Paura a casa del Professore. Alain Prost, tra i piloti più vincenti di sempre in Formula 1, ha vissuto ore di terrore nella sua villa svizzera di Nyon. Secondo quanto rivelato da Blick, martedì 19 maggio, verso le 8:30, dei banditi si sono introdotti nell’abitazione, prendendo in ostaggio il padrone di casa e i suoi cari. Gli uomini, entrati nella villa con il volto coperto, avrebbero minacciato i presenti e costretto uno dei figli dell’ex pilota ad aprire una cassaforte.
Nell’aggressione, Prost avrebbe riportato un colpo alla testa: diversi media locali menzionano un trauma cranico e, anche se per fortuna i medici avrebbero già escluso complicazioni serie, restano sconvolgenti le modalità della rapina, avvenuta con la famiglia presente e sotto minaccia.
Riserbo sul bottino
Sulla cifra esatta del bottino vige il massimo riserbo. Gli inquirenti non hanno fin qui fatto una stima, frenati dal fatto che la lista degli oggetti sottratti è ancora tutta da verificare. Intanto, della banda si sono perse le tracce: nonostante le perquisizioni a tappeto della Polizia, anche con l’impiego di cani molecolari e posti di blocco, i malviventi sembrano aver fatto perdere le proprie tracce. L’ipotesi più accreditata è che abbiano varcato il confine francese, approfittando della vicinanza di Nyon alla frontiera.
La famiglia ha scelto di non commentare l’accaduto, ma dalle colonne di Blick emerge un quadro cupo: l’irruzione avrebbe lasciato il segno, al punto da rendersi necessario un sostegno psicologico. Il quattro volte iridato, dal canto suo, avrebbe già lasciato la Svizzera per fare ritorno a Dubai, la sua base durante l’anno, e anche il suo staff, interpellato dai media internazionali, ha preferito trincerarsi dietro un categorico no-comment.
Nuova ondata di criminalità
Il caso colpisce anche per il profilo della vittima. Durante la sua carriera Alain Prost ha fornito lezioni di controllo e sangue freddo, delle doti caratteriali valse quattro titoli mondiali e la storica rivalità con Ayrton Senna. Accostare un uomo così razionale a un evento così violento e caotico lascia sgomenti, rendendo l’accaduto ancora più surreale, nonostante l’incursione in casa Prost non costituisca, purtroppo, un caso isolato.
Ormai vacilla il mito delle ville svizzere come fortezze inespugnabili: nella stessa area si sono registrati 18 casi di rapina solo lo scorso anno. Davanti alla nuova ondata di criminalità vacille il mito del Paese elvetico, un tempo considerato oasi di pace e sicurezza, ma oggi teatro di azioni criminali nelle residenze più esclusive. Le bande prendono di mira obiettivi isolati e, una volta studiati i patrimoni custoditi all’interno, mettono a segno i loro piani, paradossalmente favoriti dalla privacy e dalla scarsa sorveglianza attiva di queste zone d’élite.
Le indagini proseguono a tutto campo con le Forze dell’Ordina a caccia dei responsabili, mentre prosegue la quantificazione del bottino, portando Prost sulle prime pagine per vicende lontane anni luce dai trionfi in pista. Per il Professore, abituato a domare il rischio ai 300 all’ora, è stato un brusco cambio di scenario il faccia a faccia con la violenza, non tra le curve di un circuito, ma nel salotto di casa propria.