A beneficiare maggiormente della cancellazione del bollo auto, in rapporto alle spese sostenute durante l’anno, sono le famiglie meno abbienti. Il beneficio emerge dallo studio dall’Ufficio parlamentare di bilancio, che confronta gli effetti dell’esenzione con quelli degli sconti sulle accise. Una somma relativamente simile in euro può cambiare peso a seconda del bilancio su cui interviene.
Perché il risparmio pesa di più sulle famiglie meno abbienti
Considerando l’insieme delle famiglie, l’Ufficio parlamentare di bilancio stima un beneficio medio pari allo 0,36% della spesa. Nel primo decile, che raccoglie il 10% dei nuclei con la minore spesa equivalente, l’incidenza raggiunge lo 0,9%; all’estremo opposto scende allo 0,1%. Il confronto con la media restituisce il rapporto di 2,5. In sintesi:
- gruppo familiare nel primo decile, con la spesa equivalente più bassa; circa 0,9% di beneficio dell’esenzione rispetto alla spesa familiare;
- secondo decile: circa 0,7%;
- terzo decile: circa 0,6%;
- ultimo decile, con la spesa equivalente più alta: circa 0,1%;
- media complessiva: circa 0,36%.
La classificazione utilizzata nello studio segue la spesa delle famiglie, resa confrontabile tenendo conto della loro composizione.
Nella relazione tecnica al decreto, il risparmio medio sulle autovetture è quantificato in 168,40 euro. Per le moto il riferimento riportato è di circa 59 euro. Il contribuente beneficia dell’esenzione dal tributo che avrebbe dovuto pagare per il veicolo individuato dalla norma. Per fare un esempio, cancellare 180 euro di bollo libera l’1% di un bilancio annuo da 18.000 euro e lo 0,3% di uno da 60.000. Se la somma risparmiata rimane la stessa, cambia la sua incidenza.
Quali auto rientrano nell’esenzione e perché non serve l’Isee
In base a quanto previsto dal decreto-legge 162 del 2026, per le autovetture l’esenzione riguarda le persone fisiche soggette al pagamento della tassa per mezzi alimentati a benzina o gasolio, anche in combinazione con un’altra fonte di propulsione, con potenza non superiore a 80 kW. È poi richiesta la regolare copertura assicurativa del veicolo.
Gli 80 kilowatt corrispondono a circa 109 CV. A contare è la potenza espressa nell’unità indicata dalla legge. La misura non prevede un limite Isee: una famiglia economicamente agiata che rispetti i requisiti può accedervi allo stesso modo di una con minori disponibilità. Per le ibride, l’Ufficio parlamentare di bilancio segnala un particolare: il riferimento alla potenza del motore termico può far rientrare nell’agevolazione vetture con una potenza complessiva del sistema più elevata. Le auto solo elettriche non appartengono invece al perimetro di questa esenzione, pur restando soggette alle proprie agevolazioni ordinarie e regionali.
Un veicolo per persona fisica
Il limite della prima viene applicato al singolo contribuente. Quando alla stessa persona fanno capo più autovetture agevolabili, la cancellazione riguarda quella con la potenza minore. In caso di pari potenza, il beneficio interessa il mezzo per cui sarebbe dovuto il tributo meno elevato. Non è prevista una libera scelta dell’auto su cui risparmiare di più.
Da questo criterio possono derivare risultati diversi anche a parità di parco auto familiare. Due vetture agevolabili intestate a due persone fisiche dello stesso nucleo possono entrambe beneficiare dell’esenzione. Se fanno capo a un unico contribuente, il beneficio resta limitato a una.
Anche chi utilizza un veicolo senza esserne proprietario può essere interessato dalla misura. Il riferimento legislativo al soggetto passivo della tassa comprende usufruttuari e utilizzatori in leasing o noleggio a lungo termine.
