Comprare un’auto elettrica significa smettere di pagare il bollo? Dipende dalla regione in cui risiede il proprietario. Una vettura ibrida beneficia sempre di qualche agevolazione? No, non sempre, perché in molte regioni è tassata come un tradizionale modello a benzina o diesel. Nemmeno la presenza di un impianto GPL garantisce automaticamente uno sconto considerando che le monofuel, le bifuel di fabbrica e le auto trasformate dopo l’immatricolazione possono ricevere trattamenti differenti.
Il bollo è una tassa legata al possesso del veicolo e la sua disciplina nasce dall’intreccio fra norme statali e disposizioni regionali. Alcune agevolazioni valgono sull’intero territorio nazionale mentre le amministrazioni locali possono introdurre esenzioni più lunghe, riduzioni aggiuntive o incentivi subordinati alla rottamazione di un’automobile inquinante. A questo quadro si aggiunge la nuova esenzione prevista dal decreto legge 162 del 2026 per alcuni versamenti in scadenza nel 2027.
Ne deriva una mappa tutt’altro che uniforme. Nel 2026 la stessa vettura ibrida può non pagare nulla per diversi anni in una Regione, ottenere soltanto una riduzione in un’altra e versare l’importo intero altrove. Per i pagamenti ordinariamente dovuti nel 2027 bisogna verificare anche la nuova misura nazionale, senza confonderla con le agevolazioni regionali pluriennali.
Tra auto elettriche e ibride
La regola nazionale riconosce ai veicoli azionati solo da un motore elettrico l’esenzione dal bollo per cinque anni a decorrere dalla prima immatricolazione. Una volta concluso il quinquennio l’auto elettrica paga il 25% della tassa prevista per un modello equivalente alimentato a benzina. Lombardia e Piemonte applicano condizioni più favorevoli mentre la Valle d’Aosta prolunga il periodo senza bollo fino a otto anni per i mezzi che soddisfano i requisiti regionali.
L’acquisto di un’elettrica usata non fa ripartire il conteggio. Se la vettura è stata immatricolata tre anni prima, al nuovo proprietario restano soltanto due anni di esenzione. Lo stesso principio vale quando la prima registrazione è avvenuta all’estero o in un’altra Regione.
Nel 2026 essere proprietari di una mild hybrid, di una full hybrid o di una plug-in non comporta l’azzeramento del bollo. Ogni regione può scegliere quali tecnologie premiare, stabilendo durata, soglie di potenza, limiti alle emissioni e finestre temporali. Dal 2027 anche un’ibrida a benzina o gasolio può rientrare nella nuova esenzione, se soddisfa il limite di 80 kW e gli altri requisiti del decreto.
Nelle Province autonome di Trento e Bolzano la durata del beneficio varia anche in funzione della quantità di CO2dichiarata in fase di omologazione.
GPL e metano, lo sconto non riguarda tutte le auto
Le auto omologate per circolare solo a GPL o metano pagano un quarto della tassa prevista per un corrispondente modello a benzina. Il risparmio raggiunge quindi il 75%, ma non coincide con una completa esenzione.
La riduzione non si estende alle comuni bifuel benzina-GPL o benzina-metano. In questi casi entrano in gioco le scelte della Regione, l’origine dell’impianto, la potenza e la data dell’eventuale trasformazione. Lombardia e Piemonte esentano stabilmente le vetture alimentate soltanto a gas mentre Basilicata, Puglia e Provincia autonoma di Trento concedono periodi temporanei più favorevoli anche ad alcune bifuel.
La nuova esenzione per le auto fino a 80 kW
La nuova esenzione riguarda una persona fisica tenuta al bollo, un solo veicolo assicurato e i versamenti il cui termine ordinario cade tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2027. Tra le auto rientrano quelle alimentate a benzina o gasolio, anche in combinazione con un’altra fonte di propulsione, con potenza non superiore a 80 kW. La soglia comprende quindi anche le vetture da 80 kW esatti e può interessare ibride e bifuel. Le auto solo elettriche o alimentate soltanto a gas restano soggette alle agevolazioni già previste.
