Roma, 2,7 milioni di euro di multa per i servizi di sharing di monopattini e e-bike

L’Antitrust (AGCM) ha multato per 2,675 milioni di euro i servizi di sharing Bird, Dott e Lime, con la conclusione delle istruttorie avviate lo scorso mese di novembre nei confronti delle aziende citate.

La questione riguarda il servizio di micromobilità (quindi e-bike e monopattini elettrici) offerto dai tre operatori (regolarmente autorizzati) nel Comune di Roma nel periodo 2023-2026.

La causa della sanzione è legata alle pratiche adottate dalle aziende che hanno reso quasi impossibile l’attivazione delle corse gratuite a cui gli abbonati Metrebus possono accedere con il loro abbonamento.

Andiamo a riepilogare quanto accaduto e quanto dichiarato nella nota ufficiale dall’Autorità.

Un bonus per gli abbonati

A Roma, i titolari di un abbonamento annuale Metrebus (comprensivo della zona A) possono usufruire di corse gratuite su bici e monopattini in sharing. L’agevolazione prevede solitamente fino a 3 corse giornaliere da 30 minuti ciascuna. Chi è in possesso di un abbonamento mensile personale, invece, riceve un voucher del valore di 35 euro. Questi bonus sono pensati per semplificare l’uso dei servizi di micromobilità e dovrebbero essere facilmente accessibili agli abbonati. Dalle rilevazioni di AGCM, però, la situazione appare molto diversa.

A cosa è dovuta la sanzione

Come sottolineato in apertura, la sanzione non è arrivata a sorpresa visto che AGCM ha avviato lo scorso novembre un’istruttoria. Tutto è partito da un’indagine di RomaToday che aveva raccolto diverse testimonianze da parte degli utenti che avevano denunciato lunghissime attese per poter ottenere l’agevolazione inclusa nel loro abbonamento.

Secondo l’Antitrust, i servizi privati Bird, Dott e Lime hanno reso quasi impossibile l’attivazione del bonus incluso per gli abbonati Metrebus. In una nota diffusa dall’Autorità si legge:

“Bird, Dott e Lime sono state sanzionate complessivamente per 2,675 milioni di euro per aver ostacolato la fruizione dei pacchetti di corse gratuite (c.d. Pass), riservati agli abbonati annuali Metrebus, il titolo di viaggio per il trasporto pubblico locale romano, secondo gli obblighi assunti dagli operatori in sede di aggiudicazione del servizio”

In particolare, viene evidenziato come le aziende abbiano adottato strutture organizzative “inadeguate” per la gestione delle richieste degli utenti. In questo modo, i tempi di rilascio del pass sono stati allungati, rendendo più difficile per i cittadini l’utilizzo dei bonus previsti. Bird, inoltre, ha adottato un’altra pratica commerciale scorretta, con la disattivazione degli account senza alcuna informativa sulle circostanze.

La nota sottolinea anche che:

 le tre società hanno limitato la fruizione di un servizio di mobilità che è complementare al trasporto pubblico locale e più sostenibile, grazie all’uso di mezzi meno inquinanti”.

Il testo integrale del provvedimento può essere consultato tramite il sito ufficiale dell’Autorità (agcm.it), accedendo alla sezione dedicata ai comunicati stampa. Il provvedimento è intitolato PS13028-PS13029-PS13030- – Roma, sanzioni per 2,675 milioni di euro a operatori monopattini elettrici ed e-bike in sharing.

Bollo auto non pagato in Sicilia, via libera alla rottamazione dei debiti

La Regione Sicilia ha approvato la rottamazione dei debiti per il bollo auto non pagato dai cittadini, che hanno ora la possibilità di mettersi in regola con il fisco locale. Si tratta di un provvedimento che, inevitabilmente, è destinato a far discutere ma che ha un doppio fine per la Regione.

Da una parte, infatti, la norma approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana rappresenta una misura di sostegno ai cittadini in difficoltà che non hanno pagato il bollo nei tempi previsti. Dall’altra, però, si tratta di un modo anche per fare cassa, recuperando parte dei tributi regionali non saldati.

Il provvedimento, i cui dettagli andranno definiti nel corso dei prossimi giorni, rappresenta una forma di pace fiscale, in quanto il suo raggio d’azione va ben oltre la tassa automobilistica, coinvolgendo anche altri tributi regionali. Andiamo a riepilogare tutto quello che c’è da sapere in merito.

Cosa prevede la rottamazione

La norma approvata in queste ore prevede la rottamazione dei tributi regionali non saldati entro il 31 dicembre 2025. In questo modo, migliaia di automobilisti siciliani avranno la possibilità di eliminare i debiti, sanando le pendenze in corso per il bollo auto non pagato.

Chi vorrà mettersi in regola, quindi, potrà farlo versando unicamente la quota capitale originale, con l’azzeramento di tutte le sanzioni e gli interessi di mora accumulati negli anni. Grazie a questa misura, il totale da pagare sarà decisamente più contenuto.

