Una Smart fortwo con il muso rivolto al marciapiede, inserita nello spazio che rimane fra due vetture allineate: una scena familiare nelle grandi città potrebbe trovare una disciplina diversa. La riforma del Codice della Strada prevede infatti di consentire il parcheggio perpendicolare al margine della carreggiata ai veicoli lunghi al massimo 2,70 metri. Al di là del motore, autovetture e quadricicli rientrerebbero nella deroga in base alle dimensioni. A contare è la lunghezza del singolo modello e della specifica versione.
La norma individua nella lunghezza del veicolo il criterio per usufruire della nuova possibilità, senza introdurre distinzioni legate alla categoria di appartenenza o al tipo di motorizzazione. La previsione può quindi applicarsi sia alle autovetture sia ai quadricicli e comprende tanto i modelli con motore termico quanto quelli elettrici. A determinare quali mezzi rientrino sono le dimensioni del singolo veicolo. In pratica anche un’auto può accedere alla possibilità prevista, purché rispetti la misura stabilita mentre la sola classificazione come quadriciclo non garantisce il rispetto del requisito.
Cosa cambia per chi parcheggia una piccola auto
Nella sosta parallela il fianco della vettura segue il bordo della strada. Con il parcheggio di traverso l’asse longitudinale del veicolo forma invece un angolo retto rispetto al margine della carreggiata. A fronteggiare il marciapiede può essere la parte anteriore oppure quella posteriore.
La differenza modifica il modo di occupare lo spazio. Un mezzo molto corto, ruotato di novanta gradi, impegna lungo il bordo stradale una misura più vicina alla propria larghezza anziché alla lunghezza. Da qui la possibilità di utilizzare alcuni vuoti fra le auto, a patto che la maggiore profondità occupata verso la carreggiata sia compatibile con il luogo.
Oggi l’articolo 157 del Codice della Strada impone di collocare il veicolo vicino al margine destro, parallelamente alla carreggiata e secondo il senso di marcia. Un parcheggio perpendicolare può quindi essere già ammesso dove i segnali e gli stalli lo prevedono. Diverso è il caso di chi ruota autonomamente una Smart in un tratto organizzato per la sosta parallela. La riforma interviene su questa distinzione. Dove oggi serve una organizzazione della sosta, domani opererà una facoltà legata alle misure del veicolo e del parcheggio.
Il limite di 2,70 metri e gli stalli larghi 2,80
La lunghezza massima ammessa è pari a 2,70 metri. Per la collocazione perpendicolare sono previste due situazioni: assenza di stalli tracciati oppure presenza di stalli larghi almeno 2,80 metri. Un tratto privo di stalli può essere comunque interessato da un divieto, da un accesso carrabile o da altre limitazioni. Oltre a questo aspetto, resta sempre centrale il tema sicurezza in quanto la sosta perpendicolare non dovrà ostacolare la carreggiata ovvero non dovrà creare pericoli e difficoltà di manovra per auto, ciclisti e pedoni.
Quali auto rientrano nella deroga
Le Smart fortwo sono fra i modelli interessati dalla nuova normativa. Ma se una Fortwo standard misura 2.695 millimetri, la Fortwo Brabus da 80 kW raggiunge invece 2.740 millimetri. Semaforo verde anche per la Citroën Ami con la sua lunghezza di 2,41 metri e per la Fiat Topolino con i suoi 2,535 metri.
Per comprendere il funzionamento della nuova eccezione, si possono confrontare alcuni casi ipotetici:
- veicolo lungo 2,65 metri, tratto senza stalli: requisiti dimensionali compatibili;
- veicolo lungo esattamente 2,70 metri: lunghezza ammessa;
- veicolo lungo 2,71 metri: lunghezza superiore al limite;
- veicolo lungo 2,65 metri, stallo largo 2,80 metri: requisiti dimensionali compatibili;
- veicolo lungo 2,65 metri, stallo largo 2,50 metri: deroga non utilizzabile in base alla larghezza dello stallo.
La modifica dell’orientamento del veicolo non elimina la disciplina dei luoghi nei quali fermarsi o sostare. Marciapiedi, attraversamenti pedonali, piste ciclabili e spazi riservati continuano a richiedere il rispetto delle prescrizioni che li riguardano. Restano separati anche il divieto davanti ai passi carrabili e quello di impedire l’accesso o lo spostamento di altri veicoli parcheggiati.
Lo schema conserva poi l’obbligo di occupare lo spazio destinato al veicolo senza invadere quelli contigui e di rispettare il pagamento della sosta, quando prescritto.
Quanto costa oggi la multa per la collocazione irregolare
Per la violazione delle disposizioni dell’articolo 157, il quadro vigente prevede una sanzione amministrativa da 42 a 173 euro. Con il pagamento entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notifica, la riduzione del 30% porta la sanzione minima a 29,40 euro. La sola collocazione irregolare contestata ai sensi dell’articolo 157 non comporta perdita di punti.
La riforma ha ricevuto il via libera preliminare il 13 ottobre 2026 con il 12 gennaio 2027 come termine per il parere delle commissioni competente. Il testo può quindi subire modifiche prima dell’approvazione definitiva.
Sulle date, l’articolo 289 distingue l’entrata in vigore formale, indicata al primo aprile 2027, dall’efficacia delle disposizioni, fissata al primo gennaio 2028 e comunque non prima di 180 giorni dall’entrata in vigore del regolamento attuativo. Se quel termine supera il primo gennaio, lo schema prevede l’efficacia dal primo aprile 2028, subordinata all’emanazione del regolamento.
Fino all’applicazione delle nuove disposizioni, resta determinante la regola vigente nel luogo del parcheggio.
Meno spazio lungo il marciapiede, più attenzione alla profondità
L’idea è nata dalla volontà di dare una risposta alla scarsità di parcheggi nelle grandi città. Il vantaggio cercato dalla proposta si comprende attraverso un semplice confronto geometrico. Con una Ami lunga 2,41 metri e larga 1,39 metri, una rotazione di novanta gradi riduce di 1,02 metri l’ingombro lungo il bordo stradale, ma aumenta della stessa misura quello verso la carreggiata. Il calcolo considera le dimensioni di carrozzeria dichiarate, senza margini di manovra, specchietti o distanze fra veicoli.
Questa differenza spiega perché il risparmio di spazio lungo il marciapiede debba essere valutato insieme alla profondità disponibile. Il nuovo orientamento può rendere utilizzabili alcuni spazi, ma non crea posti dove il mezzo finirebbe per ostacolare il passaggio.
Per chi guida una Smart, una Ami o una Topolino, il controllo concreto resta su tre elementi: dimensioni della versione posseduta, caratteristiche del parcheggio e prescrizioni applicabili.











