella di un decreto ministeriale che proroghi il taglio attraverso il meccanismo delle accise mobili, una riduzione finanziata con l’aumento del gettito IVA sui carburanti del mese di luglio. Se le risorse non fossero sufficienti, l’Esecutivo dovrebbe ricorrere a un decreto legge, passando per il Consiglio dei Ministri, per reperire i fondi nel bilancio dello Stato. Ma si tratta ancora di mere ipotesi.
Non è chiaro, in questo scenario, se il provvedimento riguarderà solo il gasolio come al momento oppure verrà esteso anche alla benzina. Nel frattempo, in settimana ci sono le comunicazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al Parlamento sulla clausola nazionale di salvaguardia per l’energia, un appuntamento che potrebbe fornire indicazioni più precise sulla direzione che il Governo intende prendere.
La spesa per chi viaggia in auto quest’estate
Al di là delle discussioni tra Palazzo Chigi e Parlamento, c’è la realtà concreta di milioni di famiglie che in questi giorni stanno mettendo in moto l’auto per raggiungere il mare o la montagna. I numeri del Centro di ricerca sui consumi aiutano a capire quanto costerà questo esodo in termini di carburante.
La spesa più elevata si registra sulla tratta Torino-Palermo, circa 1.588 km complessivi: tra andata e ritorno, con i prezzi medi dei carburanti rilevati al 31 luglio, il costo dei rifornimenti è di 453 euro per la benzina e 389 euro per il gasolio. Cifre che pesano sul budget vacanze di una famiglia media, soprattutto se sommate ai pedaggi autostradali.
Per chi cerca di contenere i danni, il consiglio pratico resta quello di rifornirsi sulla rete stradale ordinaria e di usare le app che monitorano i prezzi in tempo reale nelle vicinanze del proprio percorso.