Il provvedimento è considerato come una vera e propria “pace fiscale” in quanto si estende a tutte le posizioni debitorie nei confronti della Regione Sicilia e non solo al bollo auto, che rappresenta, in ogni caso, una delle cause principali di questa nuova misura.

Ricordiamo che già in passato la Regione aveva attuato un provvedimento simile, con il cosiddetto straccia bollo. La tassa deve essere pagata ogni anno, direttamente dal proprietario di un veicolo.

Bisogna considerare, in ogni caso, che ci sono alcuni casi in cui è possibile sfruttare prescrizione o esenzione della tassa, uno dei principali tributi regionali da pagare in Italia.

Tutti i dettagli a breve

L’approvazione da parte dell’Assemblea Regionale Siciliana è solo il primo passo della rottamazione. A breve, infatti, è atteso un nuovo provvedimento con un decreto attuativo che andrà a chiarire tutti i dettagli operativi per accedere alla sanatoria.

Dalle indiscrezioni riportate dalla stampa, tale decreto dovrebbe arrivare entro Ferragosto e, quindi, nel corso della prossima settimana. Non possiamo escludere ritardi, soprattutto se dovessero emergere complicazioni dal punto di vista tecnico. Ulteriori aggiornamenti arriveranno nei prossimi giorni.

Definite tutte le modalità per l’accesso alla rottamazione, i contribuenti avranno tempo fino al prossimo 31 ottobre per effettuare i versamenti e andare a saldare il debito residuo, evitando tutte le sanzioni previste dalla normativa ordinaria in merito.

In altre regioni, senza misure di rottamazione, gli automobilisti che non hanno pagato il bollo hanno la necessità di regolarizzare la posizione, seguendo le modalità previste dal proprio ente locale.

Dalla Polonia le prime cause contro agenzie e automobilisti napoletani

Sceglievi la targa polacca e – come per magia – i costi assicurativi non erano più proibitivi. Almeno all’inizio, la convenienza dell’escamotage era innegabile e così il sistema ha avuto modo di proliferare fino ai giorni nostri, perché dalla Polonia è arrivata la richiesta di restituire il denaro speso a copertura degli incidenti causati dai veicoli sprovvisti di una polizza valida. All’inizio ne risponderanno le agenzie che gestivano le pratiche, ma presto il caso potrebbe colpire gli stessi conducenti.

Come funziona il passaggio alla targa polacca

Per capire la portata del fenomeno ci vengono in soccorso i numeri raccolti dal Post, secondo cui nel 2025, soltanto nella provincia di Napoli, l’epicentro del fenomeno, le targhe polacche sono state coinvolte in 5.364 incidenti, oltre la metà del totale italiano. Ma il numero preoccupante è 2.263: i sinistri in cui il veicolo era privo di copertura, ovvero quasi uno su due.

Nella maggior parte dei casi l’auto resta dov’era, nelle mani di chi la guidava già in precedenza. A partire sono i documenti: l’agenzia cancella il mezzo dal PRA italiano, lo iscrive in Polonia a nome di una società locale e poi un contratto di noleggio a lungo termine lo riporta al solito conducente.

Se ci limitassimo a guardare i documenti, il guidatore rinuncerebbe alla proprietà del mezzo: un azzardo bello e buono, giustificato dal risparmio. In confronto a una polizza polacca il vantaggio economico appare evidente, specie in quelle zone, come la provincia di Napoli, dove le compagnie tendono ad applicare tariffe alte.

Polizza o meno, la parte lesa non può rimetterci di tasca propria e infatti l’Ufficio centrale italiano la risarciva prima di battere cassa con l’organismo di garanzia del Paese indicato sulla targa, il PBUK in questo caso, trattandosi della Polonia. Un incidente dopo l’altro, il conto ha sfiorato i cinque milioni di euro, troppi perché l’ente polacco continuasse a pagare senza provare a recuperare le somme.

Il contratto finirà sotto la lente del giudice

Ma chi li tirerà fuori, i soldi? Tutto dipenderà da come agenzia e conducente si erano spartiti le responsabilità nel contratto, che il giudice dovrà leggere prima di mandare il conto alla società oppure a chi guidava. La targa polacca, vale la pena ricordarlo, non rende automaticamente irregolare un veicolo. Esistono noleggi reali accompagnati da coperture valide, dunque le cause riguardano le pratiche nelle quali l’assicurazione mancava davvero anziché ogni automobile circolante in Italia con la sigla di un altro Paese. Per i conducenti chiamati in causa non si parla di restituire quanto risparmiato sulla Rc Auto.

Il PBUK vuole i risarcimenti già versati e un incidente con feriti può produrre un conto molto più pesante di qualche annualità assicurativa. Il vantaggio iniziale, a quel punto, scompare in un istante. Per anni il sistema ha venduto una promessa semplice: conservare la stessa auto pagando meno per assicurarla, ma adesso viene fuori la parte rimasta nascosta nel contratto. Se la polizza era inesistente, il conto è stato soltanto spostato nel tempo, e dalla Polonia ha appena cominciato il viaggio di ritorno.

