Grazie alla tregua raggiunta dal presidente Usa Donald Trump la situazione è tornata alla normalità nello Stretto di Hormuz. Nelle ore successive alla firma dell’intesa tra Stati Uniti e Iran diverse navi cisterna, incluse tre superpetroliere saudite, hanno ripreso ad attraversare il corridoio marittimo dopo settimane di forti restrizioni e traffico ridotto. Con il petrolio sotto gli 80 dollari sono iniziati a scendere anche i prezzi dei carburanti alle nostre latitudini.
Il clima disteso ha portato anche una maggiore serenità per gli automobilisti italiani che si metteranno in viaggio nei prossimi giorni. Il Brent è calato stabilmente sotto la soglia psicologica degli 80 dollari al barile, attestandosi intorno ai 78-79 dollari, un valore che non si vedeva dall’inizio di marzo. La riapertura strategica dello stretto di Hormuz e una maggiore stabilità nei mercati energetici ha generato un calo fisiologico del greggio.
Si aggiornano i prezzi
Aziende come Eni, Q8 e Tamoil hanno deciso di ribassare i propri prezzi dei carburanti, con abbassamenti che arrivano fino a tre centesimi al litro per la benzina. In base alle rilevazioni di oggi 17 luglio 2026, la benzina in modalità self-service sulla rete stradale nazionale è calata a una media di 1,872 euro al litro, tornando ai livelli minimi di maggio. Per quanto concerne il diesel, il prezzo medio si aggira invece a 1,974 euro al litro, sfruttando il trend a ribasso che di recente ha portato al dimezzamento dello sconto sulle accise.
La situazione emergenziale che hanno vissuto gli automobilisti italiani negli ultimi mesi potrebbe essere arrivata alla conclusione, sebbene in autostrada i costi rimangono ancora elevati: per un pieno alle pompe self servono mediamente 1,964 euro al litro per la benzina e 2,060 euro per il diesel. Il GPL si attesta a 0,777 euro al litro, mentre il metano è calato a 1,561 euro/kg. L’ultima proroga del taglio delle accise scadrà il 3 luglio e il Governo, visto il trend dei mercati internazionali, dovrebbe decidere di non rinnovare ulteriormente la misura per concentrare le risorse su altri settori.
Ultima tornata di sconti
Il Governo, come anticipato, ha fissato per il 3 luglio il termine ultimo della proroga delle accise. Stabilito il taglio di 5 centesimi, mentre è stato nuovamente dimezzato (da 10 a 5 centesimi) quello per il diesel. Alle casse dello Stato costerà circa 150 milioni di euro, coperti grazie all’extragettito Iva.
“Alle minori entrate derivanti” dalla proroga, emerge nel decreto ministeriale, si provvede “con quota parte, pari a 149,4 milioni di euro, del maggior gettito conseguito nel periodo dal primo maggio al 31 maggio 2026 in relazione ai versamenti periodici dell’imposta sul valore aggiunto”. In un fase dove si stanno abbassando i costi alla pompa si tratta di una delle poche notizie positive per gli italiani asfissiati dai rincari delle bollette.
“Il prezzo dei carburanti è costantemente in discesa sotto i due euro”, ha annunciato il ministro delle Imprese Adolfo Urso, affermando che si continuerà “con questa politica di responsabilità e anche di cautela per ridurre, per quanto possibile, l’impatto sulle famiglie, sui lavoratori, sulle imprese e l’impatto ovviamente sull’inflazione generale”. Un traguardo tanto atteso, ma in ogni caso dopo quattro decreti legge e due decreti ministeriali, questa proroga dovrebbe essere l’ultima sulle cosiddette accise mobili.