Il tetto massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 per il gasolio, ha portato gli italiani a prendere d’assalto i distributori Eni. I rallentamenti per il rifornimento al distributore sono sempre più frequenti, causando a volte anche alcuni problemi al regolare funzionamento del servizi pubblico.
La Polizia locale di Mestre ha girato per 45 minuti, prima di trovare un distributore con del carburante per effettuare il pieno. Non si tratta però di un caso isolato. Stanziare un tetto massimo per benzina e diesel, solo da parte di alcune società, si sta rivelando un boomerang, andando ad accrescere problemi già presenti.
Polizia alla ricerca della benzina
Il caso più eclatante arriva dal territorio del Miranese, area centrale della città metropolitana di Venezia. La Polizia locale utilizza la rete collegata alla fornitura di carburante aggiudicata da Eni, tramite un bando nazionale. L’abbattimento dei prezzi ha portato sempre più cittadini a sfruttare esclusivamente questi distributori, lasciandoli dunque privi di carburante.
Le Forze dell’Ordine hanno dovuto perlustrare il territorio per circa 45 minuti, prima di imbattersi in una stazione con ancora benzina e gasolio. Una tempistica già significativa per un cittadino comune, ma che diventa eccessivamente elevata se a doversi rifornire è la Polizia locale in servizio.
IP e Q8 oltre a Eni: è la soluzione?
IP e Q8 si sono aggiunti a Eni nella lotta al contrasto al caro carburante, ed è già un passo avanti. I cittadini potranno erogare benzina o diesel da un numero maggiore di distributori al medesimo prezzo. Questo potrebbe dunque ridurre le interminabili file di macchine ai distributori Eni, limitando cartelli che segnalano l’esaurimento di benzina o gasolio.
Si tratta però di una soluzione tampone, perché il problema è strutturale. Nella giornata di martedì 6 ottobre, oggi, il Governo pone fine allo sconto sul taglio delle accise di 6,1 centesimi al litro per il diesel. Questo potrà comportare un ulteriore aumento nelle stazioni private, o per le società che non hanno imposto un tetto massimo, allargando ancora di più la distanza con Eni, Ip e Q8.
Il Governo punta sulle accise mobili
Il mancato rinnovo dello sconto sulle accise riguardanti il gasolio apre a un nuovo scenario: le accise mobili. Ad annunciarlo è la stessa Premier Giorgia Meloni, in occasione di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Si tratta di un sistema che si collegherà direttamente all’aumento del prezzo del petrolio. Più il costo cresce e più aumenta anche il guadagno sull’Iva nelle casse dello Stato. Il Governo ha deciso che questi guadagni aggiuntivi saranno utilizzati per ridurre l’accisa sul carburante.
Attualmente non vi è un decreto che stabilisce modalità e durata dell’intervento, dunque non vi è una nuova riduzione dopo il taglio dei 6,1 centesimi al litro. Per la prima volta da marzo 2026 non sono introdotti tagli fiscali per contrastare il caro carburanti. Al vaglio del Governo vi è anche un aiuto mirato verso i cittadini con reddito contenuto o categorie professionali.
Le quotazioni internazionali del petrolio sono aumentate negli ultimi giorni, con il Brent che si trova a 99,88 dollari al barile, mentre il Wti è a 88,42. Le accise mobili sembrano la soluzione più probabile e concreta, ma si dovrà attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