Benzina a metà prezzo in Turchia: ecco perché in Italia continuiamo a pagare il doppio

Il divario tra il prezzo della benzina alla pompa in Turchia e quello in Italia evidenzia le profonde differenze nella tassazione, nelle politiche monetarie e nei costi della catena energetica. Sebbene il divario reale veda la benzina turca oscillare indicativamente attorno a 1,15 – 1,40 €/litro (a seconda del tasso di cambio) contro i 1,85 – 2,00 €/litro dell’Italia, il prezzo percepito in Euro rimane nettamente più basso in Turchia.

Vergilius Plus, il sistema per il controllo della velocità arriva sulle strade italiane

La tecnologia può diventare un’arma importantissima per il monitoraggio della velocità delle auto, soprattutto su strade ad alta percorrenza e sulle autostrade. A tal proposito, in queste ore, si registra l’annuncio di Anas che, insieme alla Polizia Stradale, ha confermato di aver integrato nei suoi sistemi di monitoraggio il Vergilius Plus che permette di leggere in automatico le targhe e, quindi, di identificare i veicoli, tenendo sotto controllo l’andatura dei mezzi. Si tratta di uno dei principali tool di controllo della velocità disponibili oggi in Italia.

Dove è attivo Vergilius Plus

Attualmente, Vergilius Plus, che rientra tra i dispositivi omologati per il controllo della velocità, è attivo su diversi tratti stradali e autostradali, per una copertura totale di circa 211 chilometri. Si tratta di un primo passo in vista di una diffusione maggiore nel corso dei prossimi mesi.

Ecco l’elenco delle tratte in cui è attivo il nuovo meccanismo di controllo:

  • Autostrada A2 “Del Mediterraneo”, tra Salerno e Buonabitacolo (SA);
  • Strada Statale 1 Aurelia, tra il km 11+950 e il km 23+500;
  • Strada Statale 7 quater “Domitiana”, dal km 44+630 al km 54+300;
  • Strada Statale 309 “Romea”, tra il km 1+680 e il km 7+080;
  • Strada Statale 145 Var “Sorrentina”, all’interno della Galleria Santa Maria di Pozzano, dal km 0+072 al km 4+950.

Chiaramente, possiamo aspettarci un’espansione del nuovo strumento di rilevazione della velocità nel prossimo futuro, con una copertura destinata a incrementare in modo significativo.

Secondo il comunicato della Polizia Stradale:

L’introduzione di Vergilius Plus rappresenta un’ulteriore evoluzione nell’impiego delle nuove tecnologie al servizio della sicurezza stradale. L’obiettivo non è semplicemente individuare le violazioni, ma soprattutto promuovere comportamenti di guida più consapevoli e responsabili.

Come funziona il sistema di rilevamento della velocità

Il Vergilius Plus è un avanzato sistema di rilevazione della velocità gestito da Anas e Polizia Stradale, che rappresenta l’evoluzione tecnologica dei classici tutor autostradali. Il suo funzionamento si basa su una dotazione hardware di nuova generazione:  il sistema impiega una telecamera in bianco e nero per il riconoscimento automatico e preciso delle targhe posteriori (in grado di leggere anche quelle dei motocicli e dei veicoli ad altissima velocità).

A completare la configurazione si aggiungono una telecamera a colori per contestualizzare l’infrazione, un illuminatore a infrarossi e un’unità locale di elaborazione dati. Il sistema Vergilius Plus può calcolare la velocità media, classificando i veicoli per categoria e andando a individuare le violazioni dei limiti previsti in un determinato tratto di strada.

Il funzionamento è semplice: al passaggio sotto il primo varco, infatti, Vergilius Plus registra targa, classe del veicolo, data, ora e velocità. La stessa operazione viene completata anche al secondo varco. A questo punto viene effettuato il calcolo del tempo impiegato per percorrere la tratta.

Questo meccanismo, grazie alla precisione di rilevazione dei dati, permette di determinare se il conducente ha superato il limite di velocità consentito, raccogliendo in tempo reale tutti i dati necessari per l’emissione della sanzione. In questo modo, quindi, è possibile garantire una maggiore sicurezza, incentivando al rispetto dei limiti, soprattutto in tratte stradali dove l’alta velocità e il mancato rispetto di quanto previsto dal Codice della Strada rappresentano una consuetudine.

Fallimento per Sono Motors, l’azienda che voleva realizzare l’auto a energia solare

Si chiude il cerchio per Sono Motors. Dopo la fine del progetto della Sono Sion, avvenuta nel 2023, l’azienda intraprende oggi la strada del fallimento anche per quanto riguarda il business legato al settore del fotovoltaico. L’annuncio è arrivato dopo lo stop delle trattative con gli investitori e l’impossibilità di accedere a soluzioni di finanziamento per sostenere le operazioni aziendali nel prossimo futuro.

