Chi pensava che i robotaxi fossero una faccenda tutta americana o cinese dovrà ricredersi: Milano ha appena fatto un passo concreto verso la guida senza conducente.
Il Comune e Niulinx, azienda nata nel Politecnico di Milano, hanno firmato al Castello Sforzesco, un protocollo d’intesa che apre una collaborazione di tre anni tra l’amministrazione comunale e la società del Politecnico di Milano. Non aspettatevi però file di auto vuote per le strade già dalla prossima settimana: il percorso, come vedremo, è lungo e diviso in più tappe.
Un primo passo in modalità ibrida
Il modello scelto da Niulinx per debuttare in città si chiama Robo-Sharing, e all momento non rappresenta un robotaxi come quelli visti oltre oceano. Il veicolo raggiunge l’utente muovendosi in autonomia, a bassa velocità e senza nessuno a bordo, per poi passare la mano al passeggero che, una volta salito, guida normalmente fino a destinazione.
Arrivato a fine corsa, il mezzo torna a spostarsi da solo, rientrando nella flotta o dirigendosi verso il cliente successivo. Un compromesso pensato apposta per essere sostenibile dal punto di vista industriale: secondo l’azienda questo approccio permette di ridurre i costi di capitale tipici delle flotte interamente senza conducente, accelerando i tempi di omologazione.
A muoversi sulle strade, stando alle prime indiscrezioni, saranno delle Fiat 500e opportunamente equipaggiate con sensori, attuatori ridondanti e centraline di calcolo dedicate, con un tetto di velocità fissato a 30 km/h e solo all’interno di zone individuate insieme a Polizia Locale e ATM.
Accordo per tre anni
Il protocollo, il cui schema era già passato al vaglio della Giunta l’8 settembre, ha una durata triennale, rinnovabile, e disegna un percorso suddiviso in diverse fasi successive. Si parte dalla richiesta del nulla osta ministeriale per testare i veicoli su strade aperte al traffico ordinario, secondo quanto previsto dal decreto Smart Road.
Solo in un secondo momento arriveranno servizi pensati per il pubblico più ampio, dal trasporto a chiamata alle navette di collegamento con la rete del trasporto pubblico, fino ai mezzi dedicati verso ospedali, scuole e poli culturali.
L’ultimo tassello, subordinato all’omologazione definitiva dei veicoli, sarebbe l’ingresso a regime di vere e proprie flotte autonome. Un dettaglio non da poco per le casse comunali: l’operazione, viene precisato, non comporterà alcun costo per il bilancio del Comune.
Guida autonoma di livello 4
Dal punto di vista tecnologico, non si tratta della piena automazione da fantascienza. Niulinx lavora infatti su un sistema di livello 4 secondo la classificazione SAE, un gradino sotto il livello 5, quello dell’automazione totale in qualunque condizione e contesto.
La società, che ha sede a Cernusco sul Naviglio con una filiale a Monaco di Baviera e conta una cinquantina tra ingegneri e ricercatori, sta già conducendo sperimentazioni autorizzate dal ministero delle Infrastrutture a Brescia e nella stessa Cernusco, ed è proprio la città bresciana il primo obiettivo per l’avvio delle operazioni commerciali, prima di allargare lo sguardo ad altre città italiane ed europee.
Milano, va detto, non è un banco di prova qualunque: reti 5G, semafori intelligenti e infrastrutture capaci di dialogare con i veicoli sono ingredienti indispensabili per la guida autonoma, e proprio la loro diffusione ancora incompleta nel nostro Paese rappresenterà una delle sfide più delicate da affrontare nei prossimi mesi.











