Sono quasi le quattro di notte e una volante del Commissariato Bonola passa in viale Monte Ceneri, a Milano. Gli agenti incrociano una Suzuki GSX 1000 e il motociclista, appena li vede, apre il gas e impenna mentre si dirige verso la periferia. La volante inverte la marcia mettendosi alla caccia dell’indomito pilota, un uomo di 46 anni, che in quei cinque minuti di tentata fuga attraversa incroci con il rosso e imbocca strade contromano.
Alla fine gli agenti gli chiederanno spiegazioni sul suo comportamento e la risposta, almeno secondo quanto riferito, supera ogni immaginazione: “Mi stavo annoiando”. Un modo piuttosto evidente per farsi notare.
Prima di arrivare a quella risposta, però, gli agenti devono fermare la Suzuki e convincere il motociclista a lasciarla. Il 46enne rimane inizialmente in sella e sembra avere poca voglia di collaborare, salvo ripensarci dopo alcuni istanti. Scende, consegna le chiavi e per lui comincia un tipo di serata molto diverso da quello immaginato aprendo il gas in viale Monte Ceneri.
La noia, inoltre, non è la prima spiegazione offerta alla Polizia: l’uomo dice di avere bevuto e viene sottoposto all’alcol test, ma il risultato è negativo. Tolto di mezzo l’alcol, rimane dunque la voglia di divertirsi raccontata dal motociclista, insieme a semafori ignorati e strade percorse contromano su una Suzuki da mille centimetri cubi.
Un coltello nel borsello
Iniziano i controlli e a quel punto la situazione precipita, perché dal borsello salta fuori un coltello, consegnato dallo stesso motociclista alla Polizia. Una verifica sul suo conto porta alla luce anche diversi precedenti e per il 46enne scatta l’arresto, oltre alla denuncia per porto abusivo di arma bianca. Lui lascia viale Monte Ceneri con gli agenti, e a farne le spese è anche la Suzuki, messa sotto sequestro.
Cinque minuti prima l’uomo stava cercando qualcosa con cui vincere la noia, cinque minuti dopo si ritrova a piedi e con una faccenda giudiziaria da affrontare. L’idea di divertirsi gli è costata parecchio, e il conto potrebbe diventare ancora più pesante in tribunale.
Cosa stabilisce il nuovo Codice della Strada
Ad aggravare la sua posizione provvede il modo scelto per sottrarsi al controllo. Tirare dritto davanti all’alt della Polizia costituisce una violazione, ma il nuovo comma 7-bis dell’articolo 192 del Codice della Strada riguarda i casi nei quali la fuga mette concretamente in pericolo le altre persone. Il ministero dell’Interno ha spiegato la differenza attraverso alcuni esempi e sembrano quasi la cronaca di questa vicenda.
La norma, entrata in vigore nel 2026, prevede la reclusione da sei mesi a cinque anni. In caso di condanna, il giudice può disporre la sospensione della patente per un periodo compreso tra uno e due anni, oltre alla confisca del veicolo, salvo appartenga a una terza persona.
Spetterà naturalmente agli inquirenti ricostruire con precisione la corsa e alla giustizia stabilire le responsabilità del 46enne. Pur di uscire dalla monotonia l’uomo ha messo in serie manovre capaci di mettere in pericolo anche persone completamente estranee alla sua noia. Difficile dire se si sia divertito, di sicuro è riuscito a movimentare la notte.