A seguito di questa decisione, il marchio Sono Solar e le attività di fornitura di pannelli fotovoltaici, con tutte le proprietà intellettuali dell’azienda, sono ora in vendita. La notizia non rappresenta una sorpresa, in quanto Sono Group N.V., la capogruppo a cui Sono Motors fa riferimento, aveva annunciato il ritiro dal settore del solare già nel marzo scorso.

Ascesa e declino di Sono

L’azienda è stata fondata nel 2016. Come startup, nei primi anni, ha sfiorato in diverse occasioni la chiusura, fino a ottenere i fondi necessari per l’avvio delle attività, dopo una campagna di crowdfunding conclusasi nel 2019 con circa 50 milioni di euro di raccolta. Sul finire del 2021, Sono Motors completò la quotazione al Nasdaq, ottenendo ulteriore liquidità.

L’azienda è entrata nel listino tecnologico americano con una quotazione di 38 dollari per azione, ma il suo valore è calato progressivamente, fino a toccare quota 62 centesimi. Nonostante il debutto sul mercato azionario e i tanti fondi raccolti tramite le campagne di crowdfunding, Sono non è mai riuscita a superare le difficoltà economiche e trasformarsi in un’azienda di successo, sfruttando le potenzialità dell’energia solare.

Il progetto della Sion

Gli appassionati del mondo delle quattro ruote e del settore delle tecnologie rinnovabili ricorderanno, senza dubbio, il progetto della Sono Sion, auto elettrica caratterizzata dall’integrazione di celle solari per la ricarica della batteria. Il modello è stato protagonista di una campagna di prenotazioni, con i clienti interessati che potevano versare un anticipo per assicurarsi uno dei primi esemplari del modello che, però, non è mai entrato in produzione.

Nel 2023, l’azienda aveva raccolto circa 22 mila acconti da parte di clienti privati. I costi elevati e lo scarso interesse da parte del mercato, però, hanno messo la parola fine all’iniziativa. La Sion era una hatchback da 4,47 metri, ideale per il mercato europeo. La carrozzeria avrebbe dovuto integrare 456 celle solari progettate per garantire, secondo i piani dell’azienda, circa 245 chilometri alla settimana in aggiunta ai 305 chilometri offerti dalla batteria al litio-ferro-fosfato da 54 kWh.

Per la vettura era previsto un motore elettrico, collegato all’asse anteriore, in grado di erogare una potenza massima di 120 kW. Lo sviluppo della Sion è stato interrotto nel febbraio del 2023, a causa dell’assenza di fondi sufficienti per poter passare alla fase successiva del progetto e, quindi, avviare la produzione di serie e consegnare gli esemplari prenotati ai clienti interessati.

Troppo caldo, Dacia e Ford chiudono fabbriche in Romania

L’ondata di caldo che sta caratterizzando l’Europa ha un impatto anche sul settore automotive e, in particolare, sulle attività produttive. Nelle fabbriche, infatti, spesso si raggiungono temperature molto elevate e c’è poi da considerare l’elevato consumo di energia elettrica legato al funzionamento degli impianti che, in un contesto di caldo torrido, può mettere in crisi la rete di distribuzione.

Dalla Romania è arrivata una notizia che conferma l’attuale contesto di difficoltà del settore produttivo europeo, alle prese con un caldo intenso. Le fabbriche di Ford e Dacia interromperanno le attività per alcuni giorni. Si tratta di una misura importante, considerando il “peso” che il settore automotive ricopre per l’economia del Paese.

Questa scelta, che le aziende hanno preso in accordo con il Governo locale, è legata anche al funzionamento della centrale nucleare di Cernavoda, alle prese con i bassi livelli del fiume Danubio, da cui dipende il raffreddamento dell’impianto. La centrale ha dovuto spegnere uno dei due reattori per evitare surriscaldamenti.

Il caldo ferma il settore automotive

Lo stop alle fabbriche di Ford e Dacia si è reso necessario a causa di un problema di approvvigionamento di energia elettrica. Il funzionamento a ritmo ridotto della centrale nucleare di Cernavoda, infatti, sta mettendo in crisi il sistema energetico della Romania, alle prese con il picco dei consumi legato alle misure di contrasto al caldo torrido di queste settimane.

La situazione è abbastanza complicata, tanto che il Paese si prepara a incrementare le importazioni di energia elettrica (in particolare dall’Ucraina). Le fabbriche automotive, che hanno bisogno di tanta energia elettrica per funzionare, dovranno temporaneamente sostenere la propria attività.

Secondo i dati riportati da AGI, il flusso del Danubio è precipitato a tra 1.550 e 1.600 metri cubi al secondo all’ingresso della Romania, quasi tre volte inferiore alla media abituale in questo periodo dell’anno (tra 3.900 e 4.700 metri cubi/s).