Per motocicli e ciclomotori a benzina, anche in combinazione con altre fonti di propulsione, l’esenzione ha carattere residuale. Spetta nei casi previsti dal decreto a chi non risulti soggetto passivo del bollo per alcuna autovettura con potenza pari o inferiore a 80 kW. Quando sono presenti più motocicli agevolabili viene individuato quello meno potente e, a parità di potenza, quello con la tassa inferiore. Fra più ciclomotori, il criterio è la prima immatricolazione più remota.
Sul fronte delle auto restano fuori dall’intervento i mezzi oltre la soglia di potenza e quelli che non soddisfano i requisiti di alimentazione o assicurazione. Il beneficio è riservato alle persone fisiche, mentre chi non ha un veicolo agevolabile non riceve alcun vantaggio diretto. Quest’ultimo punto riguarda anche una parte dei nuclei con bilanci ridotti.
Il 63% delle famiglie e il 73% di quelle con veicoli
Fra i risultati dello studio compaiono percentuali diverse perché cambia la popolazione osservata. Il 63% riguarda tutte le famiglie, comprese quelle senza veicoli; considerando soltanto i nuclei che ne possiedono almeno uno, la quota dei beneficiari raggiunge il 73%. Un altro dato ancora, pari al 45%, indica la quota di veicoli esentati nel perimetro analizzato.
Non c’è dunque contraddizione fra un’esenzione diffusa fra le famiglie e una quota più contenuta di mezzi agevolati. Basta che un componente possieda un veicolo con i requisiti perché il nucleo risulti beneficiario.
Il confronto con gli sconti sui carburanti spiega perché l’Ufficio parlamentare di bilancio attribuisca alla cancellazione del bollo un effetto più favorevole ai bilanci ridotti. Le accise dipendono dai consumi. Chi compra più litri intercetta un risparmio assoluto maggiore quando il prelievo viene tagliato. Nelle simulazioni richiamate, l’incidenza dello sconto sulla spesa rimane però abbastanza uniforme fra i decili, nell’ordine dello 0,2-0,3%.
Per il bollo il rapporto si rovescia. Il tributo non aumenta con i chilometri percorsi e il suo importo, pur legato alla potenza e alla classe ambientale, non segue proporzionalmente il valore dell’automobile. Una vettura può perdere valore con gli anni senza che la tassa ordinaria diminuisca nella stessa misura, ferme restando le specifiche agevolazioni previste dalla normativa. Eliminare quel costo fisso incide quindi in modo visibile su chi dispone di un budget contenuto.
Dire che il taglio delle accise favorisce i più ricchi richiede perciò di precisare la grandezza osservata: il vantaggio tende a essere più elevato in euro, mentre il peso sulle spese familiari è più omogeneo. Nel caso dell’esenzione il risultato più netto emerge proprio dall’incidenza relativa.
Chi usa poco l’auto può essere più compensato
Rispetto al caro carburanti, la cancellazione del bollo presenta un limite evidente perché il risparmio non cresce con la quantità di carburante acquistata. A parità di tassa risparmiata, chi guida poco riceve un aiuto più consistente rispetto al rincaro subito. Per un pendolare con percorrenze elevate, la stessa esenzione può coprire soltanto una parte dell’aumento dei costi.
L’ Ufficio parlamentare di bilancio rileva questo scarto nelle proprie simulazioni e invita anche a distinguere i periodi di riferimento. Gli sconti sulle accise analizzati sono intervenuti nel 2026, mentre l’esenzione dal bollo produrrà effetti alle scadenze del 2027. Se il rincaro dei carburanti dovesse proseguire, il sostegno andrebbe confrontato anche con i maggiori oneri del prossimo anno.
Per individuare i versamenti agevolati, la legge guarda al termine di pagamento compreso fra il primo gennaio e il 31 dicembre 2027. Un bollo dovuto entro il 2026 resta quindi da pagare anche quando il periodo tributario prosegue nell’anno successivo.
La disciplina non introduce una cancellazione generalizzata dei debiti pregressi. Né il solo possesso di un’auto sotto gli 80 kW basta a risolvere ogni caso: vanno considerati il soggetto tenuto al pagamento, gli altri veicoli che gli fanno capo e le ulteriori condizioni stabilite dal decreto.











