Un’auto da 80 kW può far risparmiare più di 200 euro di bollo. In Lombardia, prendendo come riferimento la tariffa annuale 2026 di una vettura Euro 4, Euro 5 o Euro 6, il conto è di 206,40 euro. Per un’auto identica immatricolata ai fini fiscali nel Lazio si arriva a 227,20 euro; in Abruzzo e in Campania a 249,60 euro. Sono importi che il proprietario evita grazie all’esenzione prevista per il 2027.
La novità è contenuta nel decreto legge 162 del 2026. La soglia comprende le vetture da 80 kW esatti e riguarda le persone fisiche soggette al pagamento della tassa per un’auto alimentata a benzina o gasolio, anche insieme a un’altra fonte di propulsione. Occorre poi che il veicolo sia assicurato. Il beneficio spetta per un solo mezzo e si applica ai versamenti il cui termine ordinario cade tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2027.
I conti per un’auto Euro 6
Quanto vale l’esenzione? Per una vettura Euro 6 da 80 kW senza altre riduzioni, basta moltiplicare la potenza per la tariffa regionale annuale. In Lombardia il valore è di 2,58 euro per kW: 80 × 2,58 = 206,40 euro. La Toscana applica 2,71 euro, pari a 216,80 euro; nel Lazio, con 2,84 euro per kW, il bollo sale a 227,20 euro. Abruzzo e Campania arrivano a 3,12 euro per kW, dunque 249,60 euro. Anche l’Emilia-Romagna, con la tariffa 2026 di 2,84 euro, porta l’esempio a 227,20 euro.
La differenza tra i due estremi di questi esempi è di 43,20 euro per la stessa potenza e la stessa classe ambientale. Cambiano la Regione e la somma che il contribuente avrebbe pagato. Di conseguenza, il valore economico dell’esenzione.
Da sola la potenza non determina il bollo. Per le vetture a benzina o diesel pesa anche la classe ambientale: a parità di 80 kW, un’auto più vecchia può avere una tassa più alta di una Euro 6. In Lombardia il tariffario 2026 indica 3 euro per kW per le Euro 0. Il conto annuale raggiunge quindi 240 euro, contro i 206,40 euro di una Euro 4, Euro 5 o Euro 6. In Abruzzo la tariffa Euro 0 è di 3,63 euro per kW: per 80 kW si arriva a 290,40 euro.
Il decreto non pone un limite alla classe Euro e non richiede l’acquisto di un’auto nuova. L’accesso alla misura dipende dai requisiti indicati nella norma mentre l’ammontare risparmiato deriva dal bollo che sarebbe stato dovuto per quel veicolo.
Avere 80 kW non è sufficiente
Può rientrare nell’esenzione un’auto a benzina da 80 kW; la stessa soglia vale per una diesel. Il decreto comprende anche le vetture che usano benzina o gasolio in combinazione con un’altra fonte di propulsione: il caso può quindi riguardare un’ibrida oppure un’auto bifuel benzina-Gpl o benzina-metano. Una vettura elettrica non soddisfa invece il requisito relativo all’alimentazione previsto da questa misura. Lo stesso vale per un’auto alimentata soltanto a gas, ferma restando la verifica di agevolazioni già riconosciute da altre norme.
C’è anche il controllo della copertura assicurativa da compiere prima di fare i conti. Il beneficio è riservato alle persone fisiche soggette al bollo. Una società intestataria dell’auto non rientra in questa previsione solo perché il veicolo ha la potenza richiesta. Nel leasing o nel noleggio va individuato chi risulta soggetto passivo della tassa nel caso specifico.
Due auto sotto gli 80 kW? Il risparmio riguarda la meno potente
La regola su un solo veicolo può ridurre il vantaggio atteso da chi possiede più auto idonee. La scelta non è libera: il decreto assegna l’esenzione all’auto con la potenza inferiore. Se le vetture hanno gli stessi kW, il beneficio va a quella per cui, senza agevolazione, sarebbe dovuto il bollo meno elevato.
Si immagini una persona con due auto Euro 6 in Lombardia, una da 70 kW e l’altra da 80 kW, entrambe soggette alla tariffa ordinaria 2026 di 2,58 euro per kW. La prima avrebbe un bollo annuo di 180,60 euro, la seconda di 206,40 euro. Applicando il criterio del decreto, il risparmio dell’esempio sarebbe 180,60 euro: il bollo dell’auto da 80 kW resterebbe da pagare.
La norma guarda alla singola persona fisica tenuta alla tassa, non al numero di veicoli presenti in famiglia. Se le auto fanno capo a soggetti passivi diversi, bisogna verificare separatamente i requisiti di ciascuno. Per chi possiede anche una moto o un ciclomotore a benzina, il decreto stabilisce una disciplina specifica: l’esenzione per questi mezzi può spettare soltanto quando la persona non risulta soggetta al bollo per alcuna autovettura fino a 80 kW.
Una vettura che gode già di un’agevolazione regionale comporta una spesa inferiore e quindi un beneficio economico aggiuntivo più contenuto. Se il bollo è già integralmente azzerato per un’altra esenzione, l’effetto immediato sul portafoglio è zero euro. Un esempio concreto arriva dalla Lombardia: la domiciliazione bancaria dà diritto a una riduzione del 15% sul bollo dovuto. Applicata ai 206,40 euro dell’esempio Euro 6 da 80 kW, porta la tassa a 175,44 euro, oltre alla commissione prevista per l’addebito.
Conta la scadenza del versamento
Non basta che il bollo riguardi alcuni mesi del 2027: è il termine ordinario di pagamento a dover cadere tra il primo gennaio e il 31 dicembre di quell’anno. Un versamento dovuto nel 2026 rimane dovuto anche se copre parte del 2027. Per la stessa ragione l’esenzione non cancella i bolli arretrati relativi a scadenze precedenti.
Nei territori delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome titolari della tassa come tributo proprio, il decreto subordina l’applicazione della misura a un accordo con ciascuna autonomia interessata.
Come sapere quanto si risparmia
Il punto di partenza è la carta di circolazione, o il Documento unico: lì si verificano potenza e caratteristiche del veicolo. Per calcolare l’importo del bollo, gli eventuali decimali dei kW non vengono considerati; la formulazione della nuova esenzione parla di potenza non superiore a 80 kW.
Stabilita la potenza bisogna controllare alimentazione, soggetto tenuto al pagamento, assicurazione, presenza di altre auto idonee e data della scadenza ordinaria. Il decreto non descrive per ora una procedura nazionale di domanda per la nuova esenzione. Per un’unica auto Euro 6 da 80 kW soggetta al bollo ordinario, gli esempi regionali esaminati collocano dunque il possibile risparmio annuo fra 206,40 e 249,60 euro, usando le tariffe 2026. Una Euro 0 può superare quelle cifre; un’auto già agevolata può far risparmiare meno o nulla