Due settimane di stop forzato

Il blocco alle attività produttive negli stabilimenti di Dacia e Ford non è legato, quindi, a problemi con gli ordini ma essenzialmente a una questione energetica. Non si tratta nemmeno di uno stop per tutelare i lavoratori dagli effetti del caldo eccessivo, che può rappresentare anche un problema per gli automobilisti.

Le fabbriche resteranno ferme per un paio di settimane. Al momento, infatti, la ripresa della produzione è fissata per il prossimo 19 agosto. Non si esclude, però, un’ulteriore proroga della misura nel caso in cui la crisi energetica dovesse continuare, senza che le Autorità riescano a trovare una soluzione.

Stando a quanto rivelato dal primo ministro rumeno, Ilie Bolojan, la scelta dei costruttori di interrompere le attività produttive nel Paese ha portato a una riduzione del consumo energetico di circa 200 MW. Il provvedimento dovrebbe, a breve, essere esteso con altre aziende (non solo del settore automotive) pronte a chiudere per una breve pausa estiva a causa del troppo caldo e dei problemi energetici del Paese. Maggiori dettagli in merito alla questione arriveranno a breve .

Schianto sulla Luna a 8.700 km/h: il razzo SpaceX crea un cratere di 27 metri

Un relitto spaziale ad alta velocità ha concluso la sua orbita in modo spettacolare: il razzo Falcon 9 di SpaceX si è schiantato sulla superficie della Luna a una velocità spaventosa di circa 8.700 km/h. L’impatto, ampiamente previsto dai centri di tracciamento orbitali, sta attirando l’attenzione di agenzie spaziali, astronomi e appassionati di tutto il mondo.

Le dinamiche dell’impatto

Il componente arrivato alla fine del suo percorso spaziale è lo secondo stadio di un Falcon 9 lanciato nel gennaio del 2025 dalla Florida. La sua missione originale consisteva nel trasportare verso il nostro satellite due lander commerciali (Blue Ghost 1 di Firefly Aerospace e Resilience della compagnia giapponese ispace).

Dopo aver svolto la sua funzione primaria e aver rilasciato il carico utile, lo stadio non è rientrato nell’atmosfera terrestre né è stato inserito in un’orbita eliocentrica sicura. Complice l’interazione gravitazionale tra Terra, Luna e Sole e l’effetto della pressione di radiazione solare, il modulo è rimasto alla deriva per oltre un anno in un’orbita caotica, finché le traiettorie non si sono sovrapposte in modo definitivo a quella lunare.

OggettoSecondo stadio di Falcon 9 (SpaceX)
Dimensioni e PesoCirca 12 metri di lunghezza; peso ~4.000 – 4.500 kg
Velocità all’impatto8.700 km/h (2,43 km/s — 7 volte la velocità del suono)
Zona del collisioneNei pressi del Cratere Einstein, sul margine occidentale della Luna
Energia rilasciata11,8 Gigajoules (equivalente a circa 3 tonnellate di tritolo)
Cratere stimatoLarghezza tra 20 e 27 metri, profondità circa 5 metri

Opportunità scientifica rara

Per la Terra non esiste alcun rischio, ma per la comunità scientifica l’impatto rappresenta un’occasione preziosa. A differenza dei meteoriti naturali che colpiscono la Luna continuamente — e dei quali si ignorano densità, massa e traiettoria fino al momento dell’evento — in questo caso la velocità, il peso e la composizione dell’oggetto umano sono noti nei minimi dettagli.

  • Studio della formazione dei crateri: i fisici e i geologi lunari potranno calibrare con estrema precisione i modelli teorici con cui si calcola l’energia generata dagli impatti cosmici.

  • Analisi della nube di detriti : l’impatto solleverà una colonna di polvere e rocce fino a decine di chilometri di altezza. Poiché sulla Luna la gravità è bassa e non c’è atmosfera né vento, la nube rimarrà visibile con telescopi per diversi minuti.

  • Monitoraggio dalle orbite lunari: sonde in orbita attorno al satellite, tra cui il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA e la sonda sudcoreana Danuri, scatteranno fotografie ad alta risoluzione del prima e del dopo per analizzare la struttura del nuovo cratere.

L’allarme spazzatura spaziale

Anche se lo schianto fornirà preziosi dati scientifici, l’episodio riaccende il dibattito sulla gestione dei rifiuti spaziali e sul crescente affollamento nelle vicinanze della Luna. Con l’aumento delle missioni commerciali e l’avvicinarsi dei programmi per basi umane permanenti (come il programma Artemis della NASA), la presenza di stadi superiori abbandonati in orbite instabili diventa un problema di sicurezza da non sottovalutare per il futuro dell’esplorazione spaziale.

