Il Senato ha accolto in via definitiva il decreto carburanti-Ilva. Il testo è stato convalidato senza modifiche rispetto a quello concordato in prima lettura alla Camera. Il provvedimento, che doveva essere convertito in legge entro il 25 settembre, stabilisce ufficialmente la riduzione temporanea del prezzo del diesel disposto a fine luglio (14 centesimi di accisa più 3 di Iva) a cui si aggiungono i due decreti legge successivi di proroga del taglio fino al 6 settembre scorso.
Una buona notizia anche per i lavoratori su gomma, dati gli 11,4 milioni che il Governo destinerà al credito d’imposta nell’autotrasporto. Il Dl introduce, inoltre, l’anticipo del 39% dell’imposta sui dividendi delle grandi aziende energetiche e convalida un nuovo prestito oneroso, fino a 100,5 milioni per il 2026 a favore di Acciaierie d’Italia. Le aziende tenute all’acconto, che diventerà poi un credito d’imposta, sono quelle con ricavi complessivi superiori a 20 miliardi di euro.
Sacrificio necessario
L’Esecutivo per finanziare il taglio delle accise ha stabilito un contributo temporaneo per le grandi società energetiche. La misura è proposta come tassa sugli extraprofitti, ma sostanzialmente rappresenta un anticipo d’imposta del 39% sugli utili delle società con ricavi superiori a 20 miliardi di euro, quando la distribuzione degli utili è stata deliberata nell’esercizio 2025.
Il pagamento anticipato può avvenire solo le ritenute e le imposte sostitutive relative agli utili, la cui distribuzione sia stata decisa prima dell’entrata in vigore della norma, prevedano il versamento dopo il 31 dicembre 2026. Le società avranno un credito d’imposta di pari importo a fronte della somma già anticipata. Il credito potrà essere sfruttato quando gli utili saranno effettivamente corrisposti, per scomputare le ritenute e le imposte sostitutive dovute. Nello specifico il dossier del provvedimento ha stabilito:
“Laddove le ritenute effettivamente dovute siano inferiori a quelle determinate in via anticipata, la differenza è immediatamente utilizzabile in compensazione (senza applicazione dei limiti annuali previsti dalla legislazione vigente) ovvero rimborsabile su richiesta. Invece, qualora le ritenute effettive siano superiori, la differenza è versata secondo le modalità ordinarie”.
In seguito un decreto attuativo del ministro dell’Economia e delle Finanze deciderà le modalità di attuazione della norma, inclusa la disciplina dei flussi informativi tra i soggetti tenuti al pagamento, gli intermediari tenuti all’applicazione delle imposte sostitutive e la società di gestione accentrata.
Tutto come nelle attese
In una fase dove i prezzi ai distributori rimangono alle stelle, il testo è risultato sostanzialmente uguale a quello dei tre provvedimenti precedenti. Le uniche modifiche erano arrivate prima, in commissione Finanze di Montecitorio. In merito alla riconsegna dei finanziamenti pubblici da parte degli organi commissariali del Gruppo Ilva e del Gruppo Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria si stabilisce che tale restituzione debba avvenire in prededuzione e con priorità rispetto a ogni altro credito nei confronti delle rispettive procedure di amministrazione straordinaria.
Tre provvedimenti sono stati convertiti in legge. Da Palazzo Madama è arrivato l’ok definitivo al testo, approvato la scorsa settimana alla Camera, che accorpa il decreto legge carburanti di fine luglio e i due di agosto. Stavolta le tempistiche non si sono dilatate e le imprese del settore dell’autotrasporto possono tirare un leggero sospiro di sollievo. Infine il decreto legge impone una stretta fiscale a carico del settore dei giochi.
