Il tour della Ferrari Luce è proseguito a Castel Gandolfo, dopo la première nella Capitale che ha visto protagonista anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In occasione dell’evento con il Sommo esponente della Chiesta Cattolica la Ferrari Luce ha sfoggiato una colorazione bianca a contrasto con gli elementi neri della carrozzeria.
Robert Francis Prevost è apparso incuriosito dal primo modello full electric della storia del Cavallino. Dopo aver visionato l’ampia seduta posteriore si è accomodato sul sedile anteriore per valutare l’impostazione di guida. Affascinato dalle novità tecniche della Luce si è fatto spiegare da Elkann e da un collaboratore tutte le caratteristiche, ascoltando con particolare attenzione le informazioni in merito all’e-Manettino.
Omaggiato con un costoso componente
Il numero 1 della Casa Modenese, John Elkann, ha regalato al Pontefice il volante della Luce. Lo sterzo a tre razze è prodotto in alluminio riciclato lavorato dal pieno e integra diversi controlli analogici dedicati alla dinamica del veicolo. La collaborazione con LoveFrom, il collettivo creativo fondato da Jony Ive e Marc Newson, coinvolto a 360 gradi nello sviluppo della vettura ha stravolto l’immagine del Cavallino.
Per gli interni i designer hanno pensato a un ambiente più minimal e orientato alla tecnologia con un gruppo volante-strumentazione in cui il quadro si muove insieme allo sterzo per mantenere una visione sempre impeccabile con tutte le informazioni durante la guida. Il quadro strumenti della Ferrari Luce è progettato per lasciare un segno anche sul piano della funzionalità quotidiana.
Interni all’insegna della pulizia stilistica
Il Papa ha toccato con mano la qualità dei materiali. Il cuore elettrico della Ferrari Luce è caratterizzato da quattro motori sincroni a magneti permanenti, due per asse, con tecnologie derivate direttamente dalla pista. La potenza complessiva dei quattro motori supera quota 1.000 CV, con uno scatto da 0 a 100 km/h in circa 2,5 secondi e una top speed dichiarata di oltre 310 km/h.
Sul volante c’è un classico Manettino a cinque posizioni e l’e-Manettino a tre posizioni. Il primo gestisce la dinamica di guida, con logiche adattative che valutano condizioni di aderenza attraverso il Side Slip Control X. Il secondo definisce potenza, curva di coppia, tipo di trazione e prestazioni massime con tre diverse modalità.
John Elkann, nel giorno dell’incontro con il Papa, ha dichiarato: “È stata una grande emozione e un immenso onore incontrare Sua Santità insieme ai colleghi di Ferrari. Un momento di straordinario valore umano e simbolico, che ispira tutte le persone della nostra azienda a continuare il proprio percorso con passione, responsabilità e fiducia verso il futuro. Un’occasione che resterà per sempre nella nostra memoria e nella storia di Ferrari”.
Dato lo scarso appeal della vettura, i vertici della Casa modenese sono andati alla ricerca di una benedizione per convincere i puristi della qualità del progetto. Sul piano estetico la vettura è apparsa goffa e troppo distante dal DNA delle altre vetture della gamma. Sul piano tecnico ha proposto diverse migliorie, tra cui il coefficiente aerodinamico più basso della storia del Cavallino.
La Ferrari Luce ha preso forma su una piattaforma tecnologica che offre performance da brividi, nonostante manchi un motore termico. Sotto il pianale, integrata nel telaio, c’è una batteria da 122 kWh che garantisce un’autonomia di oltre 530 km e ricariche ad alta potenza.