Niente più regole pensate per spingere le Case verso un numero crescente di auto elettriche, almeno nelle intenzioni di Donald Trump. Dal suo profilo Truth Social, il presidente americano ha rivendicato l’approvazione di nuovi standard sull’efficienza dei consumi e ne ha approfittato per attaccare ancora una volta Joe Biden.
“Ho appena approvato nuovi standard di efficienza dei consumi che pongono fine al ridicolo obbligo di auto elettriche imposto da Joe Biden”
Sebbene Trump lo definisca un “obbligo”, negli Stati Uniti non era stato imposto agli automobilisti di comprare un’elettrica. Il bersaglio sono i CAFE, standard attraverso i quali viene calcolata l’efficienza media delle gamme proposte dai vari produttori. Acronimo di Corporate Average Fuel Economy, il meccanismo non giudica il consumo di una singola vettura, bensì l’insieme dei modelli venduti da ciascun costruttore sul mercato americano. Con Biden i requisiti erano diventati più severi e vendere più modelli elettrici aiutava le Case a rispettarli.
La promessa di auto meno costose
Il numero uno alla Casa Bianca attribuisce alle nuove regole la possibilità di abbassare i costi affrontati dai costruttori, con prezzi inferiori anche in concessionaria.
“Questi nuovi standard elimineranno gli sprechi nella produzione di auto in America”
Nelle stime indicate da Trump, comprare un’auto nuova potrebbe abbassare la spesa di qualche migliaio di dollari. La revisione dei consumi si aggiunge agli interventi con cui negli ultimi mesi l’amministrazione in carica ha modificato diverse regole ambientali dell’era Biden.
Nel dicembre 2025 Washington aveva già presentato una revisione degli standard CAFE, sostenendo che i precedenti obiettivi fossero difficilmente raggiungibili facendo esclusivo affidamento su modelli a benzina e diesel. Quindi, nel febbraio 2026, l’EPA ha revocato l’Endangerment Finding del 2009 relativo ai gas serra e gli standard federali sulle emissioni di gas serra dei veicoli che ne derivavano.
Il messaggio alle Case automobilistiche
Trump lega la nuova politica anche alla produzione negli Stati Uniti e sostiene di aver ricevuto segnali positivi dai principali gruppi dell’industria. Nel messaggio pubblicato su Truth Social ha citato direttamente General Motors, Ford e Stellantis, affermando di essere stato contattato dalle aziende interessate a produrre nel Paese.
Il presidente ha inoltre indicato in oltre 100 miliardi di dollari gli investimenti arrivati nell’industria dei motori americana durante la sua amministrazione, collegandoli alla riapertura degli stabilimenti e al ritorno di posti di lavoro in diversi Stati.
“È solo l’inizio. Gli stabilimenti stanno riaprendo e i posti di lavoro stanno tornando in Michigan, Ohio, Indiana, Carolina del Sud e in tutto il nostro Paese”
Il nuovo intervento conferma una direzione ormai consolidata della politica automobilistica del secondo mandato Trump: meno vincoli federali sulle emissioni e sull’efficienza, maggiore spazio alle motorizzazioni tradizionali e nessuna spinta normativa paragonabile a quella adottata sotto Biden verso l’elettrificazione.
Le auto elettriche rimangono naturalmente sul mercato statunitense, che i costruttori possono continuare a sviluppare e venderl. A cambiare è il quadro regolatorio nel quale devono programmare le proprie gamme, con Washington intenzionata a ridurre il peso delle norme federali che negli anni precedenti avevano favorito la transizione verso modelli a zero emissioni.