Se la stessa persona ha più auto idonee, l’esenzione si applica a quella meno potente. A parità di kW, alla vettura per cui sarebbe dovuto il bollo più basso. In assenza di un’autovettura fino a 80 kW per la quale sia soggetta al tributo, rientra anche un motociclo o ciclomotore a benzina. Non sono previsti limiti di reddito, requisiti legati alla classe Euro o l’obbligo di acquistare un veicolo nuovo. Per Regioni a statuto speciale e Province autonome titolari della tassa come tributo proprio è richiesto un accordo con ciascuna autonomia.
Conta il termine ordinario del versamento e non l’anno coperto in tutto o in parte dal bollo. Un pagamento dovuto nel 2026 resta dovuto anche se riguarda mesi del 2027 mentre un rinnovo in scadenza nel 2027 rientrare nell’esenzione. Gli arretrati non diventano esenti se vengono saldati in ritardo.
In Piemonte elettriche e GPL non pagano mai
Il Piemonte applica uno dei regimi più generosi d’Italia. Le automobili elettriche e quelle alimentate soltanto a GPL o metano godono di un’esenzione permanente. Per le ibride benzina-elettrico immatricolate nuove dal primo gennaio 2025 il beneficio ha cambiato forma. I veicoli M1 e N1, comprese le plug-in, devono appartenere almeno alla classe Euro 6 e avere una potenza non superiore a 100 kW. Se i requisiti sono rispettati, il bollo viene ridotto del 50% per le prime cinque annualità.
Le bifuel benzina-GPL o benzina-metano dotate dell’impianto dal costruttore non pagano per cinque anni. Dal sesto anno la tassa torna dovuta, ma per le vetture alimentate a GPL viene ridotta a un quarto e per quelle a metano a un quinto. Se non superano 100 kW, i veicoli trasformati dopo la produzione possono ottenere cinque annualità di esenzione, ma in seguito devono corrispondere la tariffa stabilita dalla Regione.
In Valle d’Aosta l’elettrica è esente per otto anni
La Valle d’Aosta aggiunge tre anni alla franchigia nazionale. I veicoli elettrici nuovi immatricolati dal primo gennaio 2019 possono quindi restare senza bollo per otto anni complessivi. Il beneficio continua anche quando l’auto viene venduta a un altro residente nella Regione. Se il mezzo arriva da un diverso territorio, l’esenzione vale solo per il periodo residuo calcolato dalla prima immatricolazione.
Le ibride termico-elettriche e le vetture a idrogeno immatricolate fra il 2020 e il 2022 hanno ricevuto l’esenzione per il primo periodo fisso e per le quattro annualità seguenti. Le nuove ibride registrate dal 2023 non entrano più in questo regime.
Lombardia, quando c’è l’esenzione permanente
Anche la Lombardia azzera stabilmente il bollo per le elettriche pure, le auto alimentate a GPL o metano e quelle mosse soltanto dall’idrogeno.
Le ibride benzina-elettrico immatricolate dal primo gennaio 2026 seguono invece un sistema basato sulle emissioni. Il beneficio riguarda i veicoli M1 e N1, comprese le plug-in, con motore termico non superiore a 100 kW. Quando la CO₂ dichiarata è compresa fra 1 e 60 grammi per chilometro, il bollo viene dimezzato per 60 mesi; se il valore supera 60 ma non oltrepassa 120 g/km, la riduzione del 50% dura 24 mesi.
Un secondo incentivo è collegato alla demolizione di un mezzo inquinante. Acquistando nel 2026 un’autovettura Euro 6 fino a 100 kW con alimentazione ammessa dalla normativa regionale e rottamando un veicolo delle classi previste, si possono ottenere tre anni senza bollo e due anni successivi con lo sconto del 50%.
Chi non rientra in queste misure può comunque ridurre del 15% il tributo tramite domiciliazione bancaria.
Agevolazioni in Liguria e Veneto
Le elettriche immatricolate in Liguria seguono il quinquennio previsto a livello nazionale. Terminato questo periodo, le auto versano un quarto della tassa calcolata per i corrispondenti modelli a benzina. Per ibride e bifuel la situazione cambia a seconda dell’anno di immatricolazione. Le vetture ibride benzina-elettrico, benzina-idrogeno o diesel-elettrico registrate nel 2022 hanno ottenuto l’esenzione per il primo bollo e per le quattro annualità successive. Lo stesso regime è stato riconosciuto ad alcune automobili a doppia alimentazione. Nel 2023 la durata è scesa al primo periodo fisso e alle due annualità seguenti.
