Il mercato delle microcar elettriche in Italia continua ad allargarsi, e questa volta si arricchisce di due nuovi protagonisti dai nomi ancora poco conosciuti ma dalle specifiche che meritano attenzione. Si chiamano AL6 e AL7, sono prodotte dal brand cinese Astraux e da qualche settimana sono ufficialmente disponibili nel nostro Paese grazie a China Car Company, che ne ha acquisito i diritti di importazione e distribuzione esclusiva. L’annuncio ufficiale è arrivato durante l’Automotive Dealer Day 2026 di Verona, uno degli appuntamenti più seguiti dal mondo del retail automotive italiano.
Due modelli, due filosofie di utilizzo leggermente diverse, ma un obiettivo comune: ritagliarsi uno spazio in un segmento dove Citroen Ami e Fiat Topolino la fanno ancora da padrone, ma dove c’è evidentemente spazio per chi arriva con qualcosa di diverso da proporre.
Dimensioni da città
Il primo aspetto che salta all’occhio, guardando le AL6 e AL7, è il design. Astraux non ha puntato sul minimalismo nordeuropeo o sulla semplicità rétro: queste due microcar hanno un’estetica volutamente anticonformista, con luci diurne circolari oversize, linee squadrate e le porte ad apertura “a carrozza”, ossia controvento. Un po’ divisive, sicuramente, ma capaci di distinguersi nel traffico cittadino.
Sul piano delle dimensioni, entrambi i modelli misurano appena 2,31 metri in lunghezza e 1,29 metri in larghezza. Il che significa che possono parcheggiare praticamente ovunque, infilarsi nei vicoli più stretti del centro storico e muoversi nei contesti urbani dove un’auto normale fatica. L’abitacolo è per due persone ed è più arioso di quanto ci si aspetterebbe: merito anche del tetto panoramico in vetro, che è di serie e contribuisce non poco alla sensazione di spazio.
L’AL6 è classificata come quadriciclo leggero L6e, il che significa che può essere guidata dai 14 anni con la sola patente AM. Velocità massima: 45 km/h. L’AL7, invece, rientra nella categoria L7e, è guidabile dai 16 anni e porta la velocità massima fino a 90 km/h, grazie a un motore sincrono a magneti permanenti da 20,1 kW.
Autonomia vera
Il punto su cui Astraux insiste maggiormente riguarda l’autonomia. La versione AL6 Pro, quella più equipaggiata, dichiara fino a 180 km con una singola ricarica, grazie a una batteria al litio ferro fosfato (LFP). L’AL7 si ferma a 150 km, numeri comunque più che sufficienti per settimane di uso quotidiano in città senza dover pensare troppo alle colonnine.
Va detto che parliamo di autonomie dichiarate, e nel mondo dei quadricicli elettrici c’è spesso uno scarto tra i dati del costruttore e il reale utilizzo su strada, soprattutto in inverno o con due persone a bordo. Detto questo, 150-180 km sono valori che, se anche dimezzati nelle condizioni peggiori, rimangono abbondanti per chi usa la microcar come seconda auto o per i tragitti casa-lavoro.
Dotazione da auto
La vera sorpresa delle Astraux sta però nell’equipaggiamento di serie, che va ben oltre quello che si vede normalmente su un quadriciclo. Entrambi i modelli montano un touchscreen da 7 pollici con duplicazione dello smartphone, compatibilità con Google Maps e Spotify, ricarica wireless, USB, climatizzatore, sedili regolabili, sensori di parcheggio, avviamento keyless e persino la possibilità di controllo da remoto tramite app. Roba da vera auto di piccola taglia, non da minimobile spartano.
Sul versante sicurezza, la scocca è costruita per il 51% in acciaio ad alta resistenza, e sono presenti ABS e airbag lato conducente su alcune versioni. La garanzia copre tre anni. I prezzi non sono ancora stati comunicati ufficialmente, ma China Car Company sta lavorando alla rete di dealer su tutto il territorio nazionale.