Meno di un anno fa Dreame, realtà nota in Cina per la produzione di robot aspirapolveri, era pronta a sconvolgere il mondo con una super sportiva full electric in grado di superare la potenza di una F1 e di scattare da 0 a 100 km/h in meno di 1 secondo. L’hypercar, con un design estremo e soluzioni tecniche all’avanguardia, avrebbe dovuto sfidare storici competitor e stravolgere le regole della fisica.
Il sogno di un caccia terra-terra è durato poco, perché l’azienda tech specializzata nell’elettrodomestica intelligente ha deciso di abbandonare l’industria automobilistica, liquidando il progetto Starry Sky. La società del potente Gruppo Xiaomi, dopo un anno di proclami altisonanti sulle hypercar elettriche, ha rinunciato alla creazione di batterie allo stato solido per EV, scegliendo di focalizzarsi sul core business originario.
Passo indietro inevitabile
In base a quanto annunciato su China Economy, l’hypercar svelata al CES di Las Vegas 2026 e acquistata da un’azienda di modellismo di Shanghai per milioni di yuan, è stata modificata con propulsori specifici per creare un effetto visivo solo a beneficio delle telecamere. Un progetto orientato più al marketing e che va a chiudere una pagina triste dell’industria automobilistica cinese.
La notizia giunge puntuale dopo un periodo di tagli costanti che, a partire da maggio scorso, ha ridotto la forza lavoro a poche decine di lavoratori, principalmente con ruoli legali, finanziari e di risorse umane. Dopo la chiusura delle operazioni della divisione automobilistica Dreame dovrà gestire i debiti accumulati con i fornitori e annullare gli impegni presi con le aziende esterne.

Ufficio Stampa Dreame
Promesse disattese
Le forme della coupé cinese, con carrozzeria bassa e larga, passaruota pronunciati e un frontale caratterizzato da elementi luminosi orizzontali, erano interessanti. Spiccavano grandi prese d’aria anteriori ed elementi aerodinamici laterali che lasciavano presagire performance da sogno. Il montante A che creava una linea continua con il parabrezza fino al tetto, e le grandi appendici aerodinamiche poste davanti alle ruote posteriori, riportavano alla mente il sinuoso design Bugatti.
La Dreame Nebula NEXT 01 Jet Edition avrebbe dovuto equipaggiare doppi razzi ausiliari a propellente solido costruiti su misura e capaci di sprigionare una forza di 100 kilonewton e di attivarsi in 150 ms. Questa potenza avrebbe dovuto consentire uno scatto da 0 a 100 km/h in meno di 1 secondo, il più veloce di sempre. L’attuale detentore del record di accelerazione per veicoli elettrici è un’auto da corsa ultraleggera costruita da studenti che ha impiegato appena 0,956 secondi, ma con un peso di soli 136 kg.
Il clamoroso passo indietro di Dreame è dovuto alle verifiche delle autorità di regolamentazione, intervenute per indagare sull’uso dei fondi di investimento, bloccando la capacità dell’azienda di disporre liberamente dei contributi pubblici. Secondo alcune testimonianze interne, piuttosto che investire in ricerca e sviluppo per creare nuovi progetti, ai dipendenti veniva richiesto di ottenere finanziamenti prima che venissero assegnati i budget.
Dreame ha attirato professionisti perché proponeva stipendi elevati e ruoli manageriali per poi dissolvere tutte le idee legate al ramo automobilistico nel nulla. L’interruzione delle attività avrebbe condotto a verifiche regolatorie che hanno limitato i piani dell’azienda nell’appropriazione dei contributi pubblici. Dreame tornerà a concentrarsi solo su aspirapolveri, tagliaerba e robot.
