Se lo Stato non arriva, ci pensa direttamente la Casa automobilistica. Questa la filosofia dietro la nuova campagna commerciale di BYD ribattezzata, non a caso, “Decreto BYD“, pensata per sostenere le vendite in un momento in cui gli incentivi statali per le auto elettrificate restano fermi da un bel po’.
Fino a 11.600 euro di bonus
L’iniziativa, valida per tutto il mese di settembre 2026, mette sul piatto vantaggi fino a 11.600 euro per chi decide di passare a uno di questi modelli tramite permuta o rottamazione di un’auto usata. Una mossa che arriva in un momento particolarmente delicato per il settore, dato che il quadro normativo italiano al momento non prevede nuovi bonus .
Il tempismo dell’operazione non è casuale: BYD sta vivendo in Italia una fase di crescita decisamente robusta. Con 2.580 vetture immatricolate ad agosto 2026 e un incremento del 194,9% rispetto ad agosto 2025, il brand cinese ha raggiunto il 3,7% del mercato italiano, entrando stabilmente nella top ten dei marchi più venduti nella Penisola. Un trend che, va detto, riguarda l’intero fronte dei costruttori cinesi, complice anche il fattore prezzo: secondo una stima di Transport & Environment, le auto elettriche cinesi costano ancora il 21% in meno in media rispetto alle analoghe europee.
La gamma BYD Super Ibrida DM-i
Il “Decreto BYD” non riguarda l’intera gamma del costruttore, ma si concentra su un segmento preciso: la gamma Super ibrida DM-i, ovvero i modelli plug-in che abbinano un motore elettrico a un propulsore termico a benzina, con possibilità di ricarica anche dalla presa di corrente domestica.
Con la tecnologia DM-i, infatti, BYD punta a smontare uno degli ostacoli culturali più diffusi nella transizione verso l’elettrificazione, la cosiddetta ansia da autonomia. A seconda del modello e della configurazione, la casa dichiara oltre 1.300 chilometri di autonomia complessiva e consumi che possono arrivare fino a 71 chilometri con un litro, numeri pensati per proporre il plug-in hybrid come una vera e propria tecnologia ponte verso l’elettrico a batteria.
La curiosa scelta della permuta
Questa volta non un numero di anni della vettura o del possesso dell’auto da parte del proprietario. Per accedere al bonus massimo, BYD ha scelto un parametro diverso rispetto alle tradizionali logiche di rottamazione statale, basate solitamente sulla classe emissiva o sull’anzianità del veicolo consegnato.
L’auto in permuta deve avere infatti almeno 150.000 km, un criterio che punta più sull’usura effettiva del mezzo che sulla sua semplice età anagrafica, ma che potrebbe tagliare fuori vetture con discreti chilometraggi ma tanti anni sulle spalle, come molte di quelle che circolano nelle grandi città.
Nel dettaglio, l’importo massimo del bonus di sconto viene riconosciuto a fronte della permuta di un veicolo usato che abbia un chilometraggio minimo certificato di 150.000 km, mentre l’offerta resta valida dal 1° al 30 settembre 2026 presso i concessionari BYD aderenti. Va precisato che si tratta di un’iniziativa commerciale privata, non collegata in alcun modo a fondi pubblici, e che la promozione è riservata a privati e ditte individuali per contratti stipulati entro la fine del mese.
Un’operazione che, dietro il claim provocatorio scelto dal marchio, racconta bene una tendenza sempre più diffusa tra i costruttori: quella di non aspettare più i tempi spesso incerti della politica per continuare a spingere le vendite, affidandosi invece a campagne commerciali proprietarie capaci di intercettare nell’immediato la domanda degli automobilisti italiani.