Il Veneto applica alle elettriche la franchigia nazionale di cinque anni. Per le auto ibride benzina-elettrico, diesel-elettrico o termico-elettrico è prevista l’esenzione per tre annualità dalla prima immatricolazione. Lo stesso trattamento viene riconosciuto alle vetture con doppia alimentazione benzina-idrogeno.
Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia, il punto
In Emilia-Romagna le elettriche non pagano il bollo per cinque anni e, al termine, versano il 25% della tariffa riferita a un’automobile a benzina. Le vetture omologate per funzionare soltanto a GPL o metano corrispondono a loro volta un quarto dell’importo ordinario. Per una nuova ibrida immatricolata nel 2026 non è prevista una franchigia regionale generalizzata.
Il quadro del Friuli-Venezia Giulia è simile. Le elettriche usufruiscono del quinquennio nazionale, mentre le monofuel a GPL o metano pagano il 25%. Non emerge un’agevolazione estesa indistintamente alle nuove ibride del 2026. In questa Regione la gestione della tassa automobilistica spetta all’Agenzia delle Entrate.
Cosa succede a Trento e Bolzano
Nella Provincia autonoma di Trento le elettriche sono esenti per cinque anni. Per le altre alimentazioni ecologiche è stato introdotto un meccanismo graduato che riguarda i veicoli fino a 185 kW alimentati, anche in forma doppia, a Gpl, metano o idrogeno, oltre alle ibride elettrico-termiche.
Quando le emissioni sono comprese fra 1 e 30 g/km, l’esenzione dura 60 mesi. La franchigia scende a 36 mesi nella fascia fra 31 e 60 g/km, passa a 24 mesi tra 61 e 95 g/km e si riduce a 12 mesi per i veicoli che emettono da 96 a 135 g/km. Oltre la soglia di 135 g/km il beneficio non spetta. Le auto alimentate a idrogeno sono esenti per 60 mesi.
Dal 2025 la Provincia autonoma di Bolzano riconosce cinque anni di esenzione alle elettriche e alle vetture alimentate a idrogeno. Il beneficio può riguardare anche veicoli usati che entrano nella competenza tributaria provinciale per il periodo residuo calcolato dalla prima immatricolazione.
Per le altre alimentazioni ecologiche, comprese le ibride, la potenza non deve superare 185 kW e le emissioni devono rimanere entro 115 g/km. La durata raggiunge 60 mesi fino a 30 g/km, scende a 36 mesi fra 31 e 60 g/km, si riduce a 24 mesi tra 61 e 95 g/km e si ferma a 12 mesi nella fascia compresa fra 96 e 115 g/km.
Facilitazioni in Toscana, Marche e Umbria
La Toscana applica alle elettriche i cinque anni stabiliti dalla normativa statale. Dal sesto anno le auto versano il 25% della tassa prevista per il corrispondente modello a benzina. Le auto omologate a GPL o metano pagano anch’esse un quarto della tariffa ordinaria. Per le ibride immatricolate nel 2026 non è prevista una franchigia regionale generalizzata.
Le Marche riconoscono un’esenzione particolarmente lunga, ma impongono un limite di potenza che esclude numerosi modelli presenti sul mercato. Le nuove ibride benzina-elettrico, diesel-elettrico o benzina-idrogeno, immatricolate per la prima volta nella Regione negli anni dal 2023 al 2026, non devono superare una potenza complessiva di 66 kW. Quando la soglia viene rispettata, il proprietario non paga per il primo periodo fisso e per le cinque annualità successive.
In Umbria le elettriche usufruiscono dei cinque anni nazionali mentre le automobili alimentate esclusivamente a GPL o metano pagano il 25% della tassa ordinaria. Le passate agevolazioni per veicoli ibridi e a idrogeno erano collegate a finestre di immatricolazione comprese fra il 2013 e il 2017. Chi compra una nuova ibrida nel 2026 non può quindi accedere a quei regimi.
Lazio, l’esenzione per le nuove ibride è terminata
L’agevolazione triennale concessa alle ibride benzina-elettrico e alle vetture benzina-idrogeno non si applica alle immatricolazioni avvenute nel Lazio dopo il 31 dicembre 2022. Di conseguenza, una nuova ibrida acquistata nel 2026 paga normalmente il bollo il cui termine ordinario cade nello stesso anno; per un versamento in scadenza nel 2027 va verificata anche la nuova esenzione fino a 80 kW.