Incentivi da due milioni di euro per il rinnovo dei Taxi: come ottenerli e requisiti

Se anche solo un tassista su cinque in Lombardia passa a un’auto elettrica o ibrida, l’aria nelle città della regione ne guadagna concretamente. È con questo obiettivo che la Regione Lombardia ha approvato una delibera che mette sul tavolo oltre due milioni di euro destinati al rinnovo del parco vetture dei tassisti lombardi. Il bando, gestito da Unioncamere, sarà pubblicato entro 60 giorni dall’approvazione della delibera. Il segnale è positivo, anche se non mancano le critiche di chi avrebbe voluto qualcosa di più radicale.

Fino a 10 mila euro

Il contributo massimo previsto è di 10.000 euro per chi acquista un taxi completamente elettrico o a idrogeno, coprendo il 50% del costo del veicolo al netto dell’IVA. Per le versioni ibride (ma non tutte)  l’incentivo scende a 8.000 euro, sempre con lo stesso tetto del 50% sul costo netto. Possono presentare domanda i titolari di una licenza taxi rilasciata da uno qualsiasi dei Comuni lombardi alla data di presentazione. Il meccanismo è quello classico della sostituzione: il veicolo vecchio omologato in una classe inferiore a Euro 6E va rottamato.

Solo ibrido plug-in e full hybrid

Non tutti gli ibridi sono uguali, e la Regione Lombardia lo sa. I mild hybrid, ovvero quei sistemi da 12 a 48 volt che aiutano leggermente il motore termico in ripartenza ma non possono muovere l’auto da soli, restano esclusi dall’incentivo. Il contributo è riservato ai veicoli con un motore elettrico di trazione vero e proprio, capace di erogare più di 20 kW in modo continuativo per almeno 30 minuti.

In pratica, devono essere full hybrid o plug-in hybrid con omologazione almeno Euro 6E, e tutte queste caratteristiche devono risultare dal Documento Unico di Circolazione. Per i plug-in, deve inoltre essere indicata la possibilità di ricarica esterna. È un requisito tecnico pensato per evitare che i fondi finiscano su auto che riducono le emissioni solo marginalmente.

Tra le soluzioni per abbattere gli inquinanti

La delibera porta la firma politica di due assessorati: Trasporti e Mobilità Sostenibile, guidato da Franco Lucente, e Ambiente e Clima, guidato da Giorgio Maione. Il primo ha parlato di un investimento che coniuga sostenibilità e innovazione, con l’obiettivo di offrire ai cittadini un servizio di mobilità più moderno. Il secondo ha sottolineato come ridurre le emissioni del traffico urbano sia tra le priorità della Regione, inserendo questa misura nel quadro del Programma regionale per la qualità dell’aria.

Il taxi è una categoria particolare nel panorama dei veicoli urbani: un’auto che gira in media molte più ore al giorno rispetto a un privato, che circola prevalentemente nel centro delle città e che si ferma spesso con il motore acceso in attesa dei passeggeri. In questo contesto, ogni veicolo Euro 4 o Euro 5 sostituito da un’elettrica o da un full hybrid di ultima generazione ha un impatto ben superiore a quello della stessa sostituzione su un’auto privata usata poche ore al giorno.

Non tutti si sono rivelati favorevoli a questa scelta, qualcuno avrebbe preferito incentivare solo il full electric, ma i tassisti sono tra le categorie in cui i tempi di rifornimento sono un punto fondamentale e alcune città ancora non sono pronte. Per i tassisti lombardi che stavano già pensando al rinnovo del parco, è il momento di farsi un’idea dei preventivi.

Sconto accise: diesel prorogato fino al 25 agosto, la benzina rimane a secco

Nell’ultimo Consiglio dei ministri prima della pausa estiva è stato deciso di far proseguire il taglio di 17 centesimi al litro sul diesel durante il periodo delle vacanze, continuando a ignorare il rincaro della benzina. La misura era già in vigore dal 28 luglio con una prima tranche da 125 milioni di euro, valida per 10 giorni e in scadenza il 6 agosto. Ora viene prorogata al 25 agosto. Chi guida un’auto a benzina, però, resterà senza tutele per tutta l’estate.

Confermata la scelta di privilegiare il diesel

La decisione di intervenire solo sul gasolio non è casuale: il diesel alimenta la gran parte del trasporto merci, e lasciarlo correre senza freni durante l’esodo estivo avrebbe significato far salire i prezzi nei supermercati per l’aumento dei costi di trasporto, con un effetto domino difficile da gestire politicamente.

I fondi necessari, circa 245 milioni, saranno trovati non solo con le accise mobili, ovvero con la riduzione delle accise finanziata tramite l’aumento dell’Iva sui carburanti stessi, ma anche con alcuni tagli alle spese dei ministeri. Il ministro dell’Economia Giorgetti ha commentato con una certa ironia che i colleghi coinvolti nei tagli “non erano molto contenti”.

