Benzina esaurita nel giro di poche ore. Il primo giorno del tetto ai prezzi introdotto da Eni ha spinto numerosi automobilisti verso i distributori della compagnia e in alcuni impianti le scorte non hanno retto all’aumento della domanda. Da Napoli a Roma, passando per Firenze, sono comparsi i cartelli che nessuno vorrebbe trovare una volta arrivato alla pompa: carburante finito.
A Napoli le scorte sono durate appena poche ore. Nel distributore di via Cristoforo Colombo, vicino a via Marina, oltre 2.000 litri di benzina sono spariti in circa tre ore e mezza. Il via vai continuo ha prosciugato le scorte e sulle colonnine è comparsa la scritta “esaurito”. Scene simili si sono verificate altrove, anche se non si può parlare di una corsa generalizzata in tutta Italia.
Benzina e diesel finiscono in poche ore
A Roma la situazione ha interessato soprattutto alcuni distributori della zona sud. Lungo via Appia Nuova e nell’area di Quarto Miglio gli automobilisti si erano messi in fila già dalle 7 del mattino, ma poche ore dopo erano terminate sia la benzina sia il gasolio. Sulla Tuscolana, invece, durante la giornata erano ancora segnalate vetture in attesa del loro turno.
Il copione si è ripetuto a Firenze, dove in via Lungo l’Affrico il gasolio risultava esaurito già intorno alle 8.30 e di lì a poco un cartello avvertiva chi arrivava al distributore, mentre le riserve di benzina diminuivano rapidamente. Altri impianti della città hanno registrato una situazione più tranquilla, segno di un’affluenza molto diversa a seconda della zona.
Trento non ha fatto eccezione: in viale Verona intorno alle 10 la benzina era già terminata. Il quadro della prima giornata mostra dunque code e scorte prosciugate in diversi punti della rete, anziché un assalto uniforme ai distributori del Paese.
Il motivo della corsa alle pompe
A richiamare gli automobilisti sono stati i nuovi prezzi applicati sulla rete Eni ed Enilive: dal 28 settembre la benzina self service non può superare 1,99 euro al litro, mentre il limite del diesel è fissato a 2,19 euro. Il provvedimento durerà inizialmente trenta giorni e potrà essere prorogato fino alla fine del 2026.
La distanza dai prezzi medi nazionali rende comprensibile l’interesse. Nella stessa giornata il ministero delle Imprese e del Made in Italy indicava una media self di 2,152 euro al litro per la benzina e 2,369 euro per il gasolio. Su un pieno da 50 litri, il prezzo massimo applicato da Eni permette di risparmiare circa 8 euro sulla benzina e quasi 9 sul diesel.
Il tetto si allarga ad altri distributori
L’iniziativa non riguarda ormai soltanto Eni: Socar ha avviato prezzi calmierati anche sulla rete IP, partendo da circa 300 dei 3.400 distributori e adottando gli stessi valori di 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il gasolio. L’estensione agli altri impianti avverrà gradualmente.
Dal 1° ottobre toccherà a Q8: il tetto ai prezzi di benzina e gasolio resterà in vigore per 30 giorni, ma sarà applicato in maniera diversa a seconda del punto vendita. La compagnia ha previsto pure un sostegno economico destinato a gestori e partner della rete.
Il paradosso della prima giornata rimane però tutto nei cartelli comparsi sulle pompe. Dopo settimane segnate dai rincari, la possibilità di rifornirsi a prezzi inferiori ha convinto molti automobilisti ad anticipare il pieno. In alcune stazioni la corsa al pieno ha prosciugato le scorte nel giro di poche ore, lasciando gli ultimi clienti a mani vuote.
