Notizie

Distrazione alla guida, cosa si rischia con il nuovo Codice della Strada

da virgilio.it

Sei a digiuno da qualche ora? Stai per arrivare in ritardo a un appuntamento? Se ti trovi al volante, non puoi comunque occuparti di altro: il nuovo Codice della Strada lo stabilisce senza concedere attenuanti. Oltre ad aumentare il rischio di incidenti, una distrazione alla guida può costare una multa e punti sottratti alla patente.

Anche prima che gli smartphone entrassero nelle nostre vite potevamo perderci in diverse attività, mettendo quasi in secondo piano le nostre responsabilità di guidatori. La legge italiana ha però stretto ulteriormente le maglie e usa il pugno duro con chi ha la testa “tra le nuvole”.

Al volante è fondamentale la libertà di movimento

In macchina abbiamo imparato a fare un po’ di tutto e, si fa per dire, ogni tanto la guida sembra quasi passare in secondo piano. Durante il tragitto capita di sistemarsi i capelli o cercare qualcosa finito chissà dove nell’abitacolo e magari la colazione, per recuperare qualche minuto, ce la portiamo direttamente in auto. Poi sono arrivati telefoni e tablet ad aggiungere altre tentazioni alla lista.

Alcuni gesti durano una manciata di secondi e proprio per questo vengono spesso presi sottogamba: la macchina, nel frattempo, continua a muoversi e richiede al conducente di poter intervenire in qualsiasi momento. Il Codice parte da un principio molto semplice, ovvero che chi guida deve conservare il controllo del veicolo e avere libertà sufficiente per effettuare le manovre necessarie.

Quanto costa usare lo smartphone al volante

Cadere nella trappola degli smartphone può costare caro, tra la multa da 250 a 1.000 euro e i cinque punti sottratti alla patente. Seguono a catena tablet, notebook e dispositivi analoghi, se il loro utilizzo implica togliere le mani dal volante, anche temporaneamente, e di mezzo ci finisce magari la patente.

Sulla durata, dipende dai punti a disposizione: tra 10 e 19 lo stop dura sette giorni, mentre sotto quota 10 la sospensione sale a quindici giorni, ma un eventuale incidente raddoppia la sanzione.

Con questo non bisogna neppure pensare che di punto in bianco siamo tornati agli anni Novanta. Vivavoce e auricolare permettono di comunicare senza impugnare lo smartphone, nel rispetto delle condizioni sancite dal Codice. L’importante è conservare capacità uditive adeguate e lasciare le mani libere di occuparsi della guida.

Qualche accortezza ulteriore la meritano le cuffie. Immergersi in una bolla acustica è una pessima idea, perché una sirena o un clacson possono avvisarci di un pericolo prima ancora che riusciamo a vederlo. Anche l’udito, in pratica, deve continuare a fare la propria parte durante il viaggio. La musica può aspettare qualche decibel in meno, soprattutto quando intorno alla macchina sta succedendo qualcosa che sarebbe meglio sentire.

E quel digiuno dal quale eravamo partiti? Meglio resistere ancora un po’: sebbene il Codice non dedichi un articolo al panino mangiato al volante, pretende dal conducente di conservare sempre la libertà di movimento necessaria per governare il veicolo. Tenere una mano impegnata con il pranzo può diventare un problema proprio per questo, mentre lo stesso panino, mangiato cinque minuti dopo a macchina ferma, torna a essere soltanto un panino.