Da marzo il governo ha già speso oltre 2 miliardi di euro per calmierare i prezzi dei carburanti, rastrellando i soldi da tutte le parti: aumenti dell’Iva sui carburanti, multe dell’Antitrust alle compagnie energetiche, Fondo per lo sviluppo economico e altro. Il barile è stato raschiato e i margini di manovra nel bilancio italiano lasciano poco spazio a interventi più strutturali.

Scarsi effetti al distributore

La proroga porta con sé un problema che il governo non ha ancora risolto, e che rende l’intera misura meno efficace di quanto i numeri ufficiali suggeriscano. La misura si è rivelata poco efficace visto l’aumento dei prezzi deciso nel frattempo dalle compagnie: dello sconto teorico è rimasto circa il 50%. In altri termini, una parte del taglio delle accise è stata di fatto assorbita dai rincari applicati dai gestori, con il risultato che il risparmio reale per l’automobilista è significativamente inferiore ai 17 centesimi teorici.

Lo ha detto con chiarezza Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori: il gasolio è sceso in autostrada e salito sulla rete stradale, un andamento che non ha nulla a che fare con le quotazioni del petrolio ma riflette semplicemente la possibilità di speculare dove le alternative per il consumatore sono più limitate. Una situazione che le associazioni di consumatori denunciano da settimane senza che il governo abbia trovato strumenti efficaci per intervenire.

Prezzi verso i massimi storici

I numeri aggiornati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy parlano da soli. Il prezzo medio del gasolio self sulla rete ordinaria è salito a 2,100 euro al litro, il livello più alto dal 29 luglio, il giorno successivo all’entrata in vigore del taglio delle accise. Senza sconti si parlerebbe di massimo storico. La benzina viaggia sugli 1,999 euro, mentre sulle autostrade si trova a 2,084 euro in modalità self e il diesel è a 2,173 euro.

Il Brent, superata la fiammata dei giorni scorsi, è tornato a scendere sotto i 90 dollari al barile eppure i prezzi alla pompa non ne seguono fedelmente l’andamento. È la prova che il problema non è solo congiunturale ma riflette anche dinamiche di mercato che il semplice taglio delle accise non è in grado di correggere.

Il prezzo del diesel vola, senza accise risulterebbe al massimo storico

In un’afa senza fine gli italiani preparano le valigie per l’esodo di Ferragosto, dovendo fare i conti con i prezzi record presso le pompe, sebbene si sia registrato un calo del petrolio. Con il gasolio in aumento anche ai distributori self, con la benzina sopra i 2 euro in 10 regioni, c’è una data da marchiare con il pennarello rosso sul calendario. Il 6 agosto scade l’ultimo taglio delle tasse e si è già creato il panico negli automobilisti che si muoveranno dal prossimo venerdì.

Secondo i dati dell’Osservatorio del Ministero delle imprese e del made in Italy, il gasolio è tornato ai livelli di una settimana fa, raggiungendo in media i 2,1 euro al litro in modalità self lungo la rete stradale nazionale. Si tratta della tariffa più alta dall’avvio dell’ultimo taglio delle accise approvato dal Governo che ha abbassato di 17 centesimi l’aliquota per il diesel dal 28 luglio al 6 agosto. Se non ci fosse lo sconto, il gasolio self su strada sarebbe a 2,27 euro, al di sopra del primato storico di 2,23 toccato a metà marzo 2022.

Listino completo dei prezzi

La benzina self si aggira sempre su 1,999 euro in media al litro sulla rete stradale, 0,743 euro/l per il Gpl (-1) e 1,621 euro/kg per il metano (+1). Sulle autostrade il prezzo medio self sale a 2,084 euro/l per la benzina, 2,173 euro/l per il gasolio (-1), 0,875 euro/l per il Gpl (invariato) e 1,609 euro/kg per il metano (-1).

Il costo della benzina servito si aggira in media a 2,135 euro/litro (compagnie 2,176, pompe bianche 2,060), diesel servito a 2,238 euro/litro (compagnie 2,272, pompe bianche 2,173). Gpl servito a 0,751 euro/litro (compagnie 0,760, pompe bianche 0,741), metano servito a 1,618 euro/kg (compagnie 1,610, pompe bianche 1,625), Gnl 1,475 euro/kg (compagnie 1,469 euro/kg, pompe bianche 1,480 euro/kg).

I prezzi delle varie compagnie? La benzina self service Eni è a 2,000 euro/litro (2,207 il servito); IP a 2,019 (2,184 servito); Q8 a 2,005 (2,163 servito); Tamoil a 1,997 (2,072 servito); sul gasolio self service Eni è a 2,077 (2,287 servito); IP a 2,118 (2,286 servito); Q8 a 2,103 (2,268 servito) e Tamoil a 2,081 (2,169 servito).

