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Auto da 80 kW esatti: si ha diritto all’esenzione del bollo?

da virgilio.it

Una vettura con una potenza esattamente pari a 80 kW rientra nell’esenzione dal bollo prevista per il 2027. Il limite indicato dal decreto comprende anche il valore collocato sulla soglia, ma la potenza è solo uno dei requisiti da rispettare. Che cosa accade allora quando la carta di circolazione riporta una potenza di 80 kW precisi? La risposta arriva dal decreto legge 162 del 2026 secondo cui la vettura è compresa nel beneficio purché ricorrano tutte le condizioni fissate dal provvedimento.

Gli 80 kW sono compresi nel limite

L’articolo 2 del decreto stabilisce che l’esenzione spetta per le autovetture con una potenza non superiore a 80 kW. La formulazione non lascia spazio a dubbi sul valore limite: 80 kW rientrano nel perimetro della misura, ma una potenza anche di poco superiore comporta l’esclusione.

In termini pratici una vettura da 79 kW può accedere all’agevolazione, così come un modello da 80 kW. Un’auto da 81 kW resta invece fuori. Lo stesso principio vale se il dato è espresso con cifre decimali: 80,0 kW sono ammessi mentre 80,1 kW superano la soglia indicata dalla norma.

Per verificare il diritto all’esenzione bisogna consultare la carta di circolazione o il Documento unico di circolazione e proprietà. Il valore da prendere come riferimento è quello espresso in kilowatt, generalmente riportato nel campo P.2. Il nome commerciale del modello offre un’indicazione orientativa. Una stessa auto può essere venduta con motori, allestimenti e livelli di potenza differenti: alcune versioni possono fermarsi sotto gli 80 kW mentre altre superano il limite.

Neanche il numero di cavalli utilizzato nelle pubblicità o più in generale dal materiale promozionale consente sempre una verifica precisa. Un kilowatt equivale a circa 1,3596 cavalli. Di conseguenza, 80 kW corrispondono a circa 108,8 CV, arrotondati comunemente a 109 CV. Ai fini dell’esenzione conta però il dato in kW registrato nei documenti del veicolo.

Non basta il possesso di un’auto da 80 kW

Il rispetto della soglia risolve soltanto la prima parte della verifica. Il decreto riserva l’agevolazione alle persone fisiche che nel 2027 risultano soggetti passivi della tassa automobilistica. Società, imprese e altri soggetti diversi dalle persone fisiche restano fuori dalla misura, anche quando possiedono un’auto da 80 kW o meno. La presenza di una partita Iva non esclude invece un cittadino che detiene la vettura a titolo personale. A contare è chi risulta tenuto al pagamento del bollo e a quale titolo è intestato il mezzo.

Il veicolo deve anche essere assicurato. La norma collega l’esenzione a un solo mezzo coperto da assicurazione, inserendo la regolarità della Rc auto tra le condizioni del beneficio dell’esenzione del bollo auto.

Per le autovetture, il decreto richiama i mezzi alimentati a benzina o gasolio, anche quando queste fonti sono utilizzate insieme a un’altra forma di propulsione. Nel perimetro possono quindi rientrare le auto ibride a benzina o diesel che rispettano il limite degli 80 kW preso in considerazione dai documenti di circolazione. La formulazione comprende anche le vetture bifuel quando la benzina o il gasolio figurano tra le alimentazioni del veicolo. La verifica va comunque effettuata sui dati ufficiali della singola auto senza estensione del beneficio a ogni motorizzazione commercialmente ibrida.

Le auto elettriche non vengono richiamate da questa esenzione. Per questi veicoli continuano a valere i regimi già previsti dalla normativa nazionale e regionale, che possono cambiare in base al luogo di residenza, all’anno di immatricolazione e alla durata delle agevolazioni locali.

Cosa succede se si possiedono più auto

Un proprietario può avere due o più vetture con potenza pari o inferiore a 80 kW, ma l’esenzione viene riconosciuta per un solo veicolo. Il contribuente non può scegliere l’auto sulla quale applicare il beneficio. Quando tutte le vetture possedute soddisfano i requisiti, il decreto assegna l’esenzione a quella con la potenza più bassa. Se un cittadino possiede un’auto da 80 kW e una da 55 kW, sarà la seconda a beneficiare dello sgravio. Il bollo della vettura da 80 kW resterà dovuto.

In caso di identica potenza cambia il criterio. L’agevolazione viene applicata all’automobile per la quale, in assenza della nuova norma, sarebbe previsto l’importo meno elevato della tassa. La scelta può sembrare controintuitiva perché il maggiore risparmio si otterrebbe esentando il veicolo con il bollo più alto. Il decreto segue però una logica diversa e stabilisce quale mezzo debba ricevere il beneficio, senza affidare la decisione al proprietario.

Il provvedimento si applica ai versamenti il cui termine ordinario di pagamento cade tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2027. Lo spartiacque non coincide con l’anno al quale il tributo viene associato dal proprietario, ma con la scadenza ordinaria del pagamento. Per capire se un bollo rientra nel beneficio bisogna allore verificare la data prevista dalla propria Regione.

Salvo proroghe o nuove disposizioni, dal 2028 torneranno le regole ordinarie. Il governo ha manifestato l’intenzione di rendere strutturale l’intervento, ma il testo pubblicato finanzia e disciplina l’esenzione per una sola annualità. Per compensare la perdita di gettito, il decreto prevede trasferimenti alle Regioni e alle Province autonome per 2,2935 miliardi di euro nel 2027.

Quanto si risparmia con un’auto da 80 kW

Il vantaggio economico dipende dalla tariffa applicata nella Regione di residenza, dalla classe ambientale del veicolo e dalle discipline locali. Non c’è un risparmio identico per tutti i proprietari di auto da 80 kW. Prendendo come riferimento una tariffa base di 2,58 euro per kW, il bollo ammonterebbe a 206,40 euro. Il calcolo ha comunque un valore indicativo perché alcune Regioni adottano importi diversi e le vetture appartenenti alle classi ambientali più datate possono essere soggette a tariffe maggiori.

Per conoscere la somma reale bisogna utilizzare il servizio di calcolo della propria Regione o quello messo a disposizione dall’Aci con l’inserimento della targa e dei dati richiesti. Il risultato permette di stimare il beneficio, ma l’applicazione dell’esenzione dovrà poi essere verificata attraverso gli archivi regionali.

In ogni caso non è prevista una procedura di richiesta. I dati relativi a intestatario, potenza e caratteristiche del veicolo sono già presenti negli archivi automobilistici mentre la copertura assicurativa può essere controllata attraverso le banche dati dedicate. L’agevolazione è quindi essere gestita sulla base delle informazioni disponibili alle amministrazioni, ma conviene attendere le istruzioni operative della Regione competente prima della scadenza.