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Con targa polacca e senza Rc Auto fa un incidente: lo Stato chiede più di un milione

da virgilio.it

Una Fiat Panda del 2013, un incidente mortale e una richiesta da 1,3 milioni di euro. Il caso riporta l’attenzione sulle auto con targa polacca utilizzate stabilmente in Italia, ma anche su un dettaglio decisivo: la presenza o meno di una copertura Rc valida.

Secondo le informazioni fornite dal Polskie Biuro Ubezpieczycieli Komunikacyjnych (PBUK) e riprese dalla stampa polacca, nel 2025 una Panda immatricolata in Polonia ha investito nel Belpaese un ciclista che viaggiava regolarmente. L’uomo ha riportato gravi ferite ed è successivamente morto.

La vettura non disponeva di una valida assicurazione obbligatoria. Le somme già corrisposte e quelle accantonate per il sinistro ammontano a 1,3 milioni di euro, circa 5,6 milioni di zloty. Il PBUK può quindi esercitare l’azione di rivalsa nei confronti dei soggetti responsabili.

Perché il conto può arrivare al conducente

Il meccanismo delle assicurazioni transfrontaliere serve a evitare che la vittima di un incidente rimanga senza tutela quando il veicolo responsabile, registrato in un altro Paese, è privo della copertura obbligatoria.

Nel caso di un veicolo immatricolato in Polonia che provochi all’estero un incidente senza una Rc valida, il risarcimento viene gestito secondo le regole del Paese in cui è avvenuto il sinistro. L’organismo nazionale che sostiene gli esborsi può poi chiedere il rimborso al PBUK, che a sua volta può rivalersi sul responsabile e sul proprietario del veicolo non assicurato.

È qui che una scelta apparentemente conveniente può trasformarsi in un debito enorme. Nei sinistri con lesioni gravi o vittime, infatti, non si parla soltanto dei danni materiali al veicolo: possono entrare in gioco risarcimenti, spese mediche e altre prestazioni.

Il fenomeno delle targhe polacche in Italia

Il caso si inserisce in un fenomeno sul quale lo stesso PBUK ha acceso i riflettori. L’ente polacco segnala l’esistenza di numerosi veicoli registrati formalmente in Polonia ma utilizzati stabilmente in Italia. Dietro ci sono anche differenze nei costi di assicurazione e mantenimento.

Il problema nasce soprattutto quando la copertura assicurativa polacca scade e non viene rinnovata. In questi casi l’utilizzatore può trovarsi alla guida di un mezzo privo di Rc, con conseguenze potenzialmente devastanti in caso di incidente.

I numeri mostrano una crescita marcata: secondo il PBUK, in Italia gli incidenti causati da veicoli polacchi riconducibili a questo fenomeno sono passati da circa 8.000 nel 2024 a oltre 11.000 nel 2025. Quelli che coinvolgevano mezzi senza assicurazione valida sono saliti da 514 a circa 1.300.

Attenzione: non basta avere una targa straniera

La vicenda richiede però una precisazione importante. A determinare la richiesta milionaria non è semplicemente la targa polacca: nel caso della Panda il punto decisivo è l’assenza dell’assicurazione Rc. Le informazioni provenienti dal PBUK e dalla stampa polacca descrivono il conducente della Panda come uno straniero, ma non lo identificano come italiano. Non è quindi possibile affermare con certezza che l’automobilista fosse nostrano.

Il caso resta comunque emblematico del rischio. Risparmiare sull’assicurazione attraverso strutture di immatricolazione transfrontaliere può sembrare conveniente finché tutto procede normalmente. Ma se la polizza non è valida e avviene un incidente grave, il sistema tutela prima le vittime e successivamente presenta il conto ai responsabili. E quel conto può superare enormemente il valore dell’auto, arrivando, come in questo caso, a 1,3 milioni di euro.