Il ritorno al lavoro del Parlamento riporta sul tavolo anche una delle proposte che più facilmente riescono a catturare l’attenzione degli automobilisti. Forza Italia sta infatti preparando il proprio pacchetto di misure per la prossima legge di Bilancio e tra le idee allo studio c’è anche l’abolizione del bollo auto e moto.
Non si tratta però, almeno per ora, di una misura approvata né di un provvedimento già finanziato. La proposta dovrà essere inserita nel confronto sulla Manovra e soprattutto dovrà fare i conti con un problema tutt’altro che secondario: il bollo non rappresenta un’entrata diretta dello Stato, ma garantisce alle Regioni un gettito di circa 7,5 miliardi di euro ogni anno.
Il pacchetto di Forza Italia
Con la ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva, i partiti tornano a definire le proprie priorità in vista della legge di Bilancio. Forza Italia sta lavorando a un insieme di interventi che comprende diverse proposte sul fronte fiscale.
Tra queste figurano la riduzione dell’Irpef al 33% per i redditi compresi tra 50.000 e 60.000 euro, una flat tax incrementale del 5% sulla quota di reddito aggiuntiva rispetto all’anno precedente, il cashback sulle spese sanitarie e la defiscalizzazione delle tredicesime. Ma a interessare maggiormente il mondo dell’auto è proprio l’idea di cancellare il bollo. Una proposta che Antonio Tajani aveva già rilanciato nelle scorse settimane e che potrebbe tornare al centro del dibattito politico a settembre.
Una tassa che divide gli automobilisti
Il bollo auto è una delle imposte meno amate dai cittadini. A differenza di una tassa legata direttamente all’utilizzo del veicolo, infatti, il bollo viene pagato per il semplice possesso dell’auto o della moto. L’importo varia in base a diversi fattori, tra cui la potenza del veicolo, la classe ambientale e la Regione di residenza. Proprio questa articolazione rende il tributo particolarmente diverso da territorio a territorio.
Per Forza Italia, però, il problema è anche di principio. Il partito considera il bollo una sorta di “patrimoniale mascherata”, perché colpisce chi possiede un veicolo necessario per spostarsi, lavorare o accompagnare i figli. L’obiettivo indicato da Tajani e dagli esponenti del partito sarebbe quello di arrivare all’abolizione almeno dal 2028.
Il conto da 7,5 miliardi
È proprio qui che emerge la difficoltà maggiore. Eliminare il bollo significherebbe infatti privare le Regioni di una fonte di finanziamento molto importante. Il gettito complessivo è stimato in circa 7,5 miliardi di euro all’anno, denaro che non confluisce direttamente nelle casse dello Stato.
Le amministrazioni regionali utilizzano queste risorse per finanziare diverse attività e servizi. La questione è quindi semplice solo in apparenza: se il bollo venisse cancellato, qualcuno dovrebbe sostituire quelle entrate. Il rischio è che il mancato gettito debba essere compensato attraverso trasferimenti statali oppure mediante altre forme di imposizione.
Il precedente di Berlusconi e Renzi
Non sarebbe peraltro la prima volta che l’abolizione del bollo entra nel dibattito politico senza arrivare al traguardo. Un tentativo era stato avanzato già nel 2008 da Silvio Berlusconi, mentre nel 2016 era stato Matteo Renzi a prendere in considerazione una revisione del tributo.
Il problema è rimasto sempre lo stesso: trovare le risorse necessarie per compensare le Regioni. Nel frattempo, gli incentivi alle alimentazioni alternative hanno già contribuito a ridurre in alcune aree il gettito potenziale. Il Piemonte, per esempio, avrebbe visto diminuire le entrate rispetto al 2019, passando da circa 800 milioni a 579 milioni di euro.
La proposta di Forza Italia dovrà dunque superare un ostacolo decisivo: come sostituire i 7,5 miliardi che oggi arrivano dal bollo. La discussione di settembre potrebbe chiarire se l’idea è destinata a diventare una vera proposta di legge di Bilancio o se resterà, ancora una volta, sul terreno delle intenzioni.











