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Targhe personalizzate, costi e novità: cosa prevede il nuovo decreto

da virgilio.it

In Italia la targa dell’auto non si sceglie. Seguono lo stesso schema: due lettere, tre numeri e altre due lettere, assegnati senza che il proprietario possa metterci bocca. A dire il vero, la legge permette di richiedere una combinazione personalizzata fin dal 2002, ma in tutti questi anni sono mancate le norme per far funzionare il sistema. Adesso il nuovo Codice della Strada prova a sbloccare la situazione, anche se questo piccolo sfizio richiederà una spesa di 600 euro nel caso delle automobili.

Quanto costeranno

La cifra compare nello schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026, ancora in attesa di completare l’iter previsto. Nel documento sono indicati i costi per ottenere una targa con una sequenza di lettere e numeri scelta dal proprietario, anziché assegnata automaticamente al momento dell’immatricolazione.

Per le auto la spesa prevista è di 600 euro, di cui 500 richiesti dal Poligrafico dello Stato e ulteriori 100 destinati al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Sulle moto, invece, la cifra scende a 360 euro, suddivisi tra i 300 euro della targa e i 60 euro di maggiorazione ministeriale.

A ogni modo, è bene fare una precisazione: dai 600 euro vanno scalati i 41,78 euro della targa tradizionale, oppure i 45,31 euro previsti per quella quadrata. Soldi che l’automobilista avrebbe comunque speso in fase di immatricolazione della vettura. Il resto, invece, costituisce il prezzo da pagare per togliersi lo sfizio di stabilire lettere e numeri.

Una promessa vecchia di oltre vent’anni

Il Codice della Strada riconosceva già nel 2002 la possibilità di scegliere una determinata sequenza alfanumerica per la propria targa, purché rispettasse lo schema italiano composto da due lettere, tre numeri e altre due lettere.

La Motorizzazione avrebbe dovuto verificare la disponibilità della combinazione, procedere all’immatricolazione e consegnare la targa entro trenta giorni. Tutto molto interessante, almeno sulla carta, peccato, però, che mancassero le disposizioni necessarie a rendere operativo il sistema e così la personalizzazione è rimasta una pista mai realmente percorsa

La nuova formulazione lascia intravedere maggiore libertà nella scelta dei caratteri, ma per capire fin dove ci si potrà spingere ci sarà aspettare il regolamento. Potremo scrivere un nome? Una parola? Oppure scegliere soltanto determinate combinazioni di lettere e numeri? Al momento sarebbe prematuro dare una risposta.

Quando si potranno richiedere

Un nodo da sciogliere è quello delle auto già circolanti. Stando alle ricostruzioni, la personalizzazione sarà possibile anche in caso di reimmatricolazione dovuta al furto, allo smarrimento o al deterioramento della vecchia targa.

Anche in caso di vendita, la targa personalizzata seguirà comunque il mezzo. Il proprietario non avrà quindi diritto a conservarla per montarla sulla vettura successiva, ma dovrà scegliere una nuova combinazione.

Per quanto riguarda i tempi, si parla del 30 aprile 2027 per l’entrata in vigore del decreto, mentre le nuove disposizioni dovrebbero trovare applicazione dal 1° gennaio 2028, salvo un rinvio ad aprile. Il problema è che per le targhe personalizzate mancano ancora le norme attuative, perciò è impossibile sapere da quale giorno gli automobilisti potranno effettivamente richiederle.

Dopo ventiquattro anni di attesa, gli automobilisti italiani potrebbero finalmente scegliere cosa mostrare sulla propria targa. Sempre che la burocrazia, questa volta, decida di collaborare.