Da quest’anno è però disponibile uno sconto del 10% per chi attiva la domiciliazione bancaria nei termini stabiliti. La misura non dipende dal tipo di alimentazione e può quindi interessare anche automobili tradizionali.
Tra Abruzzo, Molise, Calabria e Basilicata
In Abruzzo le elettriche non pagano per cinque anni e versano il 25% dopo la scadenza. Le vetture che circolano a GPL o metano sono assoggettate a un quarto della tariffa ordinaria. Le esenzioni triennali concesse in passato alle ibride interessavano auto immatricolate nel periodo 2019-2021. Quella finestra non può essere utilizzata per un modello nuovo registrato nel 2026.
In Molise un’elettrica segue il quinquennio nazionale mentre una vettura a GPL o metano paga il 25% della tariffa prevista per il modello a benzina.
Anche in Calabria il riferimento generale resta la disciplina statale. Le elettriche non pagano per cinque anni e le monofuel a gas beneficiano della riduzione del 75%.
La Basilicata concede ai nuovi veicoli M1 e N1 alimentati a GPL o metano l’esenzione per il primo periodo fisso e per le cinque annualità seguenti. Lo stesso trattamento viene riconosciuto alle bifuel benzina-GPL e benzina-metano dotate dell’impianto fin dall’origine. Le auto nuove ibride benzina-elettrico, diesel-elettrico o benzina-idrogeno beneficiano invece di un’esenzione quinquennale. Una volta terminato il periodo, le monofuel a gas continuano a pagare il 25% mentre le bifuel e le ibride tornano alla tassazione intera.
Campania, fino a otto anni con la rottamazione
La Campania ha abrogato l’esenzione ordinaria triennale che interessava le ibride immatricolate fino al 2024. Per le nuove registrazioni del 2026 resta un trattamento collegato alla sostituzione di un mezzo più inquinante. Il proprietario che rottama un’autovettura compresa tra Euro 0 ed Euro 4 e acquista una nuova Euro 6 o superiore con potenza non oltre 100 kW può accedere a benefici differenziati. L’esenzione raggiunge otto anni nel caso di un’elettrica pura o di un veicolo a idrogeno, mentre si ferma a due anni per alcune ibride benzina-elettrico o metano-elettrico.
Terminato il periodo agevolato, soltanto le elettriche continuano a pagare un importo pari a un quarto della tassa calcolata per la corrispondente vettura a benzina. La domiciliazione bancaria permette invece di ridurre del 10% qualsiasi bollo ammesso al servizio.
Cosa succede in Puglia, Sicilia e Sardegna
In Puglia i nuovi veicoli M1 e N1 alimentati esclusivamente a GPL o metano, così come quelli dotati in fabbrica della doppia alimentazione benzina-GPL o benzina-metano, non pagano per il primo periodo fisso e per le cinque annualità successive. Il medesimo regime interessa le ibride benzina-elettrico e diesel-elettrico immatricolate dal 2014. Dal 2018 l’agevolazione è stata estesa anche ai veicoli alimentati a idrogeno. Al termine della franchigia, le vetture a Gpl o metano mantengono lo sconto del 75%, mentre ibride e bifuel tornano a pagare secondo la disciplina applicabile.
La Sicilia ha introdotto una nuova finestra valida dal primo gennaio 2026 al 31 dicembre 2028. I veicoli di nuova immatricolazione appartenenti alle alimentazioni individuate dalla legge regionale possono ottenere cinque anni di esenzione. Il beneficio comprende le elettriche, le ibride elettrico-termiche plug-in e full hybrid, i veicoli Lng o BioLng e quelli alimentati a idrogeno. Per le elettriche la durata coincide con il regime nazionale.
La Sardegna applica alle elettriche l’esenzione nazionale di cinque anni. Terminato il periodo, le auto pagano un quarto della tassa prevista per il corrispondente modello a benzina. La stessa percentuale viene applicata alle automobili omologate per circolare esclusivamente a GPL o metano. Non è indicata un’agevolazione generalizzata per le nuove ibride immatricolate nel 2026.