Crolla il petrolio

Sebbene ci sia stato un ribasso del petrolio i prezzi non sembrano destinati a diminuire. Le quotazioni del Brent sono scese del -7,8% passando dai 90 dollari al barile dello scorso 31 luglio agli attuali 83 dollari. Il Codacons ha annunciato:

“Oggi il prezzo medio della benzina supera abbondantemente i 2 euro al litro in ben 10 regioni italiane, con Bolzano che si piazza in testa alla classifica del caro-verde con una media di 2,031 euro al litro, seguita Valle d’Aosta con 2,019 euro/litro e Friuli Venezia Giulia con 2,018 euro/litro in Friuli, mentre il gasolio, come comunicato dal Mimit, sale in media a 2,100 euro al litro sulla rete ordinaria da 2,097 euro/litro di ieri”.

La logica avrebbe dovuto portare a una riduzione dei listini alla pompa, al contrario benzina e gasolio hanno addirittura registrato nuovi rialzi. Codacons calcola che:

“Il taglio delle accise da 17 centesimi di euro disposto dal governo si è così ulteriormente assottigliato, con lo sconto sul gasolio che si riduce oggi a 8,8 centesimi di euro al litro sulla rete ordinaria, 8,1 centesimi sulle autostrade, con un mancato guadagno per gli automobilisti pari a 4,1 euro a pieno sulla rete ordinaria. Ci aspettiamo ora dal governo nuove e più incisive misure per far scendere al più presto i prezzi dei carburanti, misure che devono essere estese anche alla benzina”.

Addio autovelox, arriva il poliziotto-pianta: fioccano le multe

Per quanto possa risultare paradossale siamo arrivati al punto che i dipartimenti di Polizia preferiscano travestire gli agenti per effettuare operazioni di controllo in strada. Decine di automobilisti sono stati identificati nel New Jersey mentre guidavano con il cellulare, dando credito alla soluzione creativa. L’idea del dipartimento di Dunellen ha portato alle casse dell’amministrazione locale soldi freschi e anche la convinzione che ci siano ancora troppi furbetti alla guida.

“Il nostro arbusto è stato molto impegnato”, hanno scritto su Facebook pubblicando le foto dell’originale posto di blocco gli agenti. E ancora “Avete notato il nostro arbusto oggi?”, in un altro post sul profilo Facebook del dipartimento di Polizia, insieme a una immagine captata sul campo dalle forze dell’ordine statunitensi: “Se avevate la testa china sul telefono, probabilmente no!”.

Pioggia di multe

Come nei migliori scherzi sui marciapiedi, un poliziotto si è vestito da albero, posizionandosi in un punto critico della città, accumulando ben 74 multe in sole 6 ore. Un media di 12 contravvenzioni ogni ora. Pizzicati mentre erano al telefono, gli automobilisti sono stati identificati. Gli agenti hanno dichiarato:

“Oggi, il dipartimento di Polizia di Dunellen ha condotto un’operazione di controllo della guida distratta nel blocco 100 di North Washington Ave. Abbiamo scelto appositamente questa zona del centro, molto trafficata e frequentata da pedoni, per far rispettare la legge del New Jersey sull’uso del cellulare alla guida e proteggere la nostra comunità […] Che questo serva da promemoria: quel messaggio o quella notifica possono aspettare. Tenete gli occhi sulla strada, non sullo schermo!”

Le legge in New Jersey, hanno spiegato i poliziotti, prevede multe di 200 dollari per la prima violazione, 400 per la seconda e 600, con possibile perdita di 3 punti e ritiro della patente per 3 mesi, in caso di tripletta. L’agente del dipartimento che si è travestito da arbusto, coprendosi di foglie dalla testa ai piedi, era persino armato di binocolo. Non è stato complesso identificare decine di violazioni del Codice della Strada. Il poliziotto è rimasto in servizio per 6 ore ma se avesse continuato a monitorare la strada, senza dubbio, i numeri delle contravvenzioni si sarebbero ulteriormente alzati.

Arrivano gli autovelox con l’IA

Grazie all’Intelligenza Artificiale, a Londra, è possibile monitorare tre corsie contemporaneamente, favorendo l’uso della tecnologia più avanzata degli autovelox. Dalla primavera, in particolare dal 13 aprile, le autorità locali hanno attivato una rete di telecamere intelligenti che sta rivoluzionando la gestione del traffico. Il metodo alternativo e altamente tecnologico ha centrato nel segno l’obiettivo. In Italia un nuovo autovelox, in poco più di due mesi di funzionamento, ha emesso ben 450 multe al giorno per eccesso di velocità.

La soluzione hi-tech anglosassone consente di analizzare la velocità, ma anche di tenere sotto controllo il comportamento al volante degli automobilisti. Una rivoluzione resasi necessaria dal numero altissimo di violazioni e incidenti. Il sistema di monitoraggio avanzato, sviluppato da algoritmi e visione artificiale, è basato su dispositivi ad altissima definizione. Gli strumenti presentano flash a infrarossi che misurano in pochi istanti le immagini raccolte per individuare i comportamenti scorretti. A Dunellen, i poliziotti hanno ideato un posto di blocco alternativo senza usare algoritmi e